al “Corriere” on lineAlitalia a terra.

«E la protesta non è finita»

Aeroporti deserti per lo sciopero. Le organizzazioni: presenteremo il nostro piano, nuovi stop se non sarà accolto
 

ROMA - «Lo sciopero dei lavoratori Alitalia di terra e di volo è pienamente riuscito», hanno concluso ieri sera i sindacati promotori (Cgil, Cisl, Uil, Sult, Ugl, Anpav e Avia), tirando le somme delle 8 ore di protesta - dalle 10 alle 18 - contro il piano di ristrutturazione aziendale che prevede 2.700 esuberi. Bilancio finale: 364 voli cancellati dei 458 previsti, 18 mila passeggeri a terra. Novantaquattro aerei con la coda tricolore rimasti fermi nei piazzali a Fiumicino, altri 68 a Malpensa, 26 a Linate. E poi 9 a Napoli, 9 a Venezia, 5 a Torino, 7 a Palermo, 11 a Catania. Aboliti 14 collegamenti intercontinentali e 168 internazionali. È mancato, però, l’effetto-sorpresa: grazie agli annunci ripetuti dei giorni scorsi il caos stavolta è stato scongiurato. Chi doveva volare ha rinunciato. Aeroporti semideserti, disagi contenuti e nessun bivacco. A Fiumicino, ieri mattina, i lavoratori in tremila hanno lasciato gli hangar, i check-in, le piste, gli uffici, per darsi appuntamento intorno a mezzogiorno in via XX Settembre, davanti al ministero dell’Economia (azionista Alitalia).
Ma la protesta va avanti, non è finita. Oggi pomeriggio a Roma riprenderà la trattativa con governo e azienda al ministero dei Trasporti (il 27 è previsto l’incontro conclusivo) e così, alle 15, ci sarà un nuovo sit-in davanti alla sede dell’Eur. I sindacati presenteranno un loro documento, una sorta di «contropiano». «Se non arriveranno confortanti novità come le dimissioni dell’amministratore delegato Mengozzi o il ritiro in blocco del progetto aziendale - annuncia Giuseppe Contenta, leader del Sult - dal giorno dopo riprenderanno a Fiumicino le assemblee permanenti dei lavoratori». Traduzione: saranno possibili nuovi stop a sorpresa, come l’ultimo di venerdì scorso. Linea dura, dunque, come sul fronte del trasporto pubblico locale: ieri i Cobas hanno confermato lo sciopero indetto per lunedì prossimo, 26 gennaio, pur dichiarato «illegittimo» dalla Commissione di garanzia. Non li fermerà - hanno detto - neanche la precettazione.

A Linate e Malpensa, in contemporanea con l’agitazione dei dipendenti Alitalia, il sindacato autonomo Cub ha proclamato uno sciopero degli addetti allo smaltimento bagagli e ai servizi a terra.

Fabrizio Caccia

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 "Corriere on line"
«Il tempo pieno a scuola non si tocca»

Più di duemila davanti a Palazzo Marino: la riforma penalizza mamme e bimbi. Proteste contro il call center alle materne

MILANO- Più di duemila: mamme, maestre, bidelli, bambini, nonni. Con striscioni, fischietti e campane. Tutti davanti a Palazzo Marino. Per dire che «Milano è la culla del tempo pieno», per gridare «A scuola con gioia, ma senza Letizia», per cantare «Il tempo della scuola non si tocca, lo difenderemo con la lotta». Milano si mobilita in difesa del tempo pieno. In piazza il coordinamento per il tempo pieno, di Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Cub, di Legambiente, Rete Scuole, Proteo Lombardia e Unione degli Studenti. Ma anche tante persone senza sigla. Unite solo dalla voglia di difendere «il tempo pieno» e chiedere che «intervenga il Comune». Manifestando e raccogliendo oltre 13 mila firme che sono state presentate ai capigruppo del consiglio comunale. «Chiediamo a Palazzo Marino - spiegano i rappresentanti del coordinamento - di difendere il tempo pieno come modello pedagogico con la commissione istruzione di Camera e Senato». A ricevere il gruppo di manifestanti (genitori, sindacalisti e insegnanti), l’assessore all’Istruzione Bruno Simini e il provveditore di Milano, Antonio Zenga. «Ho cercato di spiegare - racconta Simini - che le 40 ore settimanali sono garantite e che i genitori devono stare tranquilli. L’ho ribadito ancora una volta: nessuno vuole penalizzare le famiglie milanesi, il tempo scuola non sarà ridotto».

