NEWS VENERDI'LE SENTENZE UTILI AGLI STRANIERI – AI PROFESSIONISTI E AGLI OPERATORI
 CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: PER L’ACQUISIZIONE DEL DIRITTO DI SOGGIORNO PERMANENTE CONTEGGIABILI ANCHE I PERIODI DI SOGGIORNO PRECEDENTI ALL’ADESIONE DEL PROPRIO PAESE ALL’UE <RASSEGNA STAMPA>



LE SENTENZE UTILI AGLI STRANIERI – AI PROFESSIONISTI E AGLI OPERATORI
 CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: PER L’ACQUISIZIONE DEL DIRITTO DI SOGGIORNO
PERMANENTE CONTEGGIABILI ANCHE I PERIODI DI SOGGIORNO PRECEDENTI ALL’ADESIONE DEL PROPRIO PAESE ALL’UE


 Con una sentenza pronunciata il 21 dicembre scorso nelle cause Ziolkowki e
Szeja c. Germania
(cause C-424 e 425/2010), a seguito di un rinvio
pregiudiziale disposto dal giudice amministrativo federale tedesco, la Corte di
Giustizia europea ha concluso che i periodi di soggiorno che il cittadino di
uno Stato terzo ha compiuto anteriormente all’adesione del proprio Paese all’
Unione europea devono essere presi in considerazione ai fini del calcolo del
periodo minimo di cinque anni richiesto per accedere al diritto di soggiorno
permanente di cui all’articolo 18 della direttiva n. 2004/38/CE, purchè siano
stati effettuati in conformità alle condizioni previste dal diritto dell’
Unione. Ne consegue, pertanto, che il cittadino del Paese terzo divenuto Stato
membro dell’Unione europea, dovrà dimostrare che nel periodo di soggiorno
legalmente compiuto nel Paese ospite prima dell’adesione, egli era lavoratore
subordinato o autonomo oppure, pur essendo inattivo, disponeva per se stesso e
per i propri familiari, di risorse sufficienti e di un’assicurazione
malattia.
Ugualmente, la Corte di Giustizia ha stabilito che se ad un cittadino dell’
Unione viene consentito di soggiornare nel Paese ospite in conformità al solo
diritto nazionale,
in ragione ad es. di eventuali disposizioni interne più
favorevoli rispetto a quelle del diritto dell’Unione europea, tali periodi non
possono essere considerati come periodi di soggiorno legale ai fini della
maturazione del requisito di soggiorno continuativo quinquennale per accedere
al diritto al soggiorno permanente cioè di quel diritto al soggiorno non
sottoposto ad alcuna condizione al di fuori delle clausole di ordine pubblico e
sicurezza nazionale.
La sentenza della Corte di Giustizia europea è dunque di notevole importanza
in vista dell’ ingresso della Repubblica di Croazia nell’Unione europea il 1
luglio 2013. I cittadini croati legalmente soggiornanti in Italia che in quella
data potranno dimostrare un soggiorno continuativo e legale in Italia da almeno
cinque anni potranno dunque rivolgersi ai Comuni di residenza per richiedere
direttamente lo status di cittadini UE con diritto di soggiorno permanente alla
condizione che siano in grado di dimostrare che nei cinque anni precedenti
siano stati lavoratori subordinati o autonomi oppure inattivi, ma titolari di
risorse sufficienti per il sostentamento proprio e dei familiari e abbiano
avuto una copertura sanitaria.
IL DOCUMENTO
SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) 21 DICEMBRE 2011
«Libera circolazione delle persone – Direttiva 2004/38/CE – Diritto di
soggiorno permanente – Articolo 16 – Soggiorno legale – Soggiorno basato sul
diritto nazionale – Soggiorno compiuto anteriormente all’adesione all’Unione
dello Stato d’origine del cittadino interessato»
Nei procedimenti riuniti C -424/10 e C -425/10,

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RASSEGNA STAMPA
DEL 22/12/2011 SULL’ARGOMENTO PROPOSTO
Il Giornale degli Stranieri – Rassegna stampa a cura della Redazione del Forum

Cittadini del Mondo

SENTENZA DELLA CORTE (GRANDE SEZIONE) 21 DICEMBRE 2011
COMUNICATO STAMPA N. 141/11 LUSSEMBURGO, 21/12/2011 CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA


Sentenza nelle cause riunite C-424/10 Tomasz Ziolkowski / Land Berlin e C-
425/10 Berbara Szeja e a./Land Berlin
Soltanto i soggiorni che siano conformi alle condizioni previste dal diritto
dell’Unione consentono l'acquisizione del diritto di soggiorno permanente
I periodi di soggiorno che il cittadino di uno Stato terzo ha compiuto
anteriormente all’adesione di tale Stato all’Unione devono essere presi in
considerazione ai fini del calcolo del periodo minimo di cinque anni, purché
siano stati effettuati in conformità alle condizioni previste dal diritto dell’
Unione
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http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=23736#23736

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