COMMERCIO: CONTRATTO; CUB, SCIOPERO CONTRO SVENDITA DIRITTI
MONTAGNOLI, CONFEDERALI SEMPRE PIU' INTEGRATI IN LOGICA AZIENDA


(ANSA) - MILANO, 2 LUG
- La Confederazione unitaria di base (Cub), contesta su tutta la linea il contratto del commercio siglato oggi da Cgil, Cisl e Uil, che ''dà pochi soldi ai lavoratori e svende i diritti'', annuncia uno sciopero nazionale della categoria per tutta la giornata del 16 luglio prossimo e chiede un referendum sull'accordo.
Secondo il sindacato di base, il contratto ''non risolve nessun problema dei lavoratori, ma avvantaggia esclusivamente le aziende: infatti viene erogato un aumento salariale di 125 euro in quattro anni con l'aggiunta di una 'una tantum' di 400 euro per coprire i diciotto mesi di ritardo contrattuale''.

''Questa soluzione, oltre che essere quantitativamente ridicola rispetto al reale aumento del costo della vita - afferma la Cub -, modifica in peggio l'attuale schema contrattuale che prevede la contrattazione  salariale biennale''.

Ma, prosegue il sindacato, ''la parte peggiore dell'accordo riguarda l'aumento indiscriminato della precarieta' lavorativa: oltre all' innalzamento delle quote di lavoratori precari ammesse sul totale degli occupati, vengono introdotte nel contratto tutte le tipologie di contratti, e le loro varianti di flessibilita', previste dalla legge 30/2003, la cosiddetta legge Biagi''. In particolare, ''vengono colpiti i lavoratori part-time, per i quali aumenta enormemente la flessibilita', e gli apprendisti che riguardano  tutti i livelli professionali, fino a 29 anni di eta' e a 48 mesi di durata''.

''Il contratto - sottolinea Walter Montagnoli, segretario nazionale della FLAICA CUB - allarga l'intervento degli enti bilaterali costituiti da aziende e sindacati, fino a quella di affittare i lavoratori, rendendo il sindacato sempre più integrato nella logica dell'azienda e sempre meno attento alla tutela dei lavoratori''.

(ANSA).

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