7261.gifTorino: Assemblea azionisti FIAT - I lavoratori hanno portato 2 carriole di macerie dell'AlfaRomeo di Arese - rassegna stampa

 
5 aprile 2007 - La Repubblica
Stamani parteciperanno all´assemblea del Lingotto
I Cub Fiat, azionisti ribelli

Presidio di operai davanti alla sede
Torino - «All´assemblea degli azionisti parteciperemo anche noi per spiegare l´altra faccia della Fiat, quella dei lavoratori che hanno pagato e stanno pagando con migliaia di licenziamenti e cassa integrazione, con il peggioramento delle condizioni di lavoro, con la riduzione del salario, il ritorno ai profit». Lo comunica la Confederazione Unitaria di Base che sarà presente oggi davanti al centro Storico Fiat con un presidio dalle 10, al quale parteciperanno lavoratori di stabilimenti del gruppo, in particolare di Arese. La Cub interverrà anche all´assemblea «in qualità di azionista Fiat».
5 aprile 2007 - Ansa
FIAT: STRISCIONE IRONICO DEI CUB, MARCHIONNE SANTO SUBITO
(ANSA) - TORINO, 5 APR
- Una ventina di manifestanti della Flm-Cub (sindacato di base dei metalmeccanici) ha inscenato una pittoresca manifestazione di protesta davanti al Centro storico della Fiat, dove è in programma l'assemblea degli azionisti della societàà. Una decina di persone si è vestita da fantasmi con un lenzuolo bianco e il marchio dell' Alfa Romeo. c'è è anche un fantoccio con la faccia di Sergio Marchionne, vestito con una felpa da operaio, con l'aureola e le mani giunte. In una sorta di santino c'èè un fotomontaggio in cui l'amministratore delegato della Fiat prega in ginocchio. Da un furgone viene diffusa musica e accanto c'èè uno striscione ironico con la scritta: «Marchionne santo subito». Per terra una carriola con «macerie dell'Alfa di Arese». In un volantino i Cub (un loro rappresentante parteciperà anche all' assemblea) sottolineano che «i bilanci vanno bene, ma i lavoratori non se ne sono accorti. Hanno pagato prima e continuano a pagare. Il costo del lavoro incide solo per il 13% del fatturato». I Cub chiedono «lo sviluppo dell' occupazione stabile anche con nuovi stabilimenti, la stabilizzazione dei lavoratori precari, il miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro, il rilancio dello stabilimento di Arese e del marchio Alfa, anticipare la produzione della nuova 147 e assegnarla a Pomigliano ora utilizzato solo al 70%».
5 aprile 2007 - Adnkronos
FIAT: PRESIDIO CUB DAVANTI A CENTRO STORICO
Torino, 5 apr. (Adnkronos) -
«Marchionne santo subito». È lo slogan del presidio organizzato dai Cub davanti al centro storico Fiat dove fra poco si svolgerà l'assemblea degli azionisti del Lingotto. «I bilanci vanno bene -si legge in una nota della Confederazione unitaria di base che alcuni manifestanti travestiti da fantasmi stanno distribuendo- ma i lavoratori non se ne sono accorti e continuano a pagare un prezzo inaccettabile. A questa assemblea -prosegue la note- partecipiamo anche noi per spiegare l'altra faccia della Fiat quella dei lavoratori che hanno pagato e stanno pagando con migliaia di licenziamenti e cassa integrazione, con il peggioramento delle condizioni di lavoro, con al riduzione del salario, il ritorno ai profitti». Nel volantino, pertanto, i Cub rivendicano «sviluppo dell'occupazione stabile anche con nuovi stabilimenti, stabilizzazione dei lavoratori precari, miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro, rilancio dello stabilimento di Arese e del marchio Alfa, anticipazione della produzione della nuova 147 da assegnare a Pomigliano ora utilizzato solo al 70%».
5 aprile 2007 - Asca
FIAT: PRESIDIO DEI CUB DAVANTI A CENTRO STORICO
(ASCA) - Torino, 5 apr -
Sviluppo dell'occupazione stabile anche attraverso nuovi stabilimenti. Stabilizzazione dei lavoratori precari. Miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro. Rilancio dello stabilimento di Arese e del marchio Alfa Romeo. E anticipo della produzione della nuova Alfa 147 da assegnare in particolare allo stabilimento di Pomigliano d'Arco, ora utilizzato solo al 70%. Sono queste le richieste avanzate dalla delegazione dei Cub che questa mattina ha organizzato un presidio davanti al Centro Storico Fiat, dove ha appena preso il via l'assemblea degli azionisti del Lingotto. Esposti uno striscione con la scritta ''Marchionne Santo subito'' e alcuni manifesti con scritto: ''L'altra faccia della Fiat, le macerie di Arese''. Distribuito dai lavoratori anche una sorta di 'santino' con raffigurato l'ad del Lingotto con sotto la scritta: ''Marchionne Santo'? Non ossumus''.
5 aprile 2007 - Apcom
FIAT/ PRESIDIO CUB ARESE DAVANTI A EDIFICIO ASSEMBLEA

