Dal “Corriere della sera” giovedì 18 maggio 2006: Oggi presidio davanti a Palazzo Marino.

(omissis)
“obbligati a dare multe”, sciopero degli ausiliari della sosta.
Scenderanno in piazza, questa mattina.
Con la divisa di ordinanza e i fischietti, il berretto e il blocco delle contravvenzioni. Sulla strada come tutti i giorni. Ma senza dare multe. Perché gli ausiliari della sosta, oggi, saranno in sciopero. Presidio a Palazzo Marino e braccia incrociate per tre ore. Motivo della protesta, proclamata dai sindacati A.L. Cotaas-Cub Trasposti, Orsa, Sa-ma-Confail e Fildiai-Cildi, il contratto Atm «che non riconosce qualifica, sicurezza, salute e part-time, mentre l'azienda, grazie a noi, incassa 24,5 milioni di euro all'anno. Obbligandoci a fare multe». Quelle famigerate multe che hanno raggiunto la quota record di 1 milione e 727 mila nel 2003, 1 milione e 600 mila nel 2004,1 milione e 371 mila l'anno scorso. Poco meno della metà ha la firma di un ausiliario della sosta. Incasso: circa 20 milioni di euro.
Accuse e rivendicazioni della categoria più odiata dai milanesi. «Sono passati due anni — spiega Walter Montagnoli della Cub-Trasporti -da quando gli ausiliari sono approdati all'Atm (prima erano dipendenti del Comune). Hanno trovato una divisa più elegante, ma vuota, senza diritti. L'azienda non è disposta a riconoscerei qualifica, sicurezza, salute, part-time e i diritti elementari della categoria».
Nel mirino, il contratto con cui i 184 ausiliari di Milano (erano 390 nell'«era comunale») sono stati assunti: qualifica di autoferrotranvieri «ma senza indennità di strada», malattia retribuita al 60 per cento dopo tre giorni, full time. «Eravamo impiegati, ora siamo operai, guadagniamo 970 euro al mese per 39 ore settimanali», dicono. «Ci tolgono la dignità e la salute. Intanto l'Atm incassa dai "gratta e sosta" 24,5 milioni di euro all'anno».
I sindacati chiedono il riconoscimento della figura di «ausiliari al traffico», la salvaguardia della sicu rezza e dicono no a «controlli occulti e provvedimenti intimidatori». Due ausiliari, denunciano i Cobas, sarebbero stati licenziati per essersi fermati in un bar. «Ricevono continuamente pressione per fare più multe».
La risposta dell'Atra: «Rivendicando le qualifiche, si cerca un passaggio di livello e di retribuzione». Precisazione: «I provvedimenti disciplinari hanno sempre alla base oggettive inadempienze».

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