Le segreterie provinciali FSM, FIOM, UILM e CUB, la RSU Alcoa e il Coordinamento Appalti hanno manifestato solidarietà e vicinanza ai lavoratori diretti e indiretti dello stabilimento Eurallumina di Portovesme, «spesso bersaglio delle speculazioni e delle strumentalizzazioni dei soliti noti».
«Negli ultimi tempi – si legge in una nota – è in atto una vera e propria campagna mediatico-politica contro il progetto di infrastrutturazione e riavvio dello stabilimento Eurallumina.


Questo avviene nonostante i lavoratori Eurallumina per primi abbiano preteso il massimo rispetto di tutte le precauzioni e normative di legge in tema di ambiente e benché i numerosi enti preposti alla valutazione del progetto si siano già espressi favorevolmente sullo stesso, certificandone la coerenza con le attuali leggi vigenti.
E’ indubbio e innegoziabile che la difesa del posto di lavoro debba coniugarsi e andare di pari passo con quella per il rispetto dell’ambiente e, di conseguenza, indistintamente della salute di tutti i cittadini.
Ma proprio in virtù di ciò, appaiono pretestuose le critiche rivolte a un progetto che diminuisce sensibilmente ogni potenziale livello di inquinamento, al punto da rappresentare un’evidente inversione di tendenza rispetto al passato.»

 

 

Portovesme, 01 02 2016


***************************************************************************************

Mobilitazione popolare nel Sulcis con 4 blocchi stradali: si chiedono interventi urgenti per lavoro e sviluppo

 

La protesta, con le sole bandiere dei Quattro Mori a significare che si tratta di una protesta di cittadini e non organizzata da partiti o sindacati che pure vi prendono parte, si è svolta sulla statale 130 all'ingresso di Iglesias, sulla pedemontana vicino al castello di Siliqua, all'ingresso di Villamassargia e a quello di Sant'Anna Arresi.
"Abbiamo voluto chiudere simbolicamente il Sulcis in ingresso e in uscita", ha spiegato il segretario territoriale della Cisl Fabio Enne sottolineando che "si tratta di una manifestazione in difesa di un territorio che sta morendo".
Su 130 mila abitanti del Sulcis Iglesiente, circa 38.000 sono disoccupati e 4.000 vivono grazie agli ammortizzatori sociali.
"Il tessuto industriale è allo sfacelo", spiega il sindacalista, "e manca una programmazione adeguata". La mobilitazione, che vede impegnati oltre a sindacati, studenti, artigiani, partite Iva, commercianti, agricoltori, pescatori e diversi movimenti e associazioni, è stata organizzata per chiedere interventi urgenti per il lavoro e la nomina di un "commissario straordinario" per "liberare immediatamente le risorse economiche, a iniziare da quelle per il Piano Sulcis, in grado di dare prospettive economiche al territorio".
I manifestanti chiedono di sostenere il polo industriale in crisi, con Alcoa e e Eurallumina chiuse, ma sollecitano soprattutto interventi per diversificare l'economia del territorio creando prospettive imprenditoriali e occupazionali nei settori dei servizi, del turismo, dell'agricoltura, della pesca e dell'edilizia. Tra le richieste anche l'attivazione della zona franca vista come "validissimo strumento a beneficio delle attività produttive".
Oggi è il primo giorno della mobilitazione che proseguirà - assicurano gli organizzatori - fino a quando Regione e governo non assicureranno risposte adeguate alle richieste del Sulcis Iglesiente.

 

01 02 2016


************************************************************************************

Cagliari, gli operai Alcoa bloccano gli ingressi del Consiglio regionale. Nuova protesta dei lavoratori in marcia dallo stabilimento del Sulcis

I componenti dell'assemblea sarda, rimasti fuori, hanno ascoltato con attenzione i motivi della lotta che i lavoratori stanno mettendo in atto da tempo: ottenere l'attenzione e il sostegno della politica sarda sulla loro vertenza che attende provvedimenti sui costi dell'energia indispensabili per poter riavviare la fabbrica di alluminio primario sulla quale ha manifestato interesse la multinazionale svizzera Glencore che chiede però sconti sull'energia.
Un aspetto sul quale da mesi è al lavoro il Governo, ma occorre, secondo i sindacati anche il sostegno della politica isolana per sollecitare azioni concrete ed efficaci da parte del presidente del Consiglio dei Ministri. Nei giorni scorsi teatro della protesta è stato l'aeroporto di Cagliari – Elmas, poi il blocco del traffico sulla Strada Statale 131 e questa mattina dal Sulcis Iglesiente in un lungo corteo di macchine gli operai sono giunti di primo mattino nel capoluogo e hanno occupato via Roma poi hanno circondato il palazzo regionale.


******************************************************************************************

I lavoratori sotto il consiglio regionale

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha incontrato i manifestanti ascoltando le ragioni della protesta. I lavori del Consiglio sono poi slittati al pomeriggio e in apertura della seduta il presidente Ganau ha illustrato all'aula un documento, concordato in conferenza capigruppo, nel quale si è espressa solidarietà ai lavoratori dell'ex Alcoa, non condividendo però il metodo della protesta che ha bloccato l'attività del parlamento dei sardi.
Nel documento, votato all'unanimità, si è sottolineato l'impegno del consiglio regionale nel chiedere che il presidente del Consiglio dei Ministri intervenga direttamente nella vertenza per il rilancio dell'Alcoa. Il primo febbraio, durante la seduta statutaria, sarà discusso un ordine del giorno unitario sull’argomento. “Sono atti politici che impegnano l'assemblea sarda ad un sostegno concreto nella soluzione di questa vertenza” ha detto Rino Barca segretario della Fsm Cisl.
Oggi a Roma, negli uffici del ministero dello Sviluppo economico, il presidente Francesco Pigliaru ha incontrato il ministro Federica Guidi per esaminare soluzioni da portare in tempi rapidi all'attenzione degli investitori che hanno manifestato interesse per l'acquisizione dello smelter di Portovesme, a partire da Glencore che, come è noto, ha firmato un protocollo d'intesa con Governo e Regione.
La riunione, che faceva parte degli appuntamenti in agenda, ha riguardato la valutazione degli strumenti compatibili con le regole dell'Unione Europea, a disposizione di Governo e Regione, per conseguire scenari di lungo periodo di approvvigionamento dell'energia elettrica in linea con le condizioni richieste dal mercato europeo per i metalli non ferrosi.
Il confronto ha consentito di individuare concrete ipotesi di lavoro che in breve saranno verificate soprattutto in relazione alla durata di lungo periodo e portate presto all'attenzione degli investitori.  Il Governo ha inoltre informato la Regione che nel frattempo Sideralloys ha continuato il proprio lavoro finalizzato alla raccolta di dati e informazioni utili al fine di adottare in tempi rapidi una decisione riguardante lo smelter di Portovesme

 

FaceBook