Lo STATO D'ISRAELE ha proclamato la propria indipendenza a mezzanotte del 15 maggio 1948.
Le Nazioni unite avevano votato per la creazione di due stati in quella che era stata la Palestina sotto controllo britannico. La città di Gerusalemme avrebbe dovuto essere una zona internazionale sotto la giurisdizione dell'Onu. La risoluzione dell'Onu aveva un ampio sostegno, e specificamente quello degli Stati uniti e dell'Unione sovietica. TUtti gli stati arabi votarono contro.
- Nei sessanta anni della sua esistenza, lo stato d'Israele è dipeso per la propria sopravvivenza ed espansione da una strategia complessiva che ha combinato tre elementi: mliltarismo machista alleanze geopolitiche e relazioni pubbliche.
Il militarismo machista (che l'attuale primo ministro Ehud Olmert chiama «pugno di ferro») è stato reso possibile dal fervore nazionalista degli ebrei israeliani e anche [ma non all'inizio] dal forte sostegno delle comunità ebraiche altrove nel mondo. Geopoliticamente, Israele forgiò all'inizio un' alleanza con l'Unione sovietica [breve ma cruciale). poi con la Francia [durata un po' più a lungo e che ha consentito a Israele di diventare una potenza nucleare] e da ultimo (e più importante con gli Stati uniti. La cosa più importante offerta da questi alleati, che erano anche dei protettori politici, è stata l'appoggio militare attraverso la fornitura di armi. Hanno offerto anche sostegno diplomatico e politico e, nel caso degli Stati uniti, un considerevole apporto economico.
Le relazioni pubbliche sono state mirate a ottenere da parte di un ampio arco dell' opinione pubblica mondiale un appoggio simpatetico, basato nei primi anni sul ritratto di Israele come un Davide pioniere che lottava contro un Golia arretrato e negli ultimi quaranta sul senso di colpa e di compassione per lo sterminio degli ebrei europei compiuto dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
TUtti questi elementi della strategia israeliana hanno funzionato bene dal 1948 agli anni ottanta. Anzi, sono stati sempre più efficaci. A un certo punto negli anni ottanta, però, l'uso di ciascuna delle tre tattiche ha iniziato ad essere controproducente. Israele è ora entrata in una fase di precipitoso declino della propria strategia. Potrebbe essere troppo tardi per Israele per perseguire qualsiasi strategia alternativa, e se questo fosse il caso, avrebbe commesso un suicidio geopolitico. Cerchiamo di capire come i tre elementi della strategia hanno interagito, dapprima nella fase ascendente e di successo, poi durante il lento declino della potenza di Israele.
- Nei primi venticinque anni della sua esistenza, Israele si è impegnata in quattro guerre con gli stati arabi. La prima fu la guerra del 1948-49 per la creazione dello stato ebraico.
La dichiarazione d'indipendenza israeliana non fu affiancata da una dichiarazione palestinese per la creazione di uno stato. Anzi, un certo numero di governi arabi dichiarò guerra a Israele. Israele si trovò inizialmente in difficoltà dal punto di vista militare. TUttavia, le forze militari israeliane erano di gran lunga meglio addestrate di quelle dei paesi arabi, con l'eccezione della Transgiordania. E, elemento cruciale, Israele ricevette armi dalla Cecoslovacchia, che agiva come agente dell'Unione sovietica.
Al tempo della tregua nel 1949 , la disciplina delle forze israeliane, combinata con le armi ceche, mise gli israeliani nella condizione di guadagnare una parte considerevole di territorio non inclusa nel piano di partizione delle Nazioni unite, compresa Gerusalemme ovest. Le altre aree furono incorporate dagli stati arabi circostanti. Un ampio numero di palestinesi lasciò o fu costretto a lasciare le aree sotto controllo israeliano e divenne profugo nei paesi arabi, dove i loro discendenti vivono tuttora. La terra che avevano posseduto venne presa dagli ebrei israeliani. r.:Unione sovietica ben presto mollò Israele. Probabilmente accadde perché i suoi leader rapidamente si spaventarono per l'impatto che la creazione dello stato avrebbe potuto avere sugli ebrei sovietici, che sembravano più che entusiasti e quindi potenzialmente sovversivi, dal punto di vista di Stalino Israele, a sua volta, mollò ogni simpatia per il campo socialista durante la guerra fredda, e rese chiaro il suo fervente desiderio di essere considerato un membro a pieno titolo del mondo occidentale, politicamente e culturalmente.
La Francia, in quel momento, stava affrontando tre movimenti di liberazione nazionale nelle sue colonie africane e vide in Israele un utile alleato, soprattutto dopo che gli algerini lanciarono la loro guerra d'indipendenza nel 1954. La Francia iniziò ad aiutare Israele ad armarsi. In particolare, la Francia, che stava sviluppando il proprio arsenale nucleare (contro i desideri statunitensi). aiutò Israele a fare lo stesso. Nel 1956, Israele si unì alla Francia e alla Gran Bretagna nella guerra contro l'Egitto. Sfortunatamente per Israele, questa guerra venne lanciata con l'opposizione degli Stati uniti, che costrinsero le tre potenze a fermarsi.
