Thyssen Krupp, udienza rinviata al 26 settembre


È stato aggiornato al 26 settembre il processo per i sette operai morti il 6 dicembre scorso alla Thyssenkrupp di Torino.
Lo ha disposto il gup Francesco Gianfrotta per decidere sulla costituzione delle parti civili.
Alla settantina di operai che già ne hanno fatto richiesta nella prima udienza del 1° luglio scorso, oggi infatti si è aggiunta un’altra ventina di richieste in primis quella del parlamentare Antonio Boccuzzi, che alla scorsa udienza non si era presentato, e poi quelle di ex dipendenti e parenti delle vittime, di un’associazione medica, che tra le proprie finalità ha la tutela della salute dei lavoratori, e un altro sindacato dei metalmeccanici, la Cub.
In precedenza si erano già costituite Cgil,Cisl e Uil. Esce invece dal processo l’Inail, che ha concordato con l’azienda un risarcimento di poco superiore a 1 milione di euro. Sono ancora in corso, invece, trattative tra la Thyssen e gli enti locali.
«Speriamo che nella prossima udienza si definiscano le questioni preliminari e le costituzioni di parte civile e si possa cominciare a fare il processo che è il nostro vero obiettivo, i risarcimenti sono importanti ma il nostro obiettivo è accertare le responsabilità à penali» ha commentato il procuratore Raffaele Guariniello. Che poi ha aggiunto: «L’accordo con l’Inail era un obiettivo importante da conseguire. Questo ruolo dell’Inail ha un valore al di là del caso specifico. Bisogna che le aziende si rendano conto che è meglio spendere prima per fare prevenzione che spendere dopo».
«È stata una giornata pesante, la tensione è stata alta ma andiamo avanti» ha invece detto Antonio Boccuzzi; il suo legale Renato Ambrosio ha aggiunto di avere in mente un’azione civile per il risarcimento di un danno esemplare e punitivo che non può trovare spazio nel procedimento penale limitato dall’ipotesi di danno relativa alla violazione dell’articolo 437 del codice penale (omissioni dolose di misure di sicurezza, ndr).
L’udienza è stata seguita da un’ottantina tra operai e lavoratori, in presidio davanti al Palagiustizia, che hanno esposto lo striscione delle Rsu della Thyssen listato a lutto e altri due che chiedono «Giustizia e condanne severe per a Thyssen» e invitano a fermare «le morti sul lavoro».
Fra i presenti, c’era anche la sorella di Rosario Rodinò, Laura, che al termine dell’udienza, con voce calma ma fredda e piena di rabbia e dolore, ha augurato ironicamente «buone vacanze a chi ha contribuito a uccidere mio fratello e i suoi colleghi. Saro e i suoi colleghi adesso sono in paradiso, a quegli altri auguro di bruciare vivi e andare all’inferno»

Pubblicato il 23 Luglio 2008 in lavoro, sicurezza, giustizia. 

http://www.nuovasocietàa.it/2008/07/23/thyssen-udienza-rinviata-al-26-settembre/

 

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