Corriere della Sera 1 ottobre 04

 

Operai dell’Alfa in piazza: ci sentiamo traditi


Corteo a Milano, traffico in tilt. I sindacati: Fiat, governo e Regione non hanno rispettato gli accordi ARESE - Pentole, coperchi e cucchiai: «armati» di stoviglie di ogni genere, i cassaintegrati dell'Alfa Romeo hanno sfilato ieri mattina per le vie di Milano, dando vita a una protesta rumorosa che si è fatta ancora più intensa in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, alla prefettura, ad alcune banche e alla Rinascente, dove era esposta la nuova versione della Fiat Panda.

La manifestazione era stata organizzata dai sindacati confederali, dalla Flmu-Cub e dai Cobas, che ancora una volta hanno cercato di richiamare l’attenzione sulla grave situazione dello stabilimento automobilistico dove, da lunedì, scatterà la cassa integrazione per altri 319 lavoratori. Altri 550, se non ci sarà un intervento del governo, dal primo gennaio 2005 - esaurita la cassa integrazione - andranno in mobilità. Bersaglio della protesta, oltre alla Fiat, le istituzioni: governo, Regione, Provincia e Comuni, accusati di non impegnarsi a sufficienza per salvare l'Alfa di Arese.

«Gli accordi firmati nel febbraio del 2002, a luglio 2003 e un anno dopo tra Regione e proprietà, che prevedevano la reindustrializzazione dell'area e la nascita di un polo logistico capace di assorbire 550 lavoratori e quello della mobilità sostenibile, non sono mai partiti» dice Maria Sciancati della Fiom-Cgil.

«Nonostante le promesse, Fiat ad Arese non sta reinvestendo nulla - aggiunge Carlo Pariani del Cub - Per salvare lo stabilimento bisogna sostenere il polo dell'auto di lusso fra Ferrari, Maserati e Alfa Romeo, investendo sulla produzione dei motori a 6 cilindri e creare il polo ecologico».

Mentre le banche, ha affermato Corrado Delledonne dei Cobas «controllano i destini della Fiat ottenendo utili per 8.000 miliardi di vecchie lire negli ultimi sei mesi ma non fanno nulla contro la chiusura di Arese».

La manifestazione, per quanto fragorosa, si è svolta pacificamente. L’unico momento «fuori dal coro» si è verificato davanti a palazzo Marino, dove un gruppo di operaie ha scandito una serie di insulti verso il sindaco Albertini, «coda», evidentemente, dello scontro dei giorni scorsi alla Bicocca.

Le prossime settimane saranno fondamentali per lo stabilimento. In particolare, il 13 ottobre potrebbe essere il «giorno della verità». Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, dovrebbe comunicare ai sindacati i nomi delle prime dieci aziende che, dalla metà del 2005, entreranno nel «Polo di mobilità sostenibile» di Arese. Prima, però, si dovrà firmare la convenzione urbanistica che non è stata ancora sottoscritta tra i Comuni di Arese, Garbagnate, Lainate e Rho e i proprietari dell'area.

Cronaca di Milano


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FIAT: ARESE; PENTOLE E PADELLE PER SVEGLIARE MILANO E AZIENDA
CORTEO PACIFICO NEI LUOGHI SIMBOLO POTERE ECONOMICO MILANO

(ANSA) - MILANO, 30 SET 04 - Pentole e padelle e come batacchio  posate e coperchi: centinaia di lavoratori cassaintegrati dell' Alfa Romeo e della Powertrain di Arese hanno inteso svegliare cosi', questa mattina, Milano e la Fiat per chiedere di mantenere la produzione e i livelli occupazionali nella storica fabbrica del Biscione'. E dai volti delle tute blu traspare l'orgoglio, nonostante tutto, di appartenere a una 'aristocrazia operaia'.

Il personale metallurgico e' infatti altamente qualificato e depositario di un alto 'know-how'.
La manifestazione e' stata organizzata unitariamente da sindacati confederali, FlMuniti-Cub e Slai-Cobas, ma la gran parte del corteo era composto dai sindacati di base, molto forti ad Arese, e dalla Fiom-Cgil.

