ONU: ITALIA SOTTO ESAME PER DIRITTI SOCIO-ECONOMICI
ONG PRESENTANO RAPPORTO DENUNCIA E CHIEDONO PROGRESSI 

(ANSA) - GINEVRA, 8 NOV - Dal diritto all'alloggio negato per causa di sfratto alle carenze del sistema sanitario, dal mancato insegnamento obbligatorio dei diritti umani nelle scuole alle condizioni critiche in cui vivono molti immigrati, richiedenti asilo o rom. Invitate a prendere la parola oggi all'Onu, le organizzazioni non governative (Ong) e le associazioni italiane, numerose, non sono state tenere con l'Italia, di cui hanno denunciato le inadempienze.

Ad ascoltarle, i 17 esperti del Comitato dell'Onu incaricato di vegliare al rispetto del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 da parte dei 150 Paesi che vi hanno aderito. Tra questi l'Italia.

Oggi la parola spettava alle ong: per l'occasione, riunite nel 'Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani, ben 48 organizzazioni italiane avevano elaborato un vero e proprio 'rapporto' sul caso Italia, supplementare a quello del governo italiano.

E' la prima volta che questo succede. In Italia - ha affermato Carola Carazzone del Vis (Volontariato internazionale dello sviluppo), presentando il documento a nome del Comitato - i diritti economici, sociali e culturali sono ''ancora considerati diritti deboli, di secondo rango.

Inoltre,''troppo spesso i Paesi sviluppati, e l'Itali tra questi, presumono di garantire già i diritti umani e le libertà fondamentali e di potersi astenere dal rafforzarne ulteriormente la promozione e la protezione o, addirittura, dal rispettare nuovi o anche vecchi obblighi sottoscritti a livello internazionale. Invece l'Italia, come qualunque altro Stato, non è immune dal rischio ne' di violare i diritti fondamentali ne' di non prevenirne le violazioni. 
Il Comitato, ha spiegato Carazzone, ha quindi chiesto all'Italia, unico Paese europeo a non averlo ancora fatto, di rispettare una risoluzione approvata dall'Onu nel 1993 e di dotarsi di una Istituzione indipendente per promuovere e proteggere i diritti umani.
Inoltre, secondo la denuncia delle ong, l'Italia e' inadempiente nell'educazione ai diritti umani che non e' ne' materia obbligatoria di studio della scuola dell'obbligo e della scuola superiore ne', tanto meno, e' presente a livello universitario o nelle scuole di specializzazione per avvocati e magistrati.

Angela Orti, di Msf (Medici senza frontiere), ha descritto agli esperti la spesso ''drammatica'' situazione dell' accoglienza dei richiedenti di asilo in Italia e ha criticato i molti casi di espulsione e diniego del rilascio del permesso di soggiorno nei confronti dei cittadini stranieri affetti da gravi malattie quali l'aids o il cancro.  
Non solo gli stranieri, ma anche gli italiani sono discriminati nell'accesso ai servizi sanitari: recenti analisi hanno evidenziato che le persone di livello socioeconomico inferiore hanno, a parità di bisogno reale e di gravità di malattia, minori probabilità di ricevere cure efficaci ed appropriate, ha detto Luigi Toma, sempre a nome del Comitato. 

Molto ascoltato anche l'intervento dell'Unione inquilini, che ha denunciato tra l'altro le ''gravi lesioni del diritto alla casa prodotte dagli sfratti di oltre 200mila famiglie senza nessuna realistica Possibilità à di altro alloggio e la discriminazione dei cittadini immigrati. I rappresentanti del governo italiano non hanno oggi potuto rispondere alle 'accuse'; saranno ascoltati dai membri del Comitato la settimana prossima.

Poi le conclusioni degli esperti saranno rese note a fine sessione (26 novembre). 

Nel frattempo, la coalizione di Ong ha già reso note le sue raccomandazioni all'Italia: oltre alla creazione di un'Istituzione per i diritti umani, il Comitato chiede all'Italia di adottare una strategia ''integrata e di lungo periodo sui diritti umani e di sostenere l'approvazione di un Protocollo Opzionale al Patto del 1966 che consenta, in caso di violazione, i ricorsi individuali al Comitato di Ginevra.

Dovrebbe anche adeguarsi alle norme della Sottocommissione dell'Onu sulla responsabilità à legale, non solamente sociale, delle imprese in materia di violazione dei diritti umani.

Infine - fanno notare le ong in un comunicato - il Governo italiano non si e' ancora pronunciato sull' effettivo riconoscimento e la piena realizzazione del diritto allo sviluppo umano delle persone, delle comunità, dei popoli e dei paesi impoveriti e, in particolare, non ha dato avvio alla riforma della cooperazione allo sviluppo.
Nel corso dell'attuale sessione (8-26 novembre), il Comitato dell'Onu per i diritti economici, sociali e culturali oltre all'Italia esaminerà le situazioni di Malta, Danimarca, Azerbaijan e Cile. Per l'Italia si tratta del quarto rapporto periodico al Comitato.


(ANSA).08-NOV-04
Il dossier sul mancato diritto alla casa in Italia si trova sul sito
www.unioneinquilini.it


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