<ANSA> THYSSEN KRUPP - Parenti vittime e ex operai s'imbavagliano a TORINO con L'Associazione  Legami d’Acciaio (Familiari vittime e lavoratori ThyssenKrupp Torino) CHIEDONO la ricollocazione dei 13 operai tuttora in Cig e LA FINE DELLA ECLUSIONE DALL'AVVIAMENTO AL LAVORO DI CHI SI È COSTUTUITO PARTE CIVILE AL PROCESSO.

 

<ANSA> Torino
Comunicato Stampa Legami d'Acciaio onlus
Thyssen; Parenti vittime e ex operai s'imbavagliano a Torino
Chiedono la ricollocazione 13 operai tuttora in Cig


Alcuni ex lavoratori e parenti delle vittime del rogo dell'acciaieria ThyssenKrupp si sono alzati in piedi e si sono imbavagliati all'apertura, oggi, a Torino, di un convegno sulla recente sentenza del processo contro i vertici dell'azienda. Hanno inoltre esposto uno striscione 'listato a lutto' per chiedere la ricollocazione degli ultimi 13 operai torinesi dell'azienda ancora in cassa integrazione. È stato distribuito un volantino che chiede ''lavoro sicuro e dignitoso per gli ultimi operai''.

Torino  11 5 2011

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Lunedì i lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, sostenuti dalle famiglie delle 7 vittime uccise nel rogo del dicembre 2007, hanno dato vita ad un flash mob di protesta:

contro il vergognoso applauso di Confindustria all’ad della ThyssenKrupp H. Espenhahn e per chiedere l’impegno della ricollocazione per gli ultimi lavoratori costituiti Parte Civile nel processo ancora in cassa integrazione discriminati e mai ricollocati da Azienda ed Enti locali, soprattutto il Comune di Torino, che ha ricollocato decine di ex lavoratori ThyssenKrupp, nessuno dei quali costituito Parte Civile nel processo,  in aziende ex municipalizzate (Amiat).
Una situazione divenuta ormai insostenibile per questi lavoratori che hanno legittimamente e coraggiosamente portato avanti una difficile battaglia per il riconoscimento della verità e della giustizia. E per questo vengono discriminati nella riassunzione.
Nonostante esistano oggi conoscenze e competenze scientifiche tali da poter lavorare in maniera sicura e senza rischio per i lavoratori ancora oggi si continua a muore nei luoghi di lavoro e per malattie professionali, senza dimenticare infortuni e menomazioni spesso anche gravi. Gli imprenditori, nonostante le risorse a disposizione, vedono la sicurezza come un costo per l’impresa, eludendo le norme di sicurezza, sicuri di una pressoché totale impunità. In questo Paese ci si permette di applaudire chi risparmia poche centinaia di magliaia di euro e causa la morte atroce di 7 lavoratori, irridendo la sofferenza e il dolore patito da famiglie e parenti delle vittime e dai lavoratori coinvolti in quella drammatica situazione.
Spesso ci si dimentica di loro, come avvenuto per noi ultimi cassintegrati della ThyssenKrupp
costituiti Parte Civile nel processo contro la multinazionale tedesca. La nostra presenza nel processo è stata determinante e ha giocato un ruolo fondamentale: riacquistare dignità e raccontare le condizioni di lavoro in quella che credevamo una fabbrica ma si è poi rivelata, tragicamente, una trappola mortale.
La nostra scelta di costituirci, riconosciuta e legittimata dalla sentenza, che ha dato ragione alle nostre rivendicazioni, ha generato di fatto una vera e propria discriminazione nei nostri confronti: per chi si è costituito nessun posto di lavoro!
Una situazione inaccettabile che abbiamo denunciato più volte senza ottenere ascolto dalla uscente Amministrazione della Città, responsabile, insieme all’Azienda, di questa vergognosa vicenda.
Rivendichiamo solo ciò che è sancito dalla nostra Costituzione: un lavoro sicuro e dignitoso per noi tutti. E’ giunta ora che di questa questione se ne parli seriamente, soprattutto ora che le elezioni segneranno un avvicendamento nell’amministrazione della nostra città.
Pertanto chiediamo a quanti si sono espressi a favore della sentenza ThyssenKrupp esprimendo solidarietà ai familiari e ai lavoratori discriminati - dal nostro collega ora deputato A. Boccuzzi a F. Casson (in prima linea nella lotta all’amianto killer), dai leader di Fiom e Cgil M. Landini a S. Camusso all’Ass. al Lavoro della Provincia di Torino C. Chiama - a impegnarsi senza indugi nel costruire iniziative per discutere della questione del lavoro in generale e della discriminazione degli operai ThyssenKrupp in particolare.
Chiediamo anche alla Cgil locale di pronunciarsi in merito e prendere posizione in favore di questi lavoratori e a quanti non lo hanno fatto direttamente, ma si dicono disponibili a fare qualcosa in questo senso, chiediamo di attivarsi concretamente per porre fine a questa situazione intollerabile.


Torino, 10 maggio 2011

Ass. Legami d’Acciaio onlus
(Familiari vittime e lavoratori ThyssenKrupp Torino)

 

 

 

 

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