Era da tempo che volevo farlo. Mettere in chiaro alcuni punti relativi ai vaccini anticovid.

Qui nell'intervista con Rocco Lamanna, della segreteria nazionale della Cub, all'Egregio, la mia trasmissione del sabato sera su Antenna 3, ho colto l'occasione per farlo.


Punto primo: il vaccino è facoltativo e non è un obbligo. Chi si rifiuta di farlo non può essere sbattuto in prima pagina sul giornale. Esiste un diritto di scelta che deve essere tutelato e un diritto alla riservatezza che va allo stesso modo protetto

Punto secondo: i vaccini nascono per aiutare la salute pubblica e a salvare le persone dal rischio di ammalarsi. Cioè il vaccino nasce come strumento di tutela pubblica. Ebbene per lo stesso principio e con la stessa forza con cui si stanno invitando tutti i cittadini a vaccinarsi, bisogna avvisare tutti coloro che il Covid lo hanno fatto oppure che sono stati asinitomatici o pauco sintomatici, che il vaccino non devono farlo o devono procrastinarlo a rischio di essere, dopo l'inoculazione eventuale, colpiti da una reazione violenta anticorpale provocata da un processo infiammatorio che può innescarsi. Bene sarebbe prima di fare il vaccino effettuare un sierologico se si ritiene di essere stati asintomatici o se si sa di aver avuto il Covid. Questo lo Stato ha il dovere di dirlo a tutti e soprattutto agli anziani e a quelle persone che sono poco propense ad informarsi.

Punto tre: se viene dimostrato un rapporto di nesso causale tra vaccino e reazione collaterale, lo Stato deve risarcire chi venisse colpito, sgravando i medici e gli infermieri per aver assolto al dovere d'inoculare la dose. È assurdo dover pensare ad una protezione legale per chi sta semplicemente facendo il proprio dovere.

Il punto quattro non l'ho trattato in trasmissione e lo faccio qui: la scienza si basa su probabilità. Alte o basse che siano, un certo numero di persone che faranno il vaccino saranno colpiti da effetti collaterali. Secondo le stime il 5% ovvero, immaginando 60.000.000 di vaccinati, circa 300.000 persone. Una percentuale compresa tra lo 0 e l'incognita X rischia di morire. Se l'incognita X di 60.000.000 fosse pari allo 0,3% vorrebbe dire che circa 20.000 persone moriranno a causa del vaccino per reazioni del proprio corpo. Se fosse l'1% su 60.000.000 vorrebbe dire che 60.000 persone moriranno di qui al termine delle vaccinazioni. Un numero pari al 60% di tutti i morti di Covid fin qui avuti.

È chiaro che lasciando circolare il virus senza contrastarlo i morti potrebbero essere molti di più. Ma non nascondiamoci dietro un dito. Si morirà anche a causa delle reazioni da vaccini. E l'unica speranza è che quel numero non ci tocchi da vicino 

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