Da “Liberazione” del 28 luglio 004 

Roma, lanciata la proposta di un "osservatorio permanente"
Alitalia, la Cub chiama le istituzioni 
 

Mengozzi, Zanichelli, Cimoli: stesso piano, stesso obiettivo: "risanare" l'Alitalia attraverso la privatizzazione, il ridimensionamento e frazionamento della compagnia di bandiera. Che per la Confederazione unitaria di base (Cub) tradotto in soldoni significa: liquidazione della societàà attraverso l'esternalizzazione e il taglio di circa 10mila unità, sulla voce a bilancio nota come costo del lavoro. E' l'Europa che lo impone, sono la compagnia olandese Klm e la francese Air France che lo chiedono.

Questa in sostanza la denuncia presentata ieri a Roma nelle sale di palazzo Valentini, dai rappresentanti della Cub (esclusi dal tavolo di trattativa con l'azienda, per aver rifiutato l'accordo sul piano del 5 maggio scorso). A Regione, Provincia e Comune una perentoria richiesta di intervento per la creazione di un «cartello di difesa istitituzionale» contro: lo smantellamento della societàà in due tronconi ("Alitalia flight" per le attività di volo, e "Alitalia service" per quelle di terra), e il ridimensionamento del ruolo pubblico nel capitale della societàà.  

«L'accordo raggiunto ieri con le altre sigle sindacali - spiega Antonio Amoroso della Cub nella relazione di apertura del convegno - serve solo a frenare le lotte in un mese importante come quello di agosto. La partecipazione ai tavoli di discussione altro non è che fumo negli occhi ai lavoratori che serve solo a far guadagnare tempo ai vertici Alitalia, per continuare a fare quello che vogliono».

«Il problema - continua Amoroso - è che si sta giocando una partita con carte truccate. Dove il bluff più pericoloso ricade sui lavoratori ma anche sull'intera economia italiana».

La preoccupazione è alta, la Cub non si fida di Cimoli, "l'uomo delle ferrovie", che smessi i panni del capo stazione ha indossato le ali del controllore di volo. Dall'Europa poi non arrivano messaggi rassicuranti; la commissaria Ue ai trasporti Loyola De Palacio, a suo tempo ha già "benedetto" i tagli considerandoli «inevitabili per la ripresa di Alitalia» e le stesse compagnie, olandese e francese, premono considerando il ridimensionamento del network Alitalia a vettore regionale (poche tratte internazionali, tante nazionali e soprattutto regionali) come elemento discriminante per la futura alleanza sul trasporto europeo. Anche dal governo non arrivano segnali rassicuranti.

In un silenzio quasi assordante, nel deserto delle strategie di intervento sul trasporto pubblico, l'unico elemento di novità di questi ultimi mesi è stato il "prestito ponte".

«Un provvedimento - ha detto il senatore del Prc, Luigi Malabarba, intervenuto insieme ad altri senatori e parlamentari come i verdi Cento e Donati, il senatore Montino dei Ds, Pezzella di Alleanza nazionale - che il governo ha strappato all'Unione europea, ad un prezzo altissimo in termini occupazionali e di perdita del controllo pubblico su un asset così importante come quello del trasporto aereo».

Di ricatto ha parlato anche il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra che si è dichiarato favorevole alla creazione di un osservatorio permanente («cartello di difesa istituzionale») in grado di intervenire insieme ai sindacati in ogni momento di crisi. La proposta è stata accolta anche dall'assessore Luigi Nieri, in rappresentanza del Comune di Roma che ha fatto anche appello «all'unità sindacale in difesa di un settore ancora competitivo ed importante per Roma e per l'economia dell'intero paese».  
Giuliano Rosciarelli


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Dal “Manifesto” del 28 luglio04  NOTIZIARIO INDUSTRIA

Osservatorio Alitalia


Roma La confederazione unitaria di base (Cub) del settore Trasporti ha chiesto la creazione di un osservatorio istituzionale «per monitorare e seguire con tempestività la vicenda Alitalia».

Lo ha fatto durante una tavola rotonda indetta ieri a Roma. La Cub, promotrice dell'evento, ha giudicato negativamente il piano proposto dal presidente della compagnia Cimoli, in quanto «frammenta definitivamente quello che è rimasto della compagnia, prevedendo cessioni di asset strategici».

Sotto accusa anche la sinistra, rea di aver condotto un'«opposizione parlamentare di basso profilo, mentre i lavoratori, nei settori di terra, si trovano a essere ricattati e sottopagati, soggetti a una flessibilità totale e senza precedenti».

All'assemblea era presente anche Paolo Cento dei Verdi, secondo il quale «è necessaria una riflessione sulla politica, fatta di precarietà e privatizzazioni, che è alla base dell'attuale situazione».

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