Corriere della Sera on line 19 aprile 04

Drammatica assemblea allo scalo di Fiumicino contro le ipotesi di smembramento della compagnia di bandiera

«Blocchiamo le piste, così ci ascolteranno»  

Duemila in mensa, obiettivo evitare che «Alitalia finisca come la Parmalat». Il piano della Provincia

«Blocchiamo le piste, così ci ascolteranno». La crisi dell'Alitalia è gravissima, lo sanno bene dipendenti e sindacalisti: al punto che chi ieri nell'assemblea organizzata nel pomeriggio a Fiumicino, evocava azioni drastiche come in Francia, si assicurava scrosci di applausi.  

Ma al di là del clamore dei comizi, la gravità della situazione emerge dagli interventi dei lavoratori, della gente comune. Così due ragazze addette al call center «Millemiglia» raccontano di «contratto stagionale ancora per quattro mesi, poi si sbaracca sia il servizio alla clientela che il nostro futuro». «In teoria non si vuole smembrare l'Alitalia, eppure questa è una compagnia che già adesso sembra uno spezzatino - ha proseguito - . Lo dimostra quanto accade al call center, appaltato quasi per intero alla societàà Alicos, che sta a Palermo» dice aggrappata al microfono sistemato su un tavolo della sala mensa aziendale, Lorenza Drago, 31 anni, mamma di un bimbo di 9 mesi. I circa duemila in sala (tra personale di volo, addetti ai check in, operai degli hangar e amministrativi della Magliana) applaudono, ci sono il presidente della Provincia Enrico Gasbarra, i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, il senatore e il deputato dei ds Esterino Montino e Piero Tidei. Poi riprendono gli interventi. Che sono durissimi, l'atmosfera è tesa: politici, sindacati confederali e autonomi, rappresentanti di base appaiono tutti d'accordo su un punto.

 Quello che esprime il rappresentante del Cub Antonio Amoruso: «L'obiettivo del governo è smezzare l'Alitalia: da una parte una bad company che si accolli debiti, licenziamenti e i settori meno competitivi, manutenzione e informatica. Dall'altra una compagnia con le linee più lucrose, destinata alla privatizzazione voluta da Tremonti e Lunardi». Per impedirlo, la soluzione è quella di «bloccare le piste di Fiumicino anche per quattro giorni».  
Proposta condivisa dal presidente Sult Andrea Cavola, che vuole evitare che il 20 maggio, scadenza per la presentazione del bilancio, «l'Alitalia finisca come la Parmalat, con un curatore fallimentare che regala i pezzi migliori». Chiude Gasbarra con parole per nulla pacate: «In ogni azione di lotta saremo accanto ai lavoratori dell'Alitalia».

Un impegno che Comune e Provincia di Roma oggi - mentre è previsto un sit in dei dipendenti davanti Palazzo Chigi - dimostreranno «con i fatti, presentando il piano alternativo di risanamento che prevede il rilancio dei collegamenti da Fiumicino. Staneremo così il governo - ha concluso Gasbarra - per fargli assumere le sue responsabilità à».  


Alessandro Fulloni

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CONTRATTI: PUBBLICI; RDB, CINGHIA E' GIA' STRETTA SUL COLLO 
19 Aprile 2004  16:44  ROMA  (ANSA)

 
(ANSA) - ROMA, 19 APR
- Non è più possibile per i dipendenti pubblici stringere la cinghia perché è già "intorno al collo": Le rappresentanze di base replicano così alle dichiarazioni dei ministri Maroni e Mazzella sugli stretti margini di trattativa per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego sottolineando di aver già chiesto al Governo un incontro su questa vertenza. "Questa volta - affermano le Rdb in una nota - il Governo , per bocca dei Ministri Mazzella e Maroni, è stato molto chiaro: per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici non si possono 'sprecare' risorse che servono invece per rilanciare l economia e risanare il debito pubblico. La cinghia che vorrebbero far stringere ai pubblici dipendenti - proseguono - é già intorno al collo, un ulteriore pressione ne determinerebbe la asfissia totale". "La RdB - CUB Pubblico Impiego, che ha già proclamato per il prossimo 21 maggio, lo sciopero generale di tutti i lavoratori precari della pubblica amministrazione con manifestazione nazionale a Roma, - conclude il sindacato - valuterà nelle prossime ore se estendere lo sciopero a tutto il personale pubblico".

(ANSA). 
Wall street Italia on line del 19 aprile 04

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