scioperoCUB-Infomazione: Giovedì 28 ottobre sciopero nelle sale cinematografiche romane con manifestazione in Viale De Coubertin dalle ore 19,00. FESTIVAL FILM, CUB: INAUGURAZIONE CON PROTESTA PER CHIUSURA SALE ROMA <<rassegna stampa>>


CINEMA, CUB: «A RISCHIO CHIUSURA TRE SALE ROMANE, GIOVEDÌ SCIOPERO»

 
«Giovedì 28 ottobre sciopero nelle sale cinematografiche romane con manifestazione in Viale De Coubertin dalle ore 19,00. Metropolitan, Cinecittà, Maestoso, rischiano la chiusura, per il Maestoso, forse sarà possibile l'ennesima proroga, a causa della speculazione commerciale e immobiliare; il futuro dell'ex gruppo Cecchi Gori non è ancora ben definito.
 Il Comune di Roma, malgrado le ripetute richieste e le 7.000 firme raccolte contro la chiusura del Metropolitan, tace e fa come le tre scimmiette, pur sapendo che, se non viene posto un vincolo al cambio di destinazione d'uso, gran parte delle sale urbane rischiano di chiudere ed essere trasformate in supermercati o quant'altro.
Si tenta di scaricare il sensibile calo degli incassi della pubblicità delle multisale sul personale, attraverso la disdetta della contrattazione integrativa e tramite le cessioni di ramo d'azienda che, accentuando la frammentazione delle sale, portano alla cessazione della contrattazione integrativa, aggirando anche le tutele ed i diritti garantiti dallo statuto dei lavoratori.
A fronte di tutto ciò, la CUB Informazione ritiene che ci sia poco da festeggiare per chi lavora in questo settore e che vorrebbe continuare a farlo. Per questo abbiamo pensato di unire le forze di tutti coloro che lavorano nel settore e d'indire una manifestazione in occasione del Festival del cinema. Lottiamo compatti, a prescindere dai singoli assetti proprietari alle cui dipendenze si lavora, facciamo rispettare il diritto al lavoro ed ad un salario giusto di quanti, grazie al loro impegno quotidiano, consentono che lo spettacolo vada avanti quotidianamente. A Roma lo sciopero si attuerà nella mancata programmazione degli ultimi due spettacoli di giovedì 28 ottobre».

Lo comunica, in una nota, Cub Informazione.

***************************************************************************

FESTIVAL FILM, CUB: INAUGURAZIONE CON PROTESTA PER CHIUSURA SALE ROMA


(OMNIROMA) Roma, 26 ott - «Prosegue la battaglia contro la chiusura dei cinema Metropolitan e Maestoso e di Cinecittà: giovedì 28 ottobre, a partire dalle 19, in viale De Coubertin si svolgerà una manifestazione di protesta in concomitanza con l'inaugurazione del Festival internazionale del film di Roma».
Così una nota della Cub Informazione. «Mentre all'Auditorium va in scena la Festa del Cinema - afferma Mario Carucci, responsabile regionale della Cub Informazione - i grandi gruppi industriali tentano di “fare la festa” ai cinema con la chiusura delle sale storiche della capitale. Di fronte al rischio che questi luoghi di cultura e socializzazione così importanti per la città chiudano e che tanti lavoratori restino disoccupati purtroppo dobbiamo registrare il colpevole silenzio delle istituzioni: nonostante le ripetute richieste di incontri e 7000 firme raccolte contro la chiusura del Metropolitan, il Comune di Roma tace, pur sapendo che, se non viene posto un vincolo al cambio di destinazione d'uso, molte sale urbane rischiano di chiudere e di essere trasformate in supermercati o quant'altro». «Si tenta di scaricare il sensibile calo degli incassi della pubblicità delle multisale sul personale - spiega Carucci - attraverso la disdetta della contrattazione integrativa e tramite le cessioni di ramo d'azienda. Un'operazione che, accentuando la frammentazione delle sale, porta alla cessazione della contrattazione integrativa, aggirando anche le tutele e i diritti garantiti dallo statuto dei lavoratori. A fronte di tutto ciò riteniamo che ci sia poco da festeggiare per chi lavora in questo settore e che vorrebbe continuare a farlo».


