RASSEGNA STAMPA - Si inaugura tra le proteste il pronto soccorso del Mauriziano. Contro il blocco delle assunzioni un centinaio di manifestanti all'apertura dei nuovi locali attivi dalla prossima settimana



Si inaugura tra le proteste il pronto soccorso del Mauriziano
Contro il blocco delle assunzioni un centinaio di manifestanti all'apertura dei nuovi locali attivi dalla prossima settimana
È stato inaugurato tra le proteste il pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano di Torino. All’ingresso un centinaio di manifestanti di Cgil, Cub Sanità e Nursing Up, insieme ad alcune infermiere hanno protestato per il blocco delle assunzioni, i turni di lavoro massacranti e il taglio generale del personale e della spesa sanitaria regionale.
«La giunta Cota prevede il blocco del personale - spiega l’ex assessore alla Sanità, Eleonora Artesio, presente al presidio - e solo la metà dei pensionamenti verrà sostituito. Il personale è costretto così a ritmi più intensi con minore qualità per i pazienti». «Si massacra la sanità - le fa eco Vincenzo Chieppa, segretario regionale del Pdci - con meno risorse e meno servizi a pagare sono come sempre lavoratori e cittadini».
L’area di 2.200 metri quadrati, collegata alle diverse unità di rianimazione, alla terapia intensiva cardiovascolare e al blocco operatorio, ha visto oggi la luce dopo 10 anni di lavori. Il nuovo Dipartimento di emergenza e accettazione (DEA) sarà operativo dalla notte tra martedì e Mercoledì ì della prossima settimana.
La struttura è stata dotata di macchinari all’avanguardia e di un sistema che permette ai cittadini, collegandosi via web, di conoscere in tempo reale il numero di pazienti in attesa al pronto soccorso «così è possibile sapere da casa i tempi per farsi visitare» sottolinea Remo Urani, commissario dell’ospedale Mauriziano.
«È un passo importante - dice l’assessore regionale alla Sanità, Caterina Ferrero - nella costruzione della futura riorganizzazione degli ospedali in rete». Costato 5 milioni e mezzo di euro, tra fondi statali e regionali, il nuovo pronto soccorso servirà un bacino di utenza che si aggira sui 70mila pazienti l’anno per l’intero ospedale.
La nuova struttura è pensata sui codici di priorità dei pazienti: area codici rossi, con shock room e area di terapia semi intensiva, area codici gialli e verdi dove si trovano ambulatori per le diverse visite, e area codici bianchi dedicata ai casi non urgenti. All’ingresso anche una camera di decontaminazione in caso di allarmi.
«È a pieno diritto un centro di alta specializzazione per l’emergenza» spiega Aldo Soragna, direttore della DEA dell’ospedale che, ringraziando per il lavoro svolto rivolgendosi al commissario ironizza: «manca ancora qualche ambulanza al 118, sarà lavoro per Urani nei prossimi mesi».

LA STAMPA Torino 04/03/2011 

 

 

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