Dopo l'indipendenza algerina nel 1962, la Francia perse interesse per il legame con Israele, che adesso interferiva con i suoi tentativi di rinnovare più strette relazioni diplomatiche con i tre stati nordafricani ora indipendenti. Fu a questo punto che gli Stati uniti e Israele si rivolsero l'uno all'altro per creare un legame più stretto.
- Nel 1967, scoppiò la guerra tra l'Egitto e Israele, e gli altri stati arabi si unirono all'Egitto. Fu nella cosiddetta Guerra dei sei giorni che gli Stati uniti diedero per la prima volta armi a Israele.
La vittoria israeliana del 1967 cambiò la situazione di base da molti punti di vista. Israele aveva vinto la guerra facilmente, occupando tutte quelle parti del mandato britannico sulla Palestina che aveva già occupato prima, più la penisola del Sinai egiziana e le alture del Golan siriane. Giuridicamente, c'era ora uno stato d'Israele più i territori occupati da Israele. Israele iniziò allora la politica di stabilire colonie ebraiche nei territori occupati.
La vittoria israeliana trasformò l'atteggiamento dell'ebraismo mondiale, che superò qualsiasi riserva mentale a proposito della creazione dello stato d'Israele. Gli ebrei del mondo trassero grande orgoglio dai risultati raggiunti da Israele e iniziarono a impegnarsi in grandi campagne negli Stati uniti e in Europa occidentale per garantire appoggio politico a Israele.
- L'Immagine dell'Israele pioniere, con l'enfasi posta sulle virtù del kibbutz, venne abbandonata a favore dell'enfasi sull'Olocausto come giustificazione di fondo per l'appoggio mondiale a Israele.
Nel 1973, gli stati arabi cercarono di raddrizzare la situazione militare con la cosiddetta guerra dello Yom-Kippur. Anche questa volta, Israele vinse, con l'appoggio delle armi statunitensi. La guerra del 1973 segnò la fine del ruolo centrale degli stati arabi. Israele avrebbe continuato a cercare di ottenere il riconoscimento degli stati arabi, e ci è riuscita con l'Egitto e la Giordania, ma era ormai troppo tardi perché questo elemento fosse un modo per assicurare l'esistenza di Israele. A questo punto emerse un serio movimento politico palestinese, l'Organizzazione per la liberazione della Palestina [Olp], che divenne l'oppositore chiave di Israele, quello con cui avrebbe dovuto confrontarsi. Per un lungo periodo, Israele ha rifiutato di trattare con l' Olp e con il suo leader Yasser Arafat, preferendo invece il pugno di ferro. All'inizio è stato militarmente un successo.
- I limiti della politica del pugno di ferro furono resi evidenti dalla prima Intifada, una sollevazione spontanea dei palestinesi nei territori occupati, iniziata nel1’87 e durata per sei anni. Il risultato essenziale dell' intifada fu duplice. Costrinse gli Stati uniti e Israele a trattare con l'Olp, un lungo processo che condusse ai cosiddetti accordi di Oslo nel 1993, che stabilirono la creazione dell' Autorità nazionale palestinese in alcune parti dei territori occupati.
Gli accordi di Oslo, nel lungo periodo, sono stati geopoliticamente meno importanti dell'impatto dell'intifada sull'opinione pubblica mondiale. Per la prima volta lI'immagine di Davide contro Golia iniziò a essere ribaltata. Per la prima volta, iniziò a esserci nei paesi occidentali un serio sostegno alla cosiddetta soluzione dei due stati. Per la prima volta, iniziarono ad esserci serie critiche al pugno di ferro di Israele e ai suoi metodi verso i palestinesi. Se Israele fosse stata davvero interessata a alla soluzione dei due stati basata sulla cosiddetta Linea verde -la linea di divisione alla fine della guerra del 1948-49 - avrebbe probabilmente potuto raggiungere un accordo.
- Israele, però, è sempre un passo indietro. Quando avrebbe potuto negoziare con Nasser, non lo ha fatto. Quando avrebbe potuto negoziare con Arafat, non l'ha fatto. Quando Arafat è morto ed è stato sostituito dall'inetto Mahmoud Abbas, la più militante Hamas ha vinto le elezioni parlamentari palestinesi nel 2006. Israele si è rifiutata di parlare con Hamas.
Ora Israele ha invaso Gaza, per cercare di distruggere Hamas. Se ci riesce, quale organizzazione verrà dopo? Se, come sembra più probabile, non riuscirà a distruggere Hamas, la soluzione dei due stati sarà ancora possibile? Tanto l'opinione pubblica palestinese quanto quella mondiale si stanno orientando verso l'idea di un unico stato. E ciò sarebbe, ovviamente, la fine del progetto sionista. La strategia israeliana dei tre elementi si sta sfaldando. Il pugno di ferro non funziona, come non ha funzionato per George Bush in Iraq. Il legame con gli Usa rimarrà saldo? Ne dubito. L’opinione pubblica mondiale continuerà a guardare a Israele simpateticamente? Sembra di no. Può Israele ora passare a una strategia alternativa, quella di negoziare con i rappresentanti militanti dei palestinesi come parte integrante del Medio oriente e non come avamposto dell'Europa? Sembra che sia tardi per farlo, molto probabilmente troppo tardi. Ecco la cronaca di un suicidio annunciato.


CARTA GEOGRAFICA 23-29 GENNAIO 2009 

«Forse è troppo tardi perché Israele smetta di pensare a se stesso come a un avamposto europeo»


 

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