Bracco, 50 cassaintegrati chiedono ricollocamento certo. Oggi a Milano volantinaggio dei sindacati davanti alla sede di Assolombarda

 

"Non generici corsi di formazione, ma una prospettiva di lavoro sicuro in aziende del settore che hanno bisogno di personale già preparato da reimpiegare in tempi certi"
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Milano, 17 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Non generici corsi di formazione, ma una prospettiva di lavoro sicuro. Attraverso il ricollocamento in aziende del settore che hanno bisogno di personale gia' preparato da reimpiegare in tempi certi".
Questa la richiesta dei circa 50 lavoratori in cassa integrazione del gruppo Bracco, avanzata dalla Confederazione unitaria di base (Cub) oggi a Milano con un'azione di volantinaggio sotto la sede di Assolombarda: l'associazione delle imprese industriali e del terziario dell'area milanese, presieduta da Diana Bracco, presidente e amministratore delegato dell'omonimo gruppo.
"I lavoratori Bracco attualmente in cassa integrazione sono un'ottantina - ricorda Angelo Pedrini della Cub - Per una ventina sta per scattare il pensionamento, mentre i circa 50 restanti sono ancora senza una proposta di lavoro e dal giugno prossimo potrebbe partire il licenziamento collettivo". A fine giugno termineranno infatti i due anni di cassa integrazione a zero ore. "In attesa di quella data - spiega il sindacalista - iniziamo fin d'ora a preparare il terreno" nella speranza di trovare un'alternativa a questi lavoratori: "Dai 35-40 anni in su e con vari ruoli, dal lavoratore generico, al ricercatore, al quadro".
Per garantire loro un futuro, "eventuali corsi di formazione vanno progettati sulla base delle esigenze reali, finalizzate al reimpiego dei lavoratori a rischio disoccupazione", sostiene la Cub. Ma "secondo noi sarebbe piu' semplice trovare 3-4 aziende sul territorio con necessita' di personale gia' esperto", dice Pedrini.
Da qui l'iniziativa di volantinaggio in via Pantano, per "chiedere alla proprieta' di Bracco e all'Assolombarda un ruolo attivo che consenta di realizzare un accordo tra le parti e le istituzioni - continua la Cub - con l'intervento di industriali e imprese che si prendano l'impegno di assumere il personale" che cercano 'attingendo' appunto dagli attuali cassaintegrati del gruppo Bracco. "Crediamo che la potenza dell'Assolombarda sia in grado di assolvere a questo compito". E in ogni caso, "di fronte al rischio che non per tutti ci sia una soluzione di reimpiego - conclude Pedrini - da qui a giugno cercheremo di coinvolgere l'assessorato alle Crisi occupazionali della Provincia di Milano".

Milamo 17 3 2008 

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