Da  “Avvenire” del 28 luglio 04 

I sindacati non si arrendono. Tiepido Montezemolo

Pezzotta: «La nostra protesta si protrarrà nel tempo anche dopo l'approvazione Questa riforma crea danni inaccettabili»
Da Roma Michela Gambillara
Ingiusta, sbagliata, penalizzante e motivo di nuovi scontri: così le parti sociali giudicano la riforma delle pensioni. E promettono proteste pesantissime.
Da parte sua, Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, a proposito della scelta delle forze di governo di porre la fiducia liquida la questione con un secco: «Questo è un loro problema...».
Durissimo, come detto, il giudizio dei sindacati. A cominciare da Cgil: dopo il commento dell'altro ieri di Guglielmo Epifani, («uno dei provvedimenti più sconclusionati, iniqui e insensati») il segretario confederale Morena Piccinini minaccia: «Il governo non si illuda: la partita delle pensioni non è chiusa con il voto di fiducia, non avrà le mani libere sui decreti delegati». «Ci batteremo giorno per giorno - continua Piccinini - contro le brutture della delega e faremo in modo che tutti i lavoratori, i pensionati e i giovani contrastino in ogni momento questo disegno di distruzione dei loro diritti, fino a quando questi provvedimenti non saranno radicalmente modificati». Duro anche Savino Pezzotta, che commenta: «Nella struttura del provvedimento ci sono elementi che non reggeranno perché non ci sono le condizioni». E il leader di Cisl, dopo un incontro del sindacato ieri pomeriggio a Palazzo Chigi, con Berlusconi e il ministro dell'Economia Siniscalco aggiunge: «Dopo l'improvvido ricorso alla fiducia non abbiamo intenzione di metabolizzare una riforma ritenuta sbagliata». A settembre, Cgil, Cisl e Uil, come annuncia ancora Pezzotta, «terranno un'assemblea unitaria dei sindacati sindacali, per valutare l'insieme delle cose e decidere le misure da adottare».
Sulla stessa linea Luigi Angeletti, leader Uil, che promette: «Metteremo in atto tutte le pressioni possibili perché da qui al 2008 la riforma sulle pensioni sia cambiata». «La fiducia è un errore, la riforma è sbagliata, bastano gli incentivi», ribadisce Angeletti, che annuncia a sua volta una lunga stagione di mobilitazione. Vede «un autunno carico di problemi», anche Vincenzo Scudiere, segretario generale della Cgil Piemonte. 


La Cub, Confederazione unitaria di base, contesta «su tutta la linea la controriforma previdenziale» e proclamerà in settembre uno sciopero generale, dopo che già ieri in vari stabilimenti lombardi (come Siemens, Candy e Ansaldo) operai e impiegati si sono fermati per un'ora. 


Anche la Fiom-Cgil di Milano invita i lavoratori metalmeccanici a reagire «con fermate e scioperi di protesta». Le tre maggiori organizzazioni confederali , in contemporanea alla seduta della Camera hanno organizzato un sit-in davanti alla prefettura di Palermo. 

E da due giorni piovono e-mail di dissenso al ministero del Tesoro, tra gli altri da Unionquadri, Confesercenti, Confservizi, Copagri, Ania, Snals, Confsal, Abi, Casartigiani, Cia. Contesta infine anche la Cgia di Mestre, l'Associazione degli artigiani e delle piccole imprese. Secondo la quale, in base a una elaborazione che mette a confronto la stessa situazione lavorativa e anagrafica, i giovani avranno pensioni più basse del 23% rispetto ai loro padri.

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Da “BresciaOggi” on line Giovedì 29 Luglio 2004 

PARTI SOCIALI. La Cgil: «Attaccati i diritti dei lavoratori»
I sindacati si infiammano «Una stagione di scioperi» 

Roma. La risposta all’approvazione della riforma del sistema previdenziale italiano ha infiammato i sindacati. La Confederazione unitaria di base (Cub) risponde con scioperi immediati in tutta Italia e fermate di protesta nei luoghi di lavoro. Il sindacato contesta «su tutta la linea la controriforma previdenziale che distrugge il pubblico e universalistico».

La Cub afferma che «nei vari stabilimenti lombardi della alla Siemens, della Candy, dell’Ansaldo» operai e impiegati ieri hanno già incrociato le braccia per un’ora contro la decisione dell’esecutivo. Il sindacato annuncia una mobilitazione permanente per modificare «sia la riforma annunciata dal Governo, sia la riforma Dini che ha ridotto sensibilmente il trattamento pensionistico con la complicità di Cgil, Cisl e Uil».  La Cub proclamerà uno sciopero generale in settembre e chiama lavoratori, pensionati e societàà civile a mobilitarsi per chiede «pensioni pubbliche agganciate alle ultime retribuzioni e rivalutate secondo il costo reale della vita e la crescita delle retribuzione».

«Il governo non si illuda», ha detto ieri il segretario confederale della Gcil, Piccinini, «la partita delle pensioni non è chiusa con il voto di fiducia, non avrà le mani libere sui decreti delegati. Ci batteremo contro la delega e faremo in modo che tutti i lavoratori, tutti i pensionati, tutti i giovani ricordino e contrastino in ogni momento la distruzione dei loro diritti fino a quando questi provvedimenti non saranno radicalmente modificati». La Fiom definisce la delega sulla pensioni come «un durissimo attacco ai diritti ed alle condizioni sociali delle lavoratrici e dei lavoratori».

E annuncia: «Contro la politica economica del governo, che rende impraticabile qualsiasi forma di dialogo sociale, occorre una forte mobilitazione, fino allo sciopero generale». La riforma delle pensioni è «inficiata dal fantasma dei conti pubblici», ha detto ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, nel suo intervento a palazzo Chigi sull’illustrazione del Dpef: «Avremmo preferito che le pensioni fossero distinte dalla questione della finanza pubblica. Se è un problema di bilancio non si può scaricare solo su alcuni. La fiducia è un errore perché il dibattito parlamentare avrebbe potuto modificare alcune cose.

Comunque, continueremo a contrastare la riforma». E il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, commentando il voto di fiducia sulla delega previdenziale, ha detto: «Prima del 2008 faremo cambiare la riforma delle pensioni, mettendo in campo tutte le pressioni necessarie».

FaceBook