RASSEGNA STAMPA - Malpensa - Bloccato l'ingresso a Cargo City - I dipendenti di Mle fanno sul serio - Protesta dura ieri all'area merci. CUB-trasporti: Tutti i lavoratori sono da riassumere.


CUB Trasporti - Malpensa

Bloccato l'ingresso a Cargo City
I dipendenti di Mle fanno sul serio
Protesta dura ieri all'area merci.
«Tutti i lavoratori sono da riassumere»


MALPENSA Due ore di "passione", ieri mattina a Cargo City, e almeno altre quattro nel pomeriggio, con i camion fermi, incolonnati alla rotonda dell'area merci. Cgil, Cisl, Ugl e Cub Trasporti hanno bloccato l'accesso dei mezzi alla "città" del traffico merci di Malpensa.

«Dovrei arrivare a Mle- Argol per caricare», dice un camionista dal finestrino del suo bolide dopo aver già fatto marcia indietro, pronto a ritornare sulla 336. «Là non si passa. Sto ancora un po' a vedere, poi me ne vado». Due giovani in auto, cercano invece di superare la colonna: «Mio fratello deve andare al lavoro, non può fermarsi qui»: così l'uomo al volante preme sull'acceleratore e tira dritto. Poco prima delle 11, il blocco viene tolto e gli va dunque bene. Ma nel pomeriggio, si serrano di nuovo i ranghi. I lavoratori in presidio piazzano le auto nel bel mezzo della strada per non far entrare e uscire nessun camion dai magazzini di Mle Argol (ne fa le spese anche Alha, l'altra azienda di handling merci a Cargo City).
La protesta è forte, decisa e chiara: «Non sono rispettati i diritti essenziali dei lavoratori», denuncia Renzo Canavesi (Cub). «Al cambio di appalto (come è avvenuto in Mle-Argol dal 1 luglio, ndr), la nuova cooperativa deve assumere tutti i lavoratori della precedente, non può fare il bello e cattivo tempo», spiega Gianni Marasco (Cisl). «Prima si assumono tutti, poi siamo disposti a discutere di organizzazione e impatto del lavoro, siglando accordi con la nuova cooperativa per contratti di solidarietà o riduzione dell'orario di lavoro per tutti, se c'è crisi». In questo caso invece, una sessantina sono rimasti a casa: fino a giugno lavoravano per la cooperativa Air Services del Consorzio Expojob (per conto di Mle-Argl) e ora non hanno più nulla.
«Ho fatto un colloquio con i dirigenti della nuova cooperativa "Incontro": mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere. Non li ho più sentiti», racconta Gabriele Saccomani, nessuna tessera sindacale ma una famiglia da mantenere, da sette anni occupato alla movimentazione merci, sempre preciso sul lavoro, al punto da saper svolgere qualsiasi mansione. «La domenica sera ho messo in linea 4 aerei cargo, il lunedì mattina ero senza lavoro», lo sfogo di Giovanni Viviani, con moglie e tre figli. «Da nove anni lavoro nel settore. Possibile che ora non sono più capace? Sto qui solo per i miei diritti». Tra questi, anche il pagamento del mese giugno. «Mle pagherebbe 1.100 euro lordi a tutti per giugno a fronte di una liberatoria firmata dai lavoratori: pietra tombale per ogni diritto rivendicabile», rende noto Franco Brioschi (Filt Cgil). «Noi non mettiamo il cappio al collo dei lavoratori».
Solo alle 17.30, alla certezza dell'incontro con il prefetto, domani mattina, è stato tolto il blocco a Cargo City: se non sarà trovata un'intesa tra le parti, sarà sciopero.

Luglio 2011
Alessandra Pedroni

*********************************************************************

 MALPENSA
Licenziati, protestano con un "precario crocifisso"
Clamorosa azione questa mattina nella zona logistica dell'aeroporto. I lavoratori delle cooperative sono esasperati e chiedono attenzione

«Ci hanno licenziati e messi in croce». Usano un messaggio forte i precari della logistica, lasciati per strada dalla cooperativa Air Service: questa mattina hanno "crocifisso" uno di loro nella zona Cargo, proprio di fronte al totem di MLE-Argol, l'operatore di logistica che dà in appalto il servizio alle coop. Sotto, la scritta evangelica "perdonali, padre, perché non sanno quello che fanno". Il messaggio non è casuale: «Abbiamo a che fare con la Compagnia delle Opere, vogliamo chiedere a loro: come potete lasciare a casa la gente e metterla in croce?» dice Fabrizio Lombardo, il lavoratore che ha impersonato "il precario crocefisso". La cooperativa Incontro, che ha preso in carico l'appalto da MLE, è infatti vicina alla Compagnia delle Opere.

