Licenziato perché navigava in internet "Installato un programma di controllo"
Al centro della vicenda il dipendente di un call center che opera per Tim e Telecom.


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La Repubblica - Firenze

Licenziato perché navigava in internet "Installato un programma di controllo"

Al centro della vicenda il dipendente di un call center che opera per Tim e Telecom. Il lavoratore nega di aver navigato per scopi personali. E aggiunge: "Illegale sorvegliare il mio pc". L'azienda: "Possiamo testimoniare l'uso della rete per motivi non legati all'attività aziendale". La replica: "Avevo denunciato alla Usl che la sede si trova in un ambiente malsano"
di GAIA RAU
PISA - Licenziato dal call center per aver navigato in internet col computer di lavoro per motivi "non di interesse aziendale". Accade a Pisa, presso la Tlc.com, una piccola azienda che opera su commesse Tim e Telecom. Vittima del provvedimento un dipendente a tempo indeterminato di 45 anni, Pasquale C., iscritto al sindacato di base FlmUniti-Cub, il quale annuncia di aver già impugnato il licenziamento davanti al tribunale.

Il fatto risale al 9 febbraio scorso: "Ho ricevuto una raccomandata nella quale mi veniva contestato che in quella data avevo usato internet per motivi non inerenti al lavoro", racconta il dipendente licenziato, per poi replicare: "Tutti noi utilizziamo la rete per cercare dati sui clienti che non sono in nostro possesso. Quel giorno, però, mi ero collegato anche per un altro motivo: avevo notato una nuova icona sul computer, corrispondente a un programma chiamato UltraVnc, e volevo capire cosa fosse. Per questo ho fatto una ricerca su internet, e ho scoperto che si trattava di un sistema attraverso il quale l'azienda può controllare tutte le operazioni condotte dalle nostre postazioni. Un'iniziativa illegale (l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori vieta  l'uso di tecnologie volte al controllo dell'attività dei lavoratori, ndr) che ho subito fatto presente alla supervisor del call center".

Il 5 marzo Pasquale C. riceve altre due raccomandate: "Nella prima mi veniva notificata una giornata di sospensione. Nella seconda mi si contestava un nuovo accesso a internet, ancora una volta non legato a motivi professionali. Un'accusa totalmente falsa, perché dopo la prima raccomandata avevo smesso di utilizzare la rete anche solo per cercare i dati dei clienti. Ho mandato all'azienda una lettera di spiegazioni. Per tutta risposta, il 18 marzo mi è stato notificato il licenziamento a partire dal giorno successivo".

Replica Giovanni Cerrai, titolare di Tlc.com: "Il provvedimento è scattato dopo tre lettere di richiamo, come previsto dalla procedura. Ed è stato un atto dovuto, perché possiamo testimoniare l'uso di internet da parte del dipendente per motivi assolutamente non legati all'attività aziendale. I nostri legali sono già al lavoro per controbattere a tutte le accuse". Quanto al programma che Pasquale C. sostiene sia stato installato sui computer del call center, Cerrai nega fermamente: "Non abbiamo fatto niente di simile. Semplicemente abbiamo installato un sistema per fornire agli operatori l'elenco dei clienti da chiamare".

Ma per Pasquale C., le motivazioni alla base del licenziamento sarebbero altre: "Sono un dipendente scomodo. A settembre il call center è stato ridimensionato e trasferito in un piccolo fondo. Un ambiente malsano, con evidenti violazioni delle norme sulla salute e la sicurezza. Ho fatto denuncia alla Usl, che a fine dicembre ha effettuato un sopralluogo. Da quel momento, ho capito che avevo le ore contate".
(01 aprile 2010)


IL TIRRENO

PISA
"Lavoratore licenziato in tronco
perché navigava su Internet"
L'uomo, che è anche rappresentante sindacale, lavorava in un call center

PISA. Un dipendente a tempo indeterminato del call center Tlc.com che lavora su commesse Tim e Telecom sarebbe stato licenziato in tronco per aver navigato in internet. Lo denuncia la federazione lavoratori metalmeccanici uniti - Cub, sindacato di settore.

Il lavoratore ha impugnato il licenziamento davanti al tribunale di Pisa. Pasquale C. ha 45 anni e lavorava per il call center da cinque anni. In quell'ufficio è stato anche rappresentante sindacale per la sicurezza e in tale veste aveva denunciato più volte alcune violazioni delle norme sulla salute.

Il call center infatti si trova in uno scantinato nella periferia di Pisa, in via di Pratale. Secondo quanto riferito dal sindacato, Pasquale C. non aveva mai ricevuto lettere di richiamo o contestazioni fino al 15 marzo scorso quando è arrivata una prima contestazione in merito ad un collegamento internet "non di interesse aziendale".

Il lavoratore contesta la lettera perchè, sostiene "ha compiuto accessi internet per controllare alcuni dati relativi a clienti del call center e per controllare una icona collocata in basso sulla barra di stato del pc". L'azienda però non ha sentito ragioni e ha licenziato Pasquale C. senza corrispondergli né lo stipendio maturato né le altre competenze.
 (01 aprile 2010)

 

 

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