(OMNIROMA) Roma, 26 ott

 
da Repubblica

FESTIVAL E PROTESTE

Cinema italiano sul piede di guerra
"Occuperemo il red carpet di Roma"

Votata quasi all'unanimità la proposta di Andrea Purgatori durante l'assemblea al teatro Eliseo: "Il tappeto rosso è nostro e ce lo dobbiamo prendere". L'iniziativa la sera dell'inaugurazione della rassegna all'Auditorium.
E giovedì 28 ottobre in viale De Coubertin ci sarà anche il Cub Informazione per protestare contro la chiusura dei cinema Metropolitan, Maestoso e di Cinecittà
 
 Un momento dell'assemblea delle associazioni dei lavoratori del cinema al teatro Eliseo
Il mondo del cinema in rivolta. Dopo l'assemblea convocata ieri al teatro Eliseo, che ha visto la partecipazione di circa 800 persone, è stata decisa un'iniziativa clamorosa per "ottenere un cambio di rotta" da parte del governo: il blocco del 'red carpet' la sera dell'inaugurazione del Festival di Roma. "Il tappeto rosso è nostro e ce lo dobbiamo prendere", è stata la proposta di Andrea Purgatori (100 Autori) votata quasi all'unanimità da centinaia di braccia alzate. "L'occupazione atto secondo", che segue quella della Casa del Cinema, è difesa da Stefano Rulli come "una scelta giusta e vincente". Dai sindacati di categoria alle principali associazioni Anec, Agis, Anica, Sact, Fidac, dalla Scuola Nazionale di Cinema alle maestranze, erano in tanti ad affollare la platea e la prima balconata, uniti in un fronte comune, "perché solo se restiamo insieme potremo avere un potere contrattuale decisivo", ha detto Michele Conforti. Una mobilitazione di massa che sfiora lo sciopero nazionale, più volte suggerito da molti dei presenti in sala.

Sono stati inoltre ribaditi i punti fondamentali della protesta: "Il reintegro del Fus, il mancato rinnovo del tax credit e del tax shelter, la digitalizzazione delle sale - strumento che, ha sottolineato Daniele Cesarano, agevolerebbe anche la distribuzione - e la delocalizzazione della produzione televisiva, capace, da sola, di creare incongruenze di senso tra la scrittura e la realizzazione". Si è insistito, inoltre, sull'inadeguatezza e sull'assenteismo degli interlocutori, primo fra tutti il ministero dell'Economia, mentre Giulio Scarpati ha posto l'accento sulla pessima gestione di settori trainanti, come l'Università e la Ricerca, e Conforti gli ha fatto eco, ricordando che "il cinema e la televisione fanno paura perché raccontano l'Italia così com'è, costruendo reti di relazioni sociali, evidentemente scomode". Il tutto senza perdere di vista il carattere totalizzante delle iniziative a cui i 100 Autori hanno dato il la.

"Qui non si rivendica un interesse corporativo, ma la Possibilità à di un reale sviluppo culturale", ha aggiunto Riccardo Tozzi, sottolineando il ruolo di punta che la cultura ricopre nel sistema economico di un paese civile, grazie alla sua capacità di creare lavoro e di donare creatività, non solo ai mestieranti ma anche e soprattutto agli spettatori, ultima ruota di un carro che rischia di essere privata di una forma imprescindibile di libertà di espressione. Dunque, hanno spiegato gli organizzatori della manifestazione, "per far fronte alla grave situazione del mondo del cinema e dell'audiovisivo e ottenere un cambio di rotta della politica del governo, si è deciso che tutte le categorie del settore, in modo assolutamente unitario, conducano nel lungo periodo una serie di mobilitazioni (compreso uno sciopero organizzato dai sindacati) da preparare in tavoli permanenti tra tutte le associazioni interessate. La prima azione di questo progetto - hanno spiegato - prevede il blocco del 'red carpet' al Festival del cinema di Roma, giovedì 28 ottobre. Le modalità dell'azione verranno pianificate nell'ambito del presidio permanente alla Casa del Cinema".

