Protesta davanti a Palazzo Civico per dire no all'annunciata cancellazione di quindici sezioni in quattordici istituti torinesi. (VEDI ELENCO)
Dichiarazione di Cosimo Scarinzi CUB-Pubblico-Impiego di Torino.

Genitori e insegnanti uniti contro l'annunciato taglio di quindici sezioni in quattordici scuole dell'infanzia comunali torinesi:

questa mattina circa sessanta persone si sono date appuntamento sotto a Palazzo Civico per protestare contro quella che viene definita, da più fronti, come una scelta estremamente negativa.
“I nostri figli – dichiara una mamma – verranno suddivisi come fossero rifiuti e smistati in altre sezioni, con maestre e compagni diversi: la situazione è preoccupante, i servizi educativi andrebbero tutelati e non tagliati”.
Non convincono nemmeno le argomentazioni dell'assessora Di Martino sulla costante diminuzione di domande di iscrizione dovuta al calo demografico: “Nella scuola di mia nipote - spiegano una nonna e un'insegnante – le sezioni sono al completo, mentre in Via Monte Cristallo c'è addirittura la lista d'attesa".

"Le scuole statali, evidentemente, hanno posti vacanti e più fondi per mantenerli. Queste decisioni vengono sempre comunicate durante l'estate o le vacanze di Natale, quando la nostra attenzione si abbassa”.
Le preoccupazioni si estendono poi anche all'eventuale discontinuità educativa portata dal taglio: “Siamo incredule – aggiungono altre due insegnanti – perché, in questo modo, si andranno a distruggere gruppi di lavoro già formati danneggiando l'equilibrio delle scuole e i progetti educativi studiati in tanti anni scolastici. L'accorpamento di più bambini con bisogno di sostegno, inoltre, andrebbe a gravare sia su loro stessi che sulle maestre”.
Le motivazioni portate avanti da insegnanti e famiglie, infine, sono supportate anche dal sindacato CUB Pubblico Impiego: “Apriremo - commenta Cosimo Scarinzi presto una vertenza sindacale e organizzeremo uno sciopero: la presenza dei genitori è importante perché permette di allargare il campo. Nei fatti i posti di lavoro salteranno: nonostante la promessa di passare alle strutture statali il servizio scolastico comunale verrà tagliato e indebolito”.

 

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