I dipendenti hanno percorso i luoghi simbolo del potere economico e finanziario della citta' collegati in modo diretto o indiretto alla multinazionale torinese e alla sua politica:
La Rinascente, le sedi delle banche che hanno sottoscritto il prestito 'convertendo' alla Fiat fra cui Banca Intesa, San Paolo Imi, UniCredit, Capitalia  (che se non verra' rimborsato potrebbe essere appunto convertito in azioni del gruppo), Palazzo Marino, sede del Comune che, insieme alla regione Lombardia, e' stato platealmente contestato nell'ultima manifestazione alla Bicocca. L'auto del sindaco Gabriele Albertini fu presa a calci e pugni da militanti dei Cobas e quella di Formigoni fu bloccata.

Oggi invece tutto si e' svolto pacificamente, anche se rumorosamente. Il corteo, partito poco dopo le 10 si e' sciolto verso mezzogiorno in piazza della Scala dopo i comizi dei sindacati: qui si e' verificato l'unico momento 'fuori dal coro'. Alcune operaie dei Cobas, megafono in mano, al posto delle ''scuse'' richieste dal portavoce del sindaco, hanno scandito alcune parolacce all'indirizzo di Albertini ('Albertini le scuse non le avrai, finche in mutande rimarrai', si leggeva su alcuni cartelli).

Tutto si e' comunque concluso senza tensioni: Palazzo Marino peraltro era transennato e alcuni reparti di poliziotti in tenuta anti-sommossa hanno fatto da 'cordone' all'ingresso.
I sindacati hanno chiesto di rispettare gli accordi presi da Formigoni, provincia di Milano, comuni dell'area intorno ad Arese di reindustrializzare l'immensa fabbrica riassorbendo tutti i lavoratori e mantenendo le produzioni Alfa, sviluppando il polo dell'auto di lusso e della mobilità sostenibile.(ANSA).

30-SET-04

FIAT: ARESE; CORTEO, IL DURO J'ACCUSE DEI SINDACATI
('FIAT: ARESE; PENTOLE E PADELLE...' DELLE 13.36)

 (ANSA) - MILANO, 30 SET  04
Un duro 'j'accuse' verso la Fiat, le istituzioni, la Regione Lombardia e il Comune di Milano, e' stato lanciato questa mattina dei sindacati durante il corteo dei cassaintegrati dell'Alfa Romeo e della Powertrain di Arese nel centro del capoluogo.
 ''Gli accordi non sono stati rispettati, tutti gli accordi - ha detto senza mezzi termini Maria Sciancati, della Fiom-Cgil - accordi firmati nel febbraio 2002, nel luglio 2003 e ancora nel luglio 2004. Era previsto che nell'area di re-industrilizzazione la societàa' Alfa business park, l'Abp, installasse un polo logistico assorbendo obbligatoriamente 550 lavoratori, mentre la societàa' 'Estate 6' insediasse un polo di mobilita' sostenibile.
Ad oggi non e' partito nulla''.
''Per salvare Arese - hanno affermato Carlo Pariani, Dionisio Masella e Pierluigi Sostare della Cub puntando l'indice verso le istituzioni - bisogna sostenere il polo dell'auto di lusso fra Ferrari, Alfa Romeo e Maserati, investire sulla produzione di motori 6 cilindri che invece e' stata dismessa, creare : finalmente il polo ecologico. Ma il problema e' che la Fiat non sta reinvestendo nulla su Arese anche quando vende i gioielli di famiglia. Per cui o la famiglia Agnelli esce dalla proprieta' o  investe nella produzione''.
 ''La lotta dell'Alfa - ha sottolineato Antonio Lareno, segretario della Camera del Lavoro di Milano - e' anche un messaggio generale lanciato alla citta'. E' evidente che Milano non puo' reggere il confronto in Europa solo basandosi sul terziario e senza una solida base industriale. Manca un progetto di sviluppo della metropoli a causa della sordita' del sindaco Gabriele Albertini che pensa solo ai centri commerciali''.
Corrado Delledonne, leader dei Cobas, ha denunciato che ''le banche che controllano i destini della Fiat hanno ottenuto utili per circa 8.000 miliardi di vecchie lire negli ultimi sei mesi e invece non hanno fatto nulla contro la chiusura di Arese''.
Noi proponiamo - ha concluso il sindacalista - di unificare le lotte dei lavoratori di tutta la Lombardia di cui l'Alfa e' un simbolo''.

(ANSA).

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