I precari lavorano in gran parte da anni nella logistica, sono passati da una cooperativa all'altra: ogni volta perdono un pezzo di diritti, qualche arretrato di stipendio. Oggi il caso riguarda la MLE-Argol (grande operatore logistico), che ha dato l'appalto alla Coop Incontro, chiudendo l'appalto con Air Service: nel passaggio molti lavoratori hanno visto ridotto l'orario di lavoro, altri l'hanno perso del tutto. «Siamo in presidio da un mese e siamo convinti» dice ancora Lombardo. Nel pomeriggio una ventina di loro ha occupato la sede della UIL, l'unico sindacato (insieme alla FLAI) che ha firmato l'accordo con MLE. «Siamo in 67 a rischio per l'accordo della UIL. MLE ha spiegato che offre 1100 euro al personale in forza all'Incontro, poi si è parlato di "personale interessato", non capiamo se almeno riusciremo ad avere questo contributo. Noi chiediamo almeno risposte di 1100 euro una tantum».

Nel frattempo le iniziative non si fermano: «Dopo la firma dell'accordo abbiamo fatto comunicazione al prefetto, ci prepariamo allo sciopero» dice Renzo Canavesi, sindacalista della Cub Trasporti.

19/07/2011

********************************************************************


MALPENSA

MLE risponde alle accuse dei sindacati
L'operatore di logistica ricostruisce la storia della vicenda: "Problemi nati dentro le cooperative, non in azienda. Noi ci siamo impegnati per riassorbire i lavoratori"
 
Prosegue la vertenza Air Service-MLE Argol. La MLE Argol, societàà che opera nella logistica, è la capofila della gestione dell'appalto delle cooperative: pubblichiamo il comunicato con cui risponde alle accuse da parte dei sindacati e in particolare dalla Cub. I lavoratori sono protagonisti in queste ore di proteste e occupazioni.


