SINDACATI: CUB, SCIOPERO GENERALE SU PENSIONI E LAVORO DOMANI SI DECIDE DATA, PREVISTA PER PRIMI GIORNI MARZO (ANSA)  MILANO, 22 GEN  Il sindacalismo di base ha deciso di proclamare uno sciopero generale per rivendicare, tra l' altro, un consistente aumento dei salari, il miglioramento del  sistema pensionistico pubblico contro la riforma Berlusconi, il diritto al reddito sociale per chi e' disoccupato o precario. Lo ha reso noto la Confederazione unitaria di base (Cub).

   La data dello sciopero, previsto per i primi giorni di marzo, sara' decisa con precisione in una riunione di tutte le organizzazioni sindacali di base che si terra' domani a Milano.
   Tra i punti centrali della protesta anche la difesa del diritto di sciopero contro ''i continui e ripetuti attacchi ai lavoratori minacciati di sanzioni'' e per una politica sociale ed economica alternativa al liberismo e alla concertazione.
''Per la Cub - ha affermato il coordinatore nazionale del sindacato di base Piergiorgio Tiboni - e' fondamentale continuare nella lotta a difesa della dignita' di lavoratori, pensionati, precari e disoccupati umiliati dalle politiche di padroni e governi. Lo sciopero e' anche contro la discriminazione attuata dalle controparti imprenditoriali e dal Governo che convocano solo Cgil, Cisl e Uil nonostante la consistente rappresentativita' del sindacalismo di base''.

(ANSA).
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PENSIONI: TIBONI (CUB), PROPOSTA RUTELLI INACCETTABILE

 
(ANSA) - MILANO, 22 GEN
- ''I contenuti della proposta di Rutelli sono inaccettabili'', lo ha detto oggi a Milano il coordinatore della Confederazione unitaria di Base (Cub), Piergiorgio Tiboni.
   ''La proposta - ha spiegato - conferma sostanzialmente una linea di penalizzazione dei pensionati portata avanti sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Noi - ha continuato Tiboni - rivendichiamo al contrario forti aumenti e pensioni dignitose per tutti agganciate al costo reale della vita. Al momento sette milioni di persone hanno una rendita inferiore ai 500 euro mensili e si spende per le pensioni solo il 13% del Pil
nonostante il 18% della popolazione abbia piu' di 65 anni. In realta' - ha concluso - bisogna spendere di piu' ''.

(ANSA).

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