Annachiara Sacchi 

 
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Liberazione 20 genn 04 


Vigili del fuoco in corteo ieri a Milano per protesta contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro e il tentativo di militarizzazione.  

Vigili del fuoco in corteo ieri a Milano per protesta contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro e il tentativo di militarizzazione. Con stracci e detersivi hanno "pulito" i vetri delle auto in sosta ai semafori per parlare simbolicamente della loro difficile condizione salariale.  
Il governo, infatti, propone aumenti economici «da fame», come scrivono spesso nei loro volantini.  
Il disegno di legge Pisanu, poi, mira a stravolgere le funzioni e le competenze del Corpo nazionale dei vigili del fuoco trasformando il lavoro attraverso la modifica delle regole contrattuali. La giornata di sciopero nazionale è stata fissata per il 30 gennaio. Ma in questi giorni si stanno svolgendo tutta una serie di proteste "decentrate" il cui obiettivo è quello di tenere alta l'attenzione dei mass media.  
Cortei e sit-in ci sono stati sia a Genova che a Bologna. Il fronte sindacale appare un po' diviso. Da una parte la Cisl e la Uil, che nella sostanza accettano l'impostazione del governo.Dall'altra, la Cgil e tutto il mondo del sindacalismo di base

(Rdb-Cub)


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Varesenews – on line 17 gennaio 04 

Insubria –Contestato l'accordo raggiunto con Atm.Anche a Varese gli autoferrotranvieri Cub fermi contro  il tavolo provinciale  

Trasporti, i sindacati di base rifiutano l'accordo: sciopero nazionale il 26  


(15 gennaio 2004) Accordo? No, grazie. All'indomani dall'accordo tra Atm e sindacati che ha scongiurato il protrarsi degli scioperi nella metropoli, una nuova presa di posizione, un nuovo rilancio arriva dal coordinamento nazionale di lotta autoferrotranvieri  Sult-Tpl, Sin-Cobas, Fltu-Cub, Slai-Cobas, Rdb-cub Trasporti, Confed. Cobas, Autorganizzati: no all'accordo milanese e proclamazione di uno sciopero nazionale degli autoferrotranvieri per il 26 gennaio. Uno sciopero della durata di 24 ore, nel rispetto della legge 146/90. La prossima agitazione, si legge in una nota diramata « è tesa ad aprire un tavolo di contrattazione per ottenere le spettanze maturate dalla categoria che, si ricorda, sono di 3.000 euro di arretrati e 106 euro di aumento mensile quale recupero del potere di acquisto del salario».

Il coordinamento comunica anche le prossime azioni dal punto di vista legale a favore dei lavoratori oggetto di provvedimenti, denunce e multe: un collegio nazionale di legati per la difesa, una cassa di resistenza nazionale, aperta al contributo di tutti i lavoratori del paese, ai quali si rivolge un appello per un sostegno concreto alle lotte e agli scioperi.
Il coordinamento presenterà inoltre una piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto il 31 dicembre 2003.

L'adesione all'iniziativa è già stata comunicata dalla FLMUniti-CUb di Varese: «Il coordinamento di Varese ritiene inaccettabile l'apertura di tavoli locali di trattativa che hanno il solo scopo di dividere la categoria e di mettere in discussione la struttura del contratto nazionale. Inoltre tali accordi come quello raggiunto alla ATM di Milano prevedono comunque delle contropartite di peggioramento delle condizioni di lavoro e si prevede un tavolo di trattativa su di un ulteriore inasprimento della normativa antisciopero».
Anche a Varese, dunque il 26 gennaio dal 15,30 alla fine del servizio torneranno i blocchi alla circolazione 
 

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