Gli organizzatori della protesta hanno invitato poi "chiunque sia interessato a partecipare all'organizzazione della mobilitazione" ad unirsi al comitato organizzatore che si incontrerà alla Casa del Cinema, sala Kodak, a partire da oggi. La protesta, inoltre, coinvolgerà anche il web: è possibile trovare notizie anche sulla pagina Facebook "Tutti a casa".

Giovedì 28 ottobre, a manifestare in viale De Coubertin ci sarà anche il Cub Informazione, per protestare contro la chiusura dei cinema Metropolitan e Maestoso e di Cinecittà. "Mentre all'Auditorium va in scena la Festa del Cinema - afferma Mario Carucci, responsabile regionale del sindacato - i grandi gruppi industriali tentano di 'fare la festa' ai cinema con la chiusura delle sale storiche della capitale. Di fronte al rischio che questi luoghi di cultura e socializzazione così importanti per la città chiudano e che tanti lavoratori restino disoccupati purtroppo dobbiamo registrare il colpevole silenzio delle istituzioni: nonostante le ripetute richieste di incontri e 7000 firme raccolte contro la chiusura del Metropolitan, il Comune di Roma tace, pur sapendo che, se non viene posto un vincolo al cambio di destinazione d'uso, molte sale urbane rischiano di chiudere e di essere trasformate in supermercati o quant'altro".
 DA “LaRepubblica”


(26 ottobre 2010)


