7252.gifALITALIA / CUB: A PRODI 500 FIRME CONTRO ESCLUSIONE AL TAVOLO di P.CHIGI - Esclusione paradossale alla luce degli impegni della cabina di regia

Lancio Agenzia di ieri

ALITALIA/ CUB:A PRODI 500 FIRME CONTRO ESCLUSIONE TAVOLO P.CHIGI

Esclusione paradossale alla luce degli impegni della cabina di regia
09-10-2006 16:50
Roma, 9 ott. (Apcom) - Oggi la Cub Trasporti, unica sigla sindacale del trasporto aereo esclusa dal confronto che si avvierà sull'Alitalia a Palazzo Chigi martedì 10 ottobre ha inviato al presidente del Consiglio, Romano Prodi, ed al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, le prime 500 firme di lavoratori della compagnia che sollecitano l'immediata convocazione della Cub al tavolo di confronto azienda-sindacati-Governo in programma per domani.
"Se il Governo dovesse confermare la decisione di non convocare la Cub Trasporti - dichiara la Cub - paradossalmente, rimarrebbe esclusa l'unica sigla sindacale che, profondamente radicata nei settori di terra, dal maggio del 2004 decise di non sottoscrivere gli accordi-disfatta con il Governo Berlusconi-Tremonti sulla privatizzazione dell'Alitalia, sul suo ridimensionamento, sul riassetto societàario, sui 3600 esuberi, sull'introduzione della legge 30, sulla divisione nella Best-Bad Company, sulla cassa integrazione e sulla mobilità: interventi risultati fallimentari e pericolosi.
Ancora più inspiegabile risulta l'esclusione della Cub Trasporti anche alla luce dell'intesa sottoscritta da questa organizzazione il 17 luglio 2006 con il ministro dei Trasporti Bianchi in merito alla definizione della Cabina di Regia e alla calendarizzazione degli incontri per la discussione delle questioni relative all'intero comparto dei Trasporti ad iniziare dal Trasporto Aereo e, in particolare, dall'Alitalia".
"È chiaro che - conclude la nota - tale decisione del ministro Bianchi e del presidente Prodi qualora perdurasse, rappresenterebbe una gravissima violazione della democrazia e della pluralità sindacale: un attacco inaudito e sorprendente che sconfesserebbe le numerose dichiarazioni di sensibilità e disponibilità al confronto più volte ribadito dai rappresentanti dell'attuale maggioranza del Governo".

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