<RASSEGNA STAMPA> Lavoro & precari di Gabriele Paglino - Cai non rinnova il contratto e internalizza. A casa i 76 lavoratori della Argol. L’AEROPORTO DI FIUMICINO UNA POLVERIERA SOCIALE - “Fiumicino sta rischiando grosso, è grave lo stato di abbandono l'aeroporto di Fiumicino".
RASSEGNA STAMPA

Da -  Il Fatto Quotidiano.it

 Lavoro & precari di Gabriele Paglino  23 gennaio 2012

Cai non rinnova il contratto e internalizza. A casa i 76 lavoratori della Argol.
Il 31 gennaio scade il contratto di appalto della societàà di servizi di movimentazione del materiale aeronautico nello scalo romano di Fiumicino. Cai non lo rinnova, sfruttando un "buco" nella clausola di salvaguardia
Ancora pochi giorni e poi a casa. Licenziati. Anche per i 76 lavoratori della Argol, societàà appaltatrice dei servizi di movimentazione del materiale aeronautico (dalla semplice guarnizione al motore di un aeromobile), all’interno degli hangar-area tecnica di Fiumicino, il 2012 inizia dunque nel peggiore dei modi. L’ufficialità arriva il 17 novembre scorso, “un fulmine a ciel sereno”, dice Giorgio, uno dei lavoratori. Alitalia-Cai comunica l’irreversibile decisione: il contratto d’appalto alla societàà di Coniolo (Argol Spa), in scadenza il 31 gennaio 2012, non verrà rinnovato.

Non c’è più bisogno di quel servizio? C’è un’altra societàà che offre lo stesso, a prezzi ridotti? Nulla di tutto questo. L’ex compagnia di bandiera ha soltanto deciso di internalizzare, anzi reinternalizzare il servizio dato in appalto esterno dal 1994. E i 76 lavoratori della Argol, verranno riassorbiti? Ci sarebbe la clausola di salvaguardia sociale (introdotta dal Dlgs 18/99) che, nel passaggio da una societàà all’altra, impone di “tutelare” i lavoratori inserendoli nell’organico della nuova societàà affinché continuino a svolgere l’attività effettuata finora, a parità di condizioni salariali e normative. Ma la nuova Alitalia non appalterà il servizio ad un’altra societàà, lo internalizzerà e i lavoratori resteranno a casa.

“Forzano l’interpretazione in maniera del tutto pretestuosa – denuncia Antonio Amoroso, della Cub Trasporti, in prima linea nella vertenza intrapresa contro la cordata di Colaninno & Co. Il principio della clausola di salvaguardia sociale – spiega il sindacalista – è: dove va l’attività, va il lavoratore”.

Chi prenderà allora il posto dei 76 lavoratori Argol, nello svolgimento del servizio per l’assistenza a terra degli aeromobili? La scelta organizzativa Alitalia-Cai, nel quadro di un nuovo piano di riassetto dell’intera logistica (di cui il servizio di movimentazione del materiale aeronautico fa parte), prevede l’assunzione di nuovo personale con contratto a tempo determinato: nuovi precari andranno a sostituire operai con vent’anni di esperienza e relativi diritti maturati (stabilizzati).
Personale di una ditta appaltatrice si, ma che in qualche modo dipendeva direttamente dalla compagnia aerea. In virtù di questo dettaglio il loro licenziamento potrebbe essere illegittimo se non fosse che, nel passaggio di Alitalia alla nuova cordata italiana, il governo con il d.l 134 del 2008 (convertito poi in legge) ha stabilito la discontinuità tra le due aziende. In poche parole un escamotage che ha consentito a Colaninno & Co. di non pagare i vecchi creditori, non accollarsi i lavoratori della vecchia Alitalia ed evitare che l’Ue contestasse loro di aver beneficiato di aiuti di Stato.

Già in mobilitazione immediatamente dopo aver appreso la notizia, la scorsa settimana alcuni lavoratori della Argol si sono arrampicati ad un’altezza di circa 30 metri, su una scala antincendio a ridosso di un hangar. Dormono lì all’addiaccio, sperando che possa arrivare una soluzione. E il 27 gennaio sarà sciopero generale regionale del trasporto aereo.

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L’AEROPORTO DI FIUMICINO UNA POLVERIERA SOCIALE


“Fiumicino sta rischiando grosso”, così il neo Presidente di Assologistica Carlo Mearelli lancia l’allarme sul grave stato di abbandono di uno dei principali aeroporti italiani, quello di Fiumicino, che va aggravandosi di giorno in giorno.
“In una situazione già difficile determinatasi con il default della vecchia Alitalia, in molti fingono di non vedere che le modalità di supporto e le facilitazioni concessorie alla CAI di fatto le hanno dato un vantaggio competitivo nel settore dell’handling ed una sovranità assoluta sullo scalo romano.
Questo sta generando un caos che si riverserà duramente sulle aziende presenti in aeroporto con ripercussioni su tutta la filiera nazionale; l’abbandono poi del settore cargo verso Air France KLM è un vero e proprio attacco al sistema logistico nazionale” sottolinea il Presidente di Assologistica.
Si aggiungano poi le modalità irrituali e penalizzanti di Alitalia CAI per i rinnovi contrattuali dei servizi alle imprese, con ricadute pericolose sui costi minimi del lavoro; mentre sul fronte della societàà di gestione ADR pesa come un macigno la mancanza di investimenti, nonostante risultati di esercizio con EBIT a doppia cifra.
“Il silenzio di ENAC in questa situazione è assordante” sottolinea il Presidente Mearelli.
Assologistica chiede agli organi di controllo competenti, alla Regione Lazio ed al Governo di intervenire tempestivamente per ristabilire rapidamente le normali condizioni di mercato della libera concorrenza., evitando l’ulteriore emigrazione dal nostro territorio nazionale verso altri hub europei del settore cargo, che muove merci ad alto ed altissimo valore aggiunto.

Milano, 19 gennaio 2012

 

 

 

 

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