Riflessione sulle elezioni in Palestina e la sinistra (Di seguito diffonderemo degli appunti di dibattito)  

Sin dall’inizio abbiamo ritenuto importante la scadenza elettorale, non perché è un segnale di democrazia oppure potrebbe risolvere problemi come quello dell’occupazione sionista in Palestina, ma perché un appuntamento del genere può dare al nostro popolo un momento di riflessione su tutto ciò che riguarda il suo presente ma soprattutto il suo futuro. In questo modo si aprono le strade verso l’autocritica e la correzione della politica, ma anche si rinnova l’impegno storico dei militanti palestinesi verso una Palestina libera e democratica  
Purtroppo quello che succede in Palestina e’ solo al 30% palestinese, e’ molto visibile l’influenza estera, a partire dai grandi giocatori mondiali come il quartetto (Stati Uniti, Europa, Russia e ONU) arrivando alla politica dei paesi arabi nel loro rapporto organico con la realtà palestinese.
Queste ingerenze estere hanno inciso notevolmente sulla vita politica del popolo palestinese, soprattutto in una scadenza come questa.  
Il successo elettorale di Hamas
Non possiamo capire bene le cause che hanno portato alla vittoria schiacciante di Hamas se non analizziamo la realtà palestinese sotto occupazione.  
1-      il voto e’ stato in parte un voto di protesta contro la corruzione dell’Anp : un popolo che vive sotto occupazione in condizioni di vita quotidiana drammatica chiaramente contesta fortemente qualsiasi forma di corruzione.
2-      la gente contestava il modo con il quale sono state condotte le trattative di pace, e soprattutto che in 10 anni non hanno portato nulla di importante per il popolo palestinese .
La politica di fatto delle forze coloniali è stata di favorire una forza religiosa per motivi strategici (vedi le strategie Neocon), bloccando qualsiasi movimento di solidarietà internazionale per creare condizioni di isolamento internazionale spianando la strada a nuove forme di repressione nei confronti del nostro popolo e alla sua resistenza legittima (il console americano a Gerusalemme 2 giorni prima del voto annuncia di aver dato due milioni di dollari a favore di candidati democratici, sempre un mese prima del voto gli stati uniti ed europa minacciavano di tagliare gli aiuti in caso della vittoria di Hamas . Le posizioni israeliane tradizionali fanno di tutto per far apparire la lotta del popolo palestinese come un gruppo di fanatici religiosi), tutto ciò ha contribuito a dare più credenziali a Hamas .
3-      Hamas con il sostegno economico che ha ricevuto ha potuto realizzare delle strutture sociali che hanno contribuito tantissimo all’allargamento della base dei simpatizzanti .
4-      La mancata esperienza dei compagni in campagne elettorali, e la mancanza di risorse economiche ha contribuito a dirottare i voti verso Hamas.    
Autocritica
Non abbiamo
mai pensato in questi tempi duri che la sinistra palestinese avrebbe potuto vincere , ma abbiamo ritenuto sempre che la sinistra dovrebbe avere un ruolo importante e dare il suo contributo politico sociale alla vita del nostro popolo e alla lotta di liberazione nazionale .

Una prima riflessione da fare e’ del come mai la sinistra non ha potuto dirottare i voti di protesta .
Come mai la sinistra si e’ presentata in 3 liste diverse, che ha contribuito tanto a sfiduciare l’area dei simpatizzanti, che volevano un alternativa compatta e credibile riconciliando il programma politico sociale con quello di resistenza contro l’occupante   
C’è da registrare che la sinistra ha ricevuto solamente il voto militante, e non ha potuto rendere popolare i suoi programmi, soprattutto una visione chiara della natura del conflitto, ma anche l’importanza vitale del programma sociale che porta giustizia per i proletari ed evidenzia la lotta di classe ,e l’interesse reale delle masse popolari per un modello di sviluppo alternativo ed antagonista al modello borghese che vige in Palestina .   
La sinistra italiana e la nostra
E’ importante
ribadire che il disguido delle sinistre europee non ha contribuito per nulla alla crescita della sinistra palestinese, la sinistra europea oggi e’ obbligata a riflettere e confrontarsi con le forze di sinistra palestinese per trovare il modo migliore ed programmato verso un mediterraneo dei popoli e cogliamo l’occasione per invitare tutte le forze di sinistra ad articolare un rapporto costruttivo e mirato con la sinistra palestinese .  

Impegnamoci
Da questo momento
in poi è dovere di tutti i compagni di attivarsi alla luce di questo risultato per un autocritica costruttiva ed attivare un dibattito in Palestina e nella diaspora mirato a costruire la casa della sinistra per una societàà giusta, laica e uguale per tutti e per una Palestina libera e democratica .  

Chiarimento
Con il sistema
a metà proporzionale e a metà distrettuale, soprattutto nei distretti, non si valorizza il peso effettivo delle forze politiche. Tanti compagni hanno avuto un alto numero di voti ma non hanno potuto vincere nei seggi dei vari distretti (per esempio  il compagno prigioniero Ahed ha ricevuto 17.000 voti nel suo distretto per pochi voti abbiamo perso, e con questo sistema i voti saranno persi e non possono essere valorizzati politicamente), se si fosse adottato il sistema proporzionale nelle votazioni o sommando semplicemente i voti sicuramente avremo potuto avere più risultati . Dobbiamo riflettere sulla legge elettorale per rendere facendo battaglia per un voto proporzionale che rende chiaro il peso delle forze politiche .   


U.d.a.p  Unione democratica araba-palestinese  
Febbraio 06  

NB Invitiamo tutti a diffondere questa riflessione e siamo lieti di ricevere il contributo di tutti in base a questa riflessione

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