(ASCA) - Roma, 30 apr – 

11:50 ALITALIA: CUB CONTINUANO PROTESTA A FIUMICINO

 

 
''Nessuna sospensione delle agitazioni a Fiumicino''. Questa la risposta dei lavoratori aderenti al Cub Trasporti alla decisione delle nove sigle sindacali di sospendere tutto in attesa della trattativa scaturita dopo l'incontro di ieri sera con il governo.
I lavoratori del Cub - si legge in una nota – sconfessano quindi l'atteggiamento di Cgil, Cisl, Uil, Sult e vari sindacati autonomi  .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Corriere della sera 30 aprile 04

Alitalia, ancora caos. Scatta la precettazione


Picchetti a Fiumicino, sindacati e lavoratori divisi. Da lunedì riparte la trattativa: si temono nuove proteste
ROMA - La buona notizia è che la programmazione dei voli Alitalia, dopo l’ennesima giornata di blocco vissuta ieri da migliaia di passeggeri, tornerà gradatamente nella normalità entro lunedì. La protesta di ieri è rientrata nel pomeriggio, un po’ per la precettazione disposta dal prefetto di Roma, un po’ per il corto circuito venutosi a creare tra sindacati e manifestanti. La cattiva notizia è che il rischio di nuovi blocchi tornerà proprio lunedì: alle 14 ripartirà la trattativa non stop sul piano industriale della compagnia che dovrà concludersi entro giovedì prossimo, giorno in cui il consiglio d’amministrazione dell’azienda adotterà il piano. Un presidio di lavoratori stazionerà per tutto il tempo davanti a Palazzo Chigi per carpire in tempo reale informazioni sulla trattativa e reagire di conseguenza. Se occorrerà con nuovi blocchi. In tre giorni la compagnia ha già cancellato 1.300 voli e perso 160 mila passeggeri. Un danno di oltre 40 milioni di euro.

LA SORPRESA - Ieri mattina il blocco dei voli ha colto di sorpresa i passeggeri ma non le nove sigle sindacali che giovedì sera erano uscite da Palazzo Chigi avendo ottenuto la convocazione per lunedì prossimo, in cambio della promessa di far rientrare la protesta. Ai lavoratori Alitalia, riuniti nel frattempo in assemblea a Fiumicino, lo scambio non è piaciuto: «Avete concesso una tregua senza aver ottenuto un impegno esplicito a non smembrare l’azienda» è stata l’accusa lanciata soprattutto dai lavoratori autonomi della Cub, assenti al tavolo della trattativa e dalla base del Sult. Così i sindacati si sono dovuti rimangiare la sconvocazione dei blocchi la sera stessa.

IL CAOS - Inevitabile ieri il caos. I picchetti non sono cominciati dal primo turno, intorno alle 6.30, ma solo più tardi, quando si è sparsa la voce che i blocchi dovevano essere mantenuti. Intanto però molti impiegati della Magliana erano già al lavoro.
I dipendenti non impegnati nei presidi sono affluiti nella zona tecnica dove a mezzogiorno si è tenuta un’infuocata assemblea con i leader dei sindacati asserragliati in un autobus, armati solo di un microfono. Al momento del voto sulla proposta di far rientrare i blocchi, i lavoratori si sono spaccati quasi a metà. La scelta dei sindacati di lasciare a ciascuno libertà di decisione è stata la dimostrazione della loro difficoltà di controllare la situazione.

PRECETTAZIONE - «Se i blocchi dovessero continuare ancora c’è il rischio che la trattativa per l’Alitalia neppure cominci» tuonava intanto il ministro del Welfare, Roberto Maroni. «Il blocco è irresponsabile» rincarava il vicepremier Gianfranco Fini. Ma la svolta si è avuta nel primo pomeriggio, quando il prefetto di Roma, Achille Serra, accogliendo l’invito della Commissione di garanzia sugli scioperi, ha emesso l’ordinanza di precettazione per tutti i lavoratori del comparto operativo. La mossa ha spiazzato molti lavoratori che, temendo conseguenze penali (non previste dall’ordinanza), sono rientrati quasi tutti al lavoro consentendo la ripresa graduale dell’attività.

REFERENDUM
- I sindacati, tranne Uilt e Up e in parte l’Anpac, hanno poi diffuso un documento, promettendo d’indire un referendum sull’eventuale accordo che comunque dovrà «preservare l’integrità dell’azienda». «Assicuriamo ai lavoratori che qualsiasi decisione verrà condivisa», spiega Fabrizio Solari (Filt-Cgil). «Opereremo in tutti i modi a difesa dell’occupazione» dice Claudio Claudiani (Fit-Cisl).
Secondo Gianfranco Fini il piano industriale deve essere «serio» perché il governo vi investa. Ma l’adesione del vicepremier a qualsiasi ipotesi suggerita dall’azionista, il Tesoro, escluderebbe la «macelleria sociale». Per questo, accanto agli ammortizzatori sociali, l’ipotesi del governo dovrebbe comprendere il recupero di alcuni lavoratori sotto il cappello di aziende pubbliche (Alenia, Finmeccanica) e della pubblica amministrazione (enti previdenziali). Ai sindacati il compito di spiegare ai lavoratori che l’alternativa potrebbe essere peggiore. Antonella Baccaro
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Roma, 30 apr. (Adnkronos) -

 
Il prefetto di Roma dispone la precettazione dei lavoratori
Alitalia, ancora disagi negli aeroporti

I sindacati sono pronti a indire un referendum tra tutti i lavoratori della compagnia su un eventuale accordo a fine trattativa ma l'Up e' contraria

Un'altra giornata di disagi negli aeroporti italiani e, su sollecitazione della Commissione di garanzia sugli scioperi, il prefetto di Roma Achille Serra ha disposto la precettazione con effetto immediato dei lavoratori Alitalia.

Continuano, quindi, le agitazioni a Fiumicino e l'operativo di Alitalia ha invitato i passeggeri a non presentarsi oggi in aeroporto.

L'assemblea dei dipendenti che si e' svolta a Fiumicino ha votato a maggioranza la prosecuzione delle iniziative di protesta contro il percorso inviduato ieri a Palazzo Chigi di avviare una trattativa a tre, governo, azienda e sindacati, a partire da lunedi' prossimo. Ad annunciare l'esito della votazione e' il coordinatore della Cub Antonio Amoroso.  

Intanto i sindacati sono pronti a indire un referendum tra tutti i lavoratori di Alitalia su un eventuale accordo a fine trattativa. E' questo il percorso definito oggi nel corso della riunione intersindacale alla quale hanno partecipato le sigle rappresentative del personale di terra.

Ma, nonostante il comunicato sia stato diffuso con la firma di tutte e nove le organizzazioni presenti in azienda e quindi anche con quelle del personale navigante, i piloti di Up annunciano la propria contrarieta' a una consultazione referendaria mentre l'Anpac avrebbe chiesto ancora tempo per sciogliere la riserva.

Dall'esecutivo, il ministro del Welfare Roberto Maroni fa sapere che ''se i blocchi dovessero continuare ancora c'e' il rischio che la trattativa per l'Alitalia neppure cominci''. ''Ieri abbiamo fatto un accordo con il sindacato che prevedeva l'impegno del governo di chiedere alla societàa' di non formalizzare la rottura in consiglio di amministrazione lunedi'. Il sindacato si era impegnato -ha concluso Maroni- a togliere i blocchi ma cosi' non e' avvenuto. Ogni giorno di fermo provoca un danno di 15 milioni di euro''.

Duro il commento del vicepremier Gianfranco Fini: ''Capisco le preoccupazioni dei lavoratori ma il blocco degli aeroporti e' semplicemente irresponsabile''. Fini sottolinea che sulla linea da seguire c'e' totale concordia e ''alcun dissenso'' all'interno del governo. Quanto alla dichiarazione del ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, secondo il quale ''e' necessario l'aiuto pubblico'' per risolvere la crisi Alitalia, dice Fini, va intesa ''in senso corretto''. Certamente, afferma, l'Alitalia ''e' in una situazione finanziaria gravissima e senza interventi urgenti rischia il fallimento''.

Ma su questo punto bisogna stare attenti per escludere ''un'iniezione di pubblico denaro, l'Unione europea la boccerebbe''.
Giornata di disagi anche a Milano, Palermo e Napoli.
A Malpensa sono stati cancellati 162 voli Alitalia, quelli previsti fino alle 14. Complessivamente a Malpensa i voli previsti oggi erano 588 di cui 307 dell'Alitalia. A Linate i voli programmati per oggi erano 295 di cui 122 dell'Alitalia, di questi ne sono gia' stati cancellati 52.

Anche la Sea, la societàa' che gestisce gli aeroporti milanesi, viste le difficolta' di Alitalia ''invita i passeggeri a non recarsi negli aeroporti prima di aver controllato la reale operativita' dei voli''. La Sea ha poi rinforzato i banchi informazioni e allestito nuovi check-in. L'operativita' delle altre compagnie aeree e' regolare anche se e' difficilissimo trovare biglietti disponibili.

A Napoli-Capodichino, sono stati soltanto 2 gli aerei dell'Alitalia partiti nella prima mattinata per Linate e Torino mentre 18 sono stati i voli cancellati sino alle 16. Regolari invece le partenze e gli arrivi delle altre compagnie aeree.

Numerosi disagi anche all'aeroporto palermitano 'Falcone e Borsellino' per lo sciopero dell'Alitalia. Questa mattina sono stati cancellati tutti i voli della compagnia di bandiera italiana destinati a Palermo e in partenza dal capoluogo siciliano.

''Dalle 19 di oggi la situazione dovrebbe tornare alla normalita' anche a Palermo - hanno assicurato dall'Ufficio stampa della Gesap, la societàa' che gestisce i servizi aeroportuali - anche se i voli tornano regolari gia' dalle 15''. Arrivati, invece, e decollati in orario i voli delle altre compagnie.

Al terzo giorno di proteste si contano danni economici per l'azienda per oltre 40 milioni di euro. Un giorno di sciopero costa, infatti, intorno ai 15 milioni di euro e, considerando che le agitazioni sono partite Mercoledì i' scorso dalle ore 13 e che anche oggi lo stop sara' pressoche' totale, il 'saldo' arriva a superare i 40 milioni di euro.

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