Vicenza, in 30MILA sfilano per dire NO alla base americana del DAL MOLIN

Da “la Repubblica” on line del 3 dicembre 2006

Vicenza, in trentamila sfilano per dire no alla base americana                                  
Trentamila persone, secondo gli organizzatori, sono arrivate a Vicenza per dire no alla costruzione della più grande base Usa in Europa (e la seconda base statunitense in città visto che c'è già la Ederle).

Un corteo festoso di giovani, famiglie e bambini provenienti non solo dal nord-est ma da tutta Italia. D´altro canto, spiegano i coordinatori del fitto cartello di organizzazioni, partiti, movimenti che hanno aderito, non si tratta solo di un affare locale.

«È stato un percorso che ha visto assemblee di centinaia di persone di diversa provenienza e appartenenza – spiegano i Comitati cittadini che hanno lanciato l´appello per una manifestazione nazionale –

In un tempo in cui l´ipocrisia dei "poteri forti" di questo paese, che antepongono sempre la logica del profitto e del comando agli interessi della collettività, si è manifestata in maniera organizzata per tentare di stravolgere, criminalizzare e manipolare la realtà a proprio uso e consumo.

Crediamo sia fondamentale ribadire, ancora una volta, quali sono gli obiettivi della manifestazione. Scendiamo in piazza, innanzitutto, per prendere parola in maniera comune.

Per dare parola a un percorso che dovrà continuare anche il 3 il 4… e i mesi a seguire».

Le adesioni sono fittissime: dai Verdi a Rifondazione, dal Pdci all'Arci, dai beati Costruttori di pace agli Statunitensi contro la guerra, dalla Tavola della Pace ai comitati di cittadini, dai sindacati di base fino ai movimenti "più duri" come quello dell´ex leader dei Disobbedienti Luca Casarini, dei centri sociali del Nord Est, degli anarchici.

Per i Ds l´adesione è soprattutto a livello cittadino: 5 consiglieri comunali, ma anche parlamentari Ds come Lalla Trupia che «ha assolua fiducia che il ministro Parisi si opponga alla nuova base». Mentre il segretario della Quercia Fassino ha ribadito la necessità «di un confronto, tra il governo e le istituzioni locali interessate, il più presto possibile».

Fitta anche la schiera dei politici, dalla paralmentare della Margherita Laura Fincato che ribadisce la necessità di un referendum a cui si unisce il portavoce dei verdi alla Camera, Angelo Bonelli «ci deve essere un'espressione democratica della cittadinanza».

Di città svenduta parla il sindaco di Venezia Massimo Cacciari che replica « il governo deve tener conto della posizione della città, sarebbe uno scempio accettare un'altra base militare».

«La militarizzazione del nostro territorio e la cessione di sovranità nazionale nei confronti di una forza armata straniera è incompatibile con la aspirazione di pace del nostro Paese – spiega Alfio Nicotra, responsabile Pace del Prc, presente a Vicenza –

Il rilancio ed il potenziamento della presenza militare degli Stati Uniti nel nostro Paese non riguarda solo Vicenza ma anche la Sicilia.

A Lentini in provincia di Siracusa per esempio è stato dato recentemente l'avvio ad un megaprogetto insediativo per i militari USA di Sigonella (un migliaio di villette su 91 ettari di aranceto). Sia a Lentini che a Vicenza c'è lo zampino della Maltauro, la societàà specializzata nella costruzione di megainsediamenti militari».

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