dal Corriere della sera
 
PROTESTA BIS AL FILM FEST

Metropolitan, Maestoso e le altre:
«Sale a rischio, anche noi al red carpet»
I lavoratori dei circuiti cinematografici romani annunciano:volantinaggio contro tagli e chiusure. E giovedì sciopero degli ultimi due spettacoli
PROTESTA BIS AL FILM FEST
Metropolitan, Maestoso e le altre: «Sale a rischio, anche noi al red carpet»
I lavoratori dei circuiti cinematografici romani annunciano:volantinaggio contro tagli e chiusure. E giovedì sciopero degli ultimi due spettacoli
ROMA – «Fanno la festa del cinema o la "festa" ai cinema?». Ironici, ma non più di tanto, alla vigilia dall’inaugurazione della Festa del cinema di Roma, i lavoratori delle sale cinematografiche romane lanciano l'allarme: «Le sale in centro stanno per scomparire, e con esse diversi posti di lavoro».
I tagli sarebbero imminenti secondo la Confederazione unitaria di base (Cub), il sindacato che raccoglie i lavoratori delle sale facenti parte del Circuito Cinema e di Mediaport Cinema (le ex sale Cecchi Gori Gruoup) ora di proprietà della famiglia Ferrero.
SETTEMILA FIRME - «Siamo stati nel maggio scorso al Comune, ci ha ricevuti l’assessore alla Cultura, Umberto Croppi, il quale, dopo aver ha letto le settemila firme raccolte tra i cittadini, ci ha consigliato di farci ricevere dal sindaco: sarebbe stato lui il nostro diretto interessato; sono trascorsi cinque mesi e da parte del primo cittadino Alemanno, nessun segnale». E adesso? «Siamo pronti, giovedì 28 a manifestare sul red carpet, all’inaugurazione della Festa del cinema». Come autori, registi, attori e maestranze che, dall'occupazione della Casa del Cinema, minacciano ora di passare a quella della hall del Festival internazionale del Film di Roma.
DOPPIA PROTESTA - Proiezionisti in sit-in con protagonisti e autori delle pellicole. E' l’idea di Mario Carucci, rappresentante dei sindacati di base: striscioni e volantini saranno distribuiti dai lavoratori delle storiche sale romane, come il Metropolitan, il Maestoso e il Cinecittà, che giovedì sera faranno saltare gli ultimi due spettacoli e chiuderanno dalle 19. «Siamo stati ascoltati anche dal Comitato 100 Autori - spiega Carucci - lunedì sera, e per una volta i loro interessi coincidono con i nostri: il 28 ci saremo anche noi in viale de Coubertin».
PUBBLICITA' IN CALO - «Non possono scaricare la responsabilità à del calo della pubblicità delle multisale sul personale. E’ una grande bugia», attaccano i manifestanti. E fanno esempi concreti: «Circuito cinema ha sollevato il problema degli introiti pubblicitari, tramite la Sipra, e calati in un anno da 800mila a 220 mila euro: da qui, secondo loro, la decisione di rivedere il contratto integrativo, che scade nel dicembre del 2011, con la successiva frammentazione della sale».
SPECULAZIONE METROPOLITAN - C’è anche un forte rischio di carattere speculativo sulle sale romane. Come nel caso del Metropolitan, un cinema che da anni trasmette film in lingua originale («Rileggendo molte delle settemila firme della petizione, abbiamo notato una massiccia presenza di stranieri, affezionatissimi alla programmazione del Metropolitan»), un bene culturale per la comunità, è soprattutto un patrimonio immobiliare da 30 milioni di euro. «Questo vuol dire che il Metropolitan rappresenta un’appetitosa Possibilità à, per i futuri acquirenti, con la ghiotta occasione di mutarne la destinazione d’uso».
6 ANNI PER FARNE SUPERMARKET - La legge prevede - sottolineano i Cub dei cinema - che qualunque nuovo acquirente di una sala possa cambiarne la destinazione d’uso in meno di sei anni. «Dunque basterebbe poco per modificare la destinazione d’uso: sarà sufficiente conservare nell'edificio un piccolo spazio per utilizzo culturale, una libreria, per esempio, mentre il resto verrebbe tranquillamente trasformato in un centro commerciale».
Cinema che diventano supermarket, aree vaste e spesso centrali, appetibili per l’edificazione. Come accade per la stessa Cinecittà, la città del cinema che - ormai ridotta a una effettiva presenza di 80 dipendenti - sta scomparendo. Anche qui i sindacati sono pronti a manifestare.
«Ormai si sa, la vogliono trasferire a Pomezia, sulla Pontina, lasciando intatti sulla Tuscolana, quegli studi storici dove vengono registrate trasmissioni tipo il Grande Fratello», dice Carucci. Considerazioni sposate in pieno dai Cento autori, i quali, proprio ieri, hanno ricordato come moltissime fiction ormai siano girate più all’estero che in Italia, con una evidente perdita di posti di lavoro.
LE SALE DEL CENTRO - Stesso discorso per il Maestoso, sulla via Appia, inserito in un contesto residenziale importante. «Qui ci hanno garantito l’ennesima proroga, che però scadrà proprio a dicembre», ricorda la Cub Informazione. Circuito Cinema ha assicurato che non avendo ancora concluso la vendita dell’immobile, sono stati concessi altri sei mesi, o addirittura un anno. «Intanto, va ricordato che il Maestoso è collocato in un’area edilizia vincolata dalle Belle Arti, cosa che dovrebbe scoraggiare da una trasformazione d’uso in modo selvaggio». Sì, però gli appartamenti della parte superiore al cinema sono già stati occupati, da parte dei centro sociali Action.
LE SORTI DELL'ADRIANO - Infine, tornando al circuito Mediaport, che dall’Adriano al Trosi, dal Reale al Roma e Trastevere, possiede il cuore delle sale cinematografiche del centro storico, nessuna novità sull’acquisto definitivo da parte della famiglia Ferrero. «Anche in questo caso, ci avevano detto che entro la fine dell’anno, sarebbero stati pagati i 52 milioni di euro per l’acquisizione definitiva da parte della Mediaport cinema; finora nessuna novità». Un’attesa che sfianca e allarma i dipendenti, già in sciopero nei mesi scorsi a causa dei licenziamenti da parte dell’azienda.
Peppe Aquaro
26 ottobre 2010
Dal “Corriere della Sera”
 

 

FaceBook