Lavoratori espongono 'macerie originali' stabilimento
Torino, 5 apr. (Apcom) - La Cub (Confederazione unitaria di base) ha organizzato un presidio davanti al centro storico della Fiat a Torino dove oggi si svolge l'assemblea degli azionisti. Da un furgone sono state estratte due carriole e alcuni bidoni che contengono delle macerie e portano al loro esterno dei cartelli con sopra scritto 'macerie originali di Arese'. Alcuni operai hanno indossato delle sorte di lenzuoli come se fossero dei fantasmi e un cartello con sopra scritto 'operaio Alfa residuo in Cig dal 2002'. Un pupazzo che dovrebbe raffigurare l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne è stato poi issato sopra le macerie e, con ironia, ha le mani giunte e una sorta di aureola dietro il capo. "I bilanci Fiat vanno bene - dicono i Cub - e i lavoratori non se ne sono accorti: hanno pagato prima e continuano a pagare e il costo del lavoro incide solo per il 13 per cento del fatturato. Nel 2006 è stato realizzato un utile operativo superiore a 5 milioni al giorno rispetto ad una perdita di 2 milioni al giorno nel 2004 ma sono stati espulsi dall'auto 30mila lavoratori, peggiorate le condizioni di lavoro, distrutto lo stabilimento di Arese e - concludono i Cub - la Fiat non è stata capace di rilanciare il marchio Alfa". E il sindacato lamenta i pochi investimenti, lo spostamento della capacità produttiva e il peggioramento delle condizioni di lavoro e rivendica "lo sviluppo dell'occupazione stabile anche con nuovi stabilimenti, la stabilizzazione dei lavoratori precari, il miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro, il rilancio di Arese e del marchio Alfa e di anticipare la produzione della nuova 147, assegnarla a Pomigliano che ora è utilizzato solo al 70 per cento.
FIAT/ DAI CUB ANCHE UN SANTINO DI SERGIO MARCHIONNE
"Marchionne santo? Non possumus"
Torino, 5 apr. (Apcom) -
Hanno scelto l'ironia i Cub (Confederazione unitaria di base) di Arese per il loro sit in davanti al centro storico Fiat di Torino, dove oggi si svolge l'assemblea degli azionisti. I lavoratori distribuiscono un santino, simile nella grafica a quelli religiosi, che ritrae l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, con una sorta di aureola dietro al capo, le mani giunte e alcuni raggi di luce che vanno a cadere sui modelli simbolo dei marchi dell'azienda. Sotto all'immagine i Cub hanno scritto 'Marchionne santo? Non possumus'.
5 aprile 2007 - Agi
FIAT: CUB ARESE, MARCHIONNE "SANTO SUBITO"

(AGI) - Torino 5 apr. - Una delegazione dei Cub di Arese e' presente davanti alla sede del Centro Storico Fiat, dove fra poco avra' inizio l'assemblea degli azionisti. I lavoratori hanno esposto uno striscione e un cartello con la scritta "Marchionne Santo subito" oltre a manifesti che recitano "L'altra faccia della Fiat, le macerie di Arese". I lavoratori, vestiti da fantasmi, distribuiscono inoltre un vero e proprio "Santino" che raffigura l'amministratore delegato del gruppo torinese con la scritta "Marchionne Santo? Non possumus".

6 aprile 2007 - Il Manifesto
«Non ho cattive notizie da darvi»
L'assemblea di bilancio della Fiat è un trionfo per Marchionne. Annunciato il riacquisto di azioni proprie. Anche l'auto torna in utile e punta per il 2010 a 3 milioni di vetture vendute. Dopo 6 anni pagato un dividendo
di Loris Campetti
Perché chiedere agli azionisti l'autorizzazione ad acquistare azioni proprie, fino al 10% del capitale sociale? Per investire bene i soldi dell'azienda, naturalmente. L'azienda è la Fiat, un ottimo affare, numeri alla mano: dimezzamento dell'indebitamento, utili in tutti i settori, l'automobile che torna a essere core business con 2 milioni di vetture vendute, 2,2 milioni previste nel 2007 e tre milioni nel 2010, di cui 1,8 milioni fabbricate in Italia. La multinazionale torinese ha infine una liquidità di 8 miliardi di euro e questo fa escludere emissioni di bond. Chi spiega agli azionisti i numeri e la ragione della richiesta di acquisto di azioni proprie è l'amministratore delegato Sergio Marchionne. Poi si sa che quel by-back servirà a mettere le stock option a disposizione dello stesso Marchionne. Che ha dimostrato di guadagnarsele tutte, visti i numeri del bilancio e dell'immagine del Lingotto. Resta un dubbio: l'obiettivo del capitalismo, nel terzo secolo dopo Cristo, è uno solo, fare gli interessi degli azionisti, almeno a parole. Perché i manager si sono conquistati parte importante del potere che tradizionalmente era del padrone, si fanno i propri interessi e poi chi s'è visto s'è visto. Non serve fare esempi. Pazienza per gli azionisti se le cose vanno, ma soprattutto pazienza per i lavoratori che sono ormai una pura variabile dipendente del capitale, dei mercati, delle conseguenze delle scelte di padroni e manager.
Nel 2006, però, alla Fiat le cose sono andate bene, non solo per i bilanci aziendali e del suo ad, ma anche per gli azionisti che dopo 6 anni di astinenza sono tornati a spartirsi un tesoretto pari a 275,6 milioni di euro, il 25% degli utili. Se le cose andranno come previsto, entro il 2010 entreranno nelle tasche degli azionisti 2 miliardi di euro, sempre rispettando la quota del 25% degli utili netti.
L'occupazione non ha subito flessioni ma neppure impennate proporzionali all'andamento del Lingotto: si è fermata una emorragia più che quinquennale (30 mila posti di lavoro perduti, quasi la metà in Italia) e si è prosciugata (quasi tutta, Arese esclusa) la cassa integrazione, sono ripartite con prudenza e molta flessibilità le assunzioni.
Fuori dalla sede storica della Fiat un gruppo di operai di Arese con le bandiere dei Cub ha mostrato un'altra faccia della medaglia, distribuendo un volantino con il disegno di Marchionne con tanto di aureola e la scritta:
"Santo? Non possumus". Arese protesta ancora, anche perché sembra essere l'unico stabilimento il cui futuro non esiste.
Almeno nelle decisioni dell'azienda.

Maggiori le speranze degli operai di Termini Imerese, una fabbrica che potrebbe non solo sopravvivere ma essere rilanciata, magari imitando il modello polacco: un accordo con un concorrente internazionale per produrre un numero importante di vetture con i due marchi, e un sostegno pubblico (stato e regione Sicilia) per costruire un indotto locale e abbattere i costi infrastrutturali. Il modello polacco, si diceva: da Tychy sta per uscire l'ultima nata Fiat, la Cinquecento e anche la Ka targata Ford e motorizzata Fiat. Già oggi dallo stesso stabilimento polacco escono le Panda, anzi Torino ha dovuto bloccare la pubblicità (con l'immancabile Fiorello) di questo riuscito modello perché la domanda supera la Possibilità à di produzione, dovevano essere 200 mila l'anno, siamo già a 220 mila. Ne sanno qualcosa gli operai polacchi che sotto la guida di Solidarnosh stanno scioperando contro i temuti aumenti dei ritmi, cioè dello sfruttamento. E, aggiunge la Fiom, contro le pressioni dei capi a stracciare la tessera del sindacato. Le nuove relazioni industriali introdotte dall'era Marchionne, dicono in Polonia, «qui non sono arrivate».
Ma ieri, all'assemblea annuale - anticipata, così come il raggiungimento degli obiettivi di Marchionne - il clima era di dialogo. Anche Sergio Cusani, mai tenero con le scelte Fiat degli anni passati, ha riconosciuto i passi fatti dal nuovo Lingotto, cioè di aver puntato sull'auto. Avete fatto 30, fate 31 ha detto Cusani. Come? Istituendo un fondo di solidarietà per i lavoratori e rafforzando l'impegno nel settore dei motori ecologici. Difficile fare critiche quando in apertura della conferenza stampa post-assemblea, «santo Marchionne» si può permettere di esordire così: «Non ho cattive notizie da darvi». Effettivamente, dal suo punto di vista e del Lingotto l'ad non ha torto. Più interessante sarebbe sapere a che punto è il risanamento della Fiat intesa come gruppo dirigente storico, cioè come cultura industriale. Marchionne ha operato una netta frattura con le tradizioni sabaudo-monarchiche targate Agnelli, ma resistono sacche di resistenza di chi pensa che la fedeltà venga prima di tutto, prima della qualità. Solo le new entry riescono a sopportare il ritmo impresso alla corsa. Una corsa che ha per traguardo il 2010, quando Fiat dovrebbe avere il 35% del mercato italiano dell'auto e almeno l'11% di quello europeo.

6 aprile 2007 - Il Giornale
Fiat senza debiti e pronta a comprare
di Pierluigi Bonora
Milano - Per la Fiat sta per aprirsi una nuova stagione di acquisizioni. E protagoniste del futuro shopping sembrano essere Iveco e Cnh, pronte a espandersi sui vari mercati. «Esistono buchi di copertura geografica da colmare», ha spiegato ieri Sergio Marchionne che, insieme al presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, ha risposto alle domande degli azionisti. Con l’esclusione di Fiat Auto, nel cui futuro ci sono accordi industriali e commerciali, e con Iveco (è in corso la pianificazione dello sbarco negli Usa) e Cnh («troppo lo spazio concesso ai giapponesi») in pole position, tutti gli altri settori della Fiat rientrerebbero nella strategia delle acquisizioni. Al gruppo di Torino, del resto, le Possibilità à economiche non mancheranno. Il prossimo anno l’amministratore delegato della Fiat conta di avvicinarsi all’azzeramento dell’indebitamento (1,8 miliardi alla fine del 2006) e per il 2010 prevede di avere in cassa 3 miliardi di euro. «Con i dati del primo trimestre - ha detto l’ad - daremo un aggiornamento sul debito a fine 2007; probabilmente l’obiettivo (sotto i 2 miliardi, ndr) sarà rivisto e lo riporteremo ai livelli di generazione di cassa che stiamo avendo». Importanti novità, dunque, sono attese per il 23 aprile quando il cda della Fiat approverà i conti dei primi tre mesi. Le indicazioni fornite ieri vedono un aumento del giro d’affari in tutti i settori, a eccezione di Comau.
Ieri l’assemblea oltre ad approvare bilancio e distribuzione dei dividendi (0,155 euro per le azioni ordinarie, 0,31 per le privilegiate e 0,93 per le risparmio), ha dato anche il benestare al piano di riacquisto di azioni proprie delle tre categorie, tale da non eccedere il 10% del capitale e il controvalore massimo di 1,4 miliardi («investiamo le liquidità della societàà», ha precisato l’ad). Semaforo verde, poi, al programma di incentivazione basato su stock option.
Sempre ieri Marchionne, sollecitato da alcuni azionisti, ha cercato di quantificare le future cedole alla luce delle stime esposte agli analisti. «Se dovessimo portare avanti il piano annunciato a novembre - ha osservato - nel 2007 saranno distribuiti 0,155 euro per ogni azione ordinaria, 0,31 per le privilegiate e 0,93 per le risparmio. Mantenendo lo stesso criterio (pay-out, pari al 25% dell’utile), è possibile stimare, per le azioni ordinarie, un dividendo di 0,30 euro per il 2008, di 0,47 per il 2009 e di 0,59 per il 2010». Quanto all’obbligazione da un miliardo che il Lingotto emetterà non appena le condizioni del mercato lo consentiranno, il secondo trimestre dell’anno, secondo Marchionne, potrebbe coincidere con il via libera al bond. Per il presidente Montezemolo «i risultati ottenuti dalla Fiat nel 2006 dimostrano che la crescita del gruppo è qualcosa si strutturale». «Ora - ha osservato - l’obiettivo è di mantenere gli impegni: nel 2007 puntiamo a raggiungere un utile operativo superiore ai 2,5 miliardi». A proposito di obiettivi, Marchionne ha ricordato che nel 2010 le auto prodotte in Italia saliranno a 1,6 milioni di unità dagli attuali 1,1 milioni. E mentre all’ingresso del Centro storico Fiat il sindacato Cub distribuiva ironici santini sull’ad della Fiat («Marchionne subito santo? non possumus»), reclamando un miglioramento dei salari, Sergio Cusani (Banca della solidarietà) si sentiva rispondere picche dai vertici del del Lingotto alla proposta di un aumento di capitale «per rompere con il passato» e alla creazione di una business unit riservata alle auto ecologiche.
6 aprile 2007 - Il Giorno
«Marchionne santo subito»
Gli ex Alfa scelgono l’ironia Presidio all’assemblea Fiat al Lingotto
di ROBERTA RAMPINI
ARESE — UN FANTOCCIO di cartapesta, simile a quelli usati per santi e Madonne portati in processione, che ritrae l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Due bidoni e alcuni cariole pieni di macerie dello stabilimento dell'Alfa Romeo di Arese con la scritta «macerie originali, l'altra faccia della Fiat». Operai che indossano lenzuola come fossero dei fantasmi, con appeso al collo un cartello che recita «operaio Alfa residuo in cassa integrazione dal 2002». Striscioni con la frase «Marchionne santo subito».
HANNO SCELTO l'ironia alcuni cassintegrati dell'Alfa Romeo di Arese e rappresentanti sindacali dei Cub per protestare, ieri mattina, davanti al palazzo storico della Fiat a Torino dove si svolgeva l'assemblea annuale degli azionisti. Il gruppo di tute blu, come annunciato, ha partecipato all'assemblea per spiegare agli azionisti l'altra faccia del Lingotto, quella fatta da «lavoratori che hanno pagato e stanno pagando con migliaia di licenziamenti, con la cassa integrazione, il peggioramento delle condizioni di lavoro e la riduzione dello stipendio».
UNA CINQUANTINA di cassintegrati è partita in pullman da Arese e ha raggiunto la sede dove si svolgeva l'assemblea e organizzato il presidio di protesta. Poi sei di loro in quanto titolari di un'azione del Lingotto hanno partecipato all'assemblea e sono intervenuti in difesa delo stabilimento del Biscione. «Stamattina ci avete ribadito che i bilanci della Fiat vanno bene - spiega Carlo Pariani, dei Cub aresini - noi siamo qui per dire che i lavoratori non se ne sono accorti. Nel 2006 è stato realizzato un utile operativo superiore a cinque milioni al giorno rispetto a una perdita di due milioni al giorno del 2004, ma sono stati espulsi dal settore auto 30.000 lavoratori, sono peggiorate le condizioni di lavoro, è stato distrutto lo stabilimento di Arese e la Fiat non è stata capace di rilanciare il marchio Alfa».
SU ARESE, il Cub ha lamentato la mancanza di investimenti, lo spostamento della produzione e lo svuotamento degli altri reparti. Poi con toni costruttivi ha ribadito la ricetta per rilanciare lo stabilimento milanese: rilancio del marchio Alfa Romeo con la produzione anticipata della nuova 147 assegnata a Pomigliano, rientro dei lavoratori in cassa integrazione.
 
6 aprile 2007 - L'Adige
TORINO. «Marchionne santo? Non possumus», ironizzano i sindacati di base...
TORINO - «Marchionne santo? Non possumus», ironizzano i sindacati di base al Centro Storico Fiat, dove si tiene l'assemblea degli azionisti. Vestiti da fantasmi con il marchio dell'Alfa Romeo e ai soci distribuiscono un santino con un fotomontaggio dell'amministratore delegato, in ginocchio, con l'aureola e le mani giunte. I Cub protestano, ma la Fiom-Cgil questa volta sceglie il ruolo di azionista propositivo. Come negli anni passati affida all'ex finanziere Sergio Cusani, presidente della Banca della Solidarietà, il compito di rappresentarla. Ma i toni sono del tutto diversi. Ora l'ex manager della Montedison, indagato per le tangenti Enimont, si rivolge in modo pacato a Marchionne. Propone di creare una quinta business unit, con sede a Torino, che si occupi di mobilità sostenibile.
 
6 aprile 2007 - La Stampa

Il sindacato. Cusani: avete fatto 30, fate 31
«Avete fatto 30, adesso fate 31». Sergio Cusani, l’ex finanziere adesso consulente della Cgil, abbandona i toni critici delle precedenti assemblee e propone invece la creazione di una quinta business unit per lo sviluppo di auto ecologiche. Polemici invece i Cub, che distribuiscono un «santino» con la scritta «Marchionne santo? Non possumus».

