La vicenda dei profughi Eritrei  

Alcune note sulla vicenda del dirottamento aereo avvenuto lo scorso 27 Agosto ’04 dell’aereo che portava un gruppo di 84 eritrei giovani dalla Libia in Eritrea.
La forte emigrazione della gioventù eritrea verso il Sudan ed il proseguimento successivo verso la Libia è impressionante ed il numero difficilmente stimabile. Oramai non è più un mistero che da tempo la Libia è stata trasformata da tempo in un “parcheggio” temporaneo per chi deve raggiungere le coste siciliane, d’altronde basta fare i conti con i continui sbarchi degli ultimi mesi. La Libia da tempo aveva lasciato il libero ingresso agli africani provenienti da diverse parti in quanto li necessitava la manodopera a basso costo.
Negli ultimi 10 mesi, nonostante che il flusso degli arrivi in Libia non sia diminuito, da parte del governo libico ci è stato dato il via ad una vasta campagna di rastrellamento dei “clandestini” che ha portato in prigione di Kufra e Tripoli un numero che va dai 600 agli 800 Eritrei. Dentro queste prigioni, seguito terribili torture inflitte, sarebbero decedute diversi ragazzi Eritrei ed Etiopi. E’ lo  scorso luglio, il governo libico seguito alla forte pressione europea aveva dato inizio alla espulsione dei “clandestini” dal proprio territorio. Due aerei carichi di 187 profughi eritrei, maggioranza dei quali ex-militari sono stati rispediti in Eritrea e consegnati al regime di Asmara. Di loro non si è più saputo nulla dopo il loro arrivo.
Le circostanze che hanno portato all’espulsione dei 84 eritrei la scorsa settimana rientrano in questa campagna che si sta consumando nell’assoluto silenzio, unica “coincidenza” è che questa ultima iniziativa avviene in concomitanza alla visita fatta dal presidente del consiglio Berlusconi a Tripoli.
Va ricordato, che il regime di Isayas, in crisi profonda e senza via di uscita, oggi si trova solo con due amici Gheddafi e la famiglia Berlusconi.
Il dirottamento dell’aereo militare è stato un’azione disperata che questi ragazzi hanno intrapreso affinché non venissero consegnati al regime eritreo, consci della fine che gli attendeva una volta arrivati ad Asmara. Quest’ultimi erano stati presi e caricati in modo selezionato dalle prigioni di Kufra e Tripoli. Una volta partito il volo la sommossa dei disperati ha costretto l’equipaggio dell’aereo a chiedere di atterrare a Khartoum nel Sudan, dove il governo sