ALITALIA - CUB Trasporti:
UNA SVOLTA FAVORITA DAL CEDIMENTO DELLE 9 SIGLE SINDACALI?

ROMA, 27 maggio 2004 - AgenParl –Cedimento delle nove sigle sindacali.
Di questo si tratta per la Confederazione Unitaria di Base- CUB Trasporti, che sottolinea “la grave responsabilità à delle organizzazioni sindali/associazioni professionali firmatarie delle varie concertazioni, protocolli, accordi e tregue succedutesi nel tempo, che stanno favorendo la liquidazione di fatto del Gruppo Alitalia”.
Così come dichiarato da Berlusconi il 1° maggio scorso, presto metà del personale attualmente in forza nella Compagnia sarà espulso dall’Alitalia, la CUB parla di oltre 10 mila dipendenti e si avvierà il piano di liquidazione del Gruppo.
”Tale situazione, ribadisce il sindacato di base- è stata favorita dal comportamento delle 9 sigle sindacali, che più volte hanno concesso tregue e ignorato il mandato assembleare dei lavoratori, i quali hanno sempre opposto un netto rifiuto alle esternalizzazioni, ribadendo la necessità di garantire, sia pure in una riorganizzazione generale, la integrità ed unicità del Gruppo Alitalia”.
In tre passi le 9 sigle sindacali, rileva con un comunicato la CUB Trasporti
- hanno ipotecato, a danno dei lavoratori, l’esito della vertenza Alitalia:
il 29 dicembre 2003 hanno sottoscritto gli obiettivi economico-finanziari del Piano Mengozzi ed hanno concordato un tregua in cambio dell’avvio di una trattativa, rivelatasi inutile e senza sbocchi; il 29 aprile 2004 hanno sottoscritto l’ennesima tregua e la sospensione della mobilitazione, senza
però alcuna garanzia sul ritiro del piano di smembramento, di esuberi e precarizzazione del lavoro; da ultimo il 6 maggio ultimo scorso, con l’accordo di Palazzo Chigi, hanno sottoscritto, di fatto, lasciando mano libera al Governo, la privatizzazione e lo smembramento (l’ingresso di capitali privati’ e il riassetto societàario) del Gruppo Alitalia, nonché concordata una discutibile pax sociale pre-elettorale”.

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PEDRINI: “NON SI PUÒ PRIVATIZZARE ALITALIA
SENZA PASSARE ATTRAVERSO IL PARLAMENTO”

Roma, 27 maggio 2004
- AgenParl –"Non si può privatizzare Alitalia senza passare attraverso il parlamento".  A sostenerlo è il sen. Egidio Pedrini del Gruppo per le Autonomie, in una interrogazione a risposta orale, presentata oggi ai ministri Lunardi e Tremonti, nella quale si chiede al governo, nella sua qualità di "azionista di riferimento" di Alitalia di "uscire dalla vaghezza delle enunciazioni e di precisare quale sia la missione assegnata al nuovo vertice aziendale", cioè al Presidente-Amministratore delegato, Giancarlo Cimoli - e "quale debba essere, nei suoi progetti, il futuro assetto societàario e industriale della nostra Compagnia di bandiera, che da oltre cinquanta
anni riveste un ruolo di importanza strategica per l?intero sistema sociale e produttivo del Paese".
Nella interrogazione si chiede anche che il governo riferisca al Parlamento quali siano stati i passaggi che hanno portato a nominare Cimoli al vertice del Gruppo Alitalia e come sia possibile "spacchettare" il gruppo in assenza di un piano industriale.
Voci ricorrenti, ampiamente riportate e dettagliate dalla stampa, dicono, infatti, che il Gruppo Alitalia verrà smembrato in due realtà societàarie, Alitalia Flight, la "best company", con aerei e personale navigante, da far confluire successivamente in Air France - Klm, e Alitalia Service, la
"bad company", con il personale di terra e tutte le attività complementari, di supporto, da avviare successivamente alla esternalizzazione.
Il sen. Egidio Pedrini chiede di sapere "se dietro la prevista ricapitalizzazione e il cosiddetto restito-ponte, di cui attori principali dovrebbero essere non meglio definiti soggetti privati e banche, non si celino, in realtà, operazioni tendenti ad una privatizzazione mascherata che di fatto finirebbe per esautorare il Parlamento dalla sua funzione, istituzionalmente prevista per una operazione del genere".
Il sen. Pedrini ricorda, inoltre, all’Esecutivo che " in data 4 dicembre scorso "veniva presentata da numerosi parlamentari un mozione, la n° 1/00216, seguita in data 18 dicembre, dalla mozione n1/00221, a tutt’oggi non calendarizzate, nelle quali si invitava, tra l’altro, il Governo a presentare un atto di indirizzo che precisasse le strategie per il superamento della crisi e lo sviluppo del traffico aereo in Italia, con particolare riguardo ad Alitalia;
ad impegnarsi a ripensare sia modalità che tempi della prevista privatizzazione Alitalia che, se collocata, temporalmente, in una fase di estrema instabilità come l’attuale e in presenza di una strutturale debolezza della Compagnia, avrebbe rappresentato un’ incomprensibile operazione di smembramento societàario e di svendita di un asse strategico per il Paese".
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