5 aprile 2007 - Borsa Italiana
Fiat: presidio Cub Arese davanti assemblea
di Alessandro Mocenni
TORINO (MF-DJ)--Un gruppo di operai dello stabilimento di Arese appartenenti alla Confederazione Unitaria di Base, ha istituito un presidio davanti all'ingresso del centro storico Fiat dove si svolgera' l'assemblea degli azionisti del Lingotto.
Nel volantino distribuito dai rappresentanti sindacali, vi sono alcune richieste e rivendicazioni quali lo sviluppo dell'occupazione stabile anche con nuovi stabilimenti, la stabilizzazione dei lavoratori precari, il miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro, il rilancio dello stabilimento di Arese e del marchio Alfa, nonche' la richiesta di anticipare la produzione della nuova 147 ed assegnarla a Pomigliano ora utilizzato, secondo quanto sostengono i Cub, solo al 70%.
 
5 aprile 2007 - Affari Italiani
Assemblea Fiat/ Marchionne: "Nel 2007 puntiamo a vendere 2,2 milioni di vetture"
Sviluppo dell'occupazione stabile anche attraverso nuovi stabilimenti. Stabilizzazione dei lavoratori precari. Miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro. Rilancio dello stabilimento di Arese e del marchio Alfa Romeo. E anticipo della produzione della nuova Alfa 147 da assegnare in particolare allo stabilimento di Pomigliano d'Arco, ora utilizzato solo al 70%. Il giorno dell'assemblea dei soci Fiat si apre con le richieste delle tute blu dei Cub che questa mattina ha organizzato un presidio davanti al Centro Storico Fiat, dove ha appena preso il via l'assemblea degli azionisti del Lingotto. Distribuito dai lavoratori anche una sorta di santino con raffigurato l'a.d. del Lingotto con sotto la scritta: ''Marchionne Santo? Non possumus''.
L'assemblea del Lingotto è stata aperta dal presidente del gruppo, Luca Cordero di Montezemolo che ha annunciato che il 2007 ''sarà un anno molto importante'' per la Fiat. Montezemolo, che ha parlato di ''alleanze mirate su progetti specifici'' ha ribadito l'intenzione del gruppo di ''tornare ad essere protagonisti in Europa nel segmento c'è', quello della nuova Bravo, visto che la Fiat è "un gruppo sano" tornato a fare utili e che ha dimostrato che "la fiducia è stata ben riposta".
Il presidente della Fiat ha spiegato che "l'anno scorso il gruppo per la prima volta dal 2001 ha chiuso in utile. c'èerano già chiari segnali di svolta ma dicemmo che c'èera ancora molto lavoro da fare. Oggi possiamo dire senza vantarci che la fiducia è stata ben riposta. La Fiat è un gruppo sano, tornato a fare utili con un'attività industriale redditizia e prodotti che hanno avuto una buona accoglienza, e possiamo tornare a remunerare gli azionisti".

5 aprile 2007 - La Repubblica
Stamani parteciperanno all´assemblea del Lingotto
I Cub Fiat, azionisti ribelli
Presidio di operai davanti alla sede
Torino - «All´assemblea degli azionisti parteciperemo anche noi per spiegare l´altra faccia della Fiat, quella dei lavoratori che hanno pagato e stanno pagando con migliaia di licenziamenti e cassa integrazione, con il peggioramento delle condizioni di lavoro, con la riduzione del salario, il ritorno ai profit». Lo comunica la Confederazione Unitaria di Base che sarà presente oggi davanti al centro Storico Fiat con un presidio dalle 10, al quale parteciperanno lavoratori di stabilimenti del gruppo, in particolare di Arese. La Cub interverrà anche all´assemblea «in qualità di azionista


4 aprile 2007 - Apcom
FIAT/ CUB, DOMANI PRESIDIO E INTERVENTO AD ASSEMBLEA AZIONISTI

"Lavoratori pagano con licenziamenti e cig ritorno al profitto"
Torino, 4 apr. (Apcom) - All'assemblea degli azionisti della Fiat, in programma domani a Torino, ci sarà anche un intervento "in qualità di azionista" di un rappresentante della Cub (Confederazione Unitaria di Base). Un presidio verrò anche organizzato, avverte il sindacato, davanti al centro Storico Fiat dove si terrà la riunione. "Domani parteciperemo anche noi per spiegare l'altra faccia della Fiat, quella dei lavoratori che hanno pagato e stanno pagando con migliaia di licenziamenti e cassa integrazione, - dicono i Cub - con il peggioramento delle condizioni di lavoro, con la riduzione del salario, il ritorno ai profitti".

 

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