La nostra societàà rileva l’assoluta necessità di correggere e smontare una serie di dichiarazioni e mistificazioni riportate da alcune fonti sindacali che, attraverso un comportamento ad dir poco anacronistico ed irresponsabile, contribuiscono solo a creare confusione in una delicata vicenda che ora dopo ora sta trovando una solida composizione.
MLE il 27 giugno ha risolto il contratto con la societàà Expojob, che a sua volta aveva subappaltato l’attività alla cooperativa AirServices, dopo che quest’ultima in data 8 giugno aveva annunciato alle organizzazioni sindacali il termine delle proprie attività per il 30 giugno con la semplice motivazione del contratto “non sostenibile economicamente”.
Ci si preparava insomma all’ennesimo processo di chiusura di una struttura e nascita di una nuova (AirServices nasceva nel 2009 sulle ceneri di un’altra coop) per scaricare debiti e mancati pagamenti senza risolvere i reali problemi strutturali. Processo frutto di logiche interne delle societàà cooperative e subito da MLE anche in passato: non è un “giochino di MLE- Argol” e la societàà diffida tutti quelli che asseriscono il contrario!
Verifiche svolte da nostri consulenti, sinora solo parzialmente a causa dalla mancata collaborazione del fornitore, hanno fatto emergere una situazione debitoria nei confronti degli istituti previdenziali e assicurativi per una cifra superiore al milione e mezzo di euro, al netto di sanzioni e interessi. Risultano anche carenze sul fronte retributivo per una mancata applicazione degli ultimi incrementi previsti dal contratto di categoria.
Tale situazione è reale ed espone anche MLE ad un debito nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi dello stesso importo. Non crediamo pertanto che MLE abbia bisogno di “tutelare i propri interessi trattenendo i pagamenti ad EXPOJOB a tutela dell’esposizione debitoria creata dalla stessa e dalla propria consociata”.
Air Services ha continuato per mesi a tenersi in pancia un organico di circa 250 dipendenti a full time, con esuberi strutturali endemici, un numero a dir poco fittizio visto il tasso medio di impiego molto basso contrapposto all’elevato numero di risorse realmente impiegate. E’ risultato che ben pochi di questi dipendenti effettivamente lavoravano le ore previste dal loro contratto full-time, realizzando un part-time di fatto.
Air Services ed Expojob non hanno rispettato l’impianto tariffario condiviso e non hanno avviato nei tempi e nei modi più consoni le procedure di salvaguardia occupazionale per i lavoratori in esubero usando tutto il peso della forza lavoro solo per operare ricatti ai danni della nostra azienda. Sottolineiamo che Airservices ha avviato strumentalmente in data 12 Luglio 2011 la procedura di mobilità per tutti i propri lavoratori compresi, non si sa la ragione, anche quelli che già lavorano presso la cooperativa Incontro e quelli che da tempo avevano lasciato il posto di lavoro con la AirServices stessa.
A metodi inqualificabili e tempistiche strumentali, MLE ha dovuto reagire chiudendo la porta ad Expojob/Air Services ed individuando un fornitore alternativo che garantisce l’occupazione a più di 210 dipendenti su Malpensa e Linate, ovvero a circa il 90% dei lavoratori di AirServices, con contratti di lavoro più flessibili in termini di orario e sicuramente più adeguati alle effettive necessità operative, senza contare la serietà e l’affidabilità di una struttura che opera da 19 anni sempre con la stessa ragione sociale e non ha mai avuto problemi legati alla regolarità dei rapporti di lavoro.
Abbiamo confidato nella competenza e nel senso di responsabilità à di una parte sindacale che finora ha sostanzialmente risposto al nostro appello e ha consentito di siglare un accordo che è riuscito a realizzare la massima tutela possibile dei livelli occupazionali, la valorizzazione delle competenze professionali acquisite dal personale precedentemente assegnato alle attività in questione, introducendo la flessibilità necessaria atta a garantire la regolare continuità delle attività operative, attraverso la costante ottimizzazione dei processi produttivi e un rapporto trasparente e positivo con il personale.
Uno dei nodi centrali dell’accordo è proprio la pianificazione di un modello organizzativo che ha consentito alla nuova Cooperativa Incontro di assumere a parità di full time equivalenti molte più risorse di quante ne sarebbero servite ove vi fosse stata una assunzione a full-time alla luce degli attuali volumi di traffico. La parziale riduzione di ore, spalmata secondo logiche condivise sui lavoratori regolarmente contrattualizzati, ha avuto l’effetto di far salire decisamente il numero dei dipendenti assorbiti, minimizzando l’impatto della non occupazione a circa 30 risorse, che devono trovare nelle procedure di mobilità da attivarsi a cura di AirServices e negli ammortizzatori sociali l’aiuto necessario in questi casi.
Si tratta di elementi certi e riscontrabili che abbiamo avuto modo di rappresentare anche direttamente ai lavoratori, per i quali restano sempre aperte le porte dell’azienda per qualsiasi confronto e ragionamento costruttivo.
Ci sentiamo quindi di smentire l’approccio complessivo del volantino del CUB Trasporti LOMBARDIA, figlio di una visione che evidentemente combacia per interessi e posizione a quella della uscente e inadempiente Coop AirServices, verso la quale la parte sindacale è stata fin troppo indulgente in passato e praticamente assente nei giorni in cui è venuta alla luce siffatta vicenda.

Infine, la nostra societàà sta esprimendo un senso di responsabilità à ed una forte attenzione nei confronti dei lavoratori e dei suoi clienti che va ben oltre quanto prescritto dai dettami regolamentari e normativi, in tale contesto il dialogo resterà aperto per consolidare e valorizzare il percorso svolto fino ad oggi, ma sarà parimenti cura dell’azienda combattere rigorosamente tutte le strumentalizzazioni e gli atteggiamenti intrisi di demagogia che possono servire a dare visibilità a qualche dirigente sindacale ma non a migliorare la reale situazione degli operai.

MLE-Argol

 

 

FaceBook