(ANSA) - MILANO, 5 SET - Non solo non bisogna tagliare le pensioni, collegando i trattamenti alla reale perdita del potere d'acquisto e alla dinamica salariale, ma si deve rilanciare la previdenza pubblica destinandovi forti risorse aggiuntive anche con la lotta all'evasione ed elusione contributiva.
È questa la posizione della Confederazione unitaria di base (Cub) riguardo all'ipotesi di ridurre le pensioni nella Finanziaria o con un provvedimento ad hoc.
   Il sindacato di base, che invita i lavoratori a costruire uno sciopero generale, ritiene ''insufficiente difendere l'attuale
riforma Dini sia perche' prevede trattamenti fra solo il 40% e il 60% dell'ultimo stipendio, sia perche' i pensionati perdono circa il 2,5% di reddito l'anno''.
   Inoltre la Cub chiede l'abolizione della clausola del silenzio-assenso per trasferire il Tfr nei fondi pensioni
privati perche' ''dare risorse alla previdenza complementare e' funzionale allo smantellamento di quella pubblica che va invece rilanciata proprio per il suo carattere universalistico''.
   In generale, il sindacato contesta l'intera impostazione della Finanziaria: ''il cuneo fiscale - afferma - non e' altro
che un ennesimo inutile finanziamento pubblico alle imprese private quando in Italia il costo del lavoro e' gia' tra i piu'
bassi in Europa''.
   ''La linea economica esplicitata dalla Finanziaria - sottolinea Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della Cub
- e' di stampo liberista in continuita' con il governo Berlusconi. Al contrario e' necessaria una politica di redistribuzione del reddito a favore di lavoratori, precari e pensionati, una politica alternativa al liberissmo e non solo una questione di equita' sociale. Ecco perche' se non ci sara' un ribaltamento di questa linea lo sciopero generale e' inevitabile''.
(ANSA). 2006-09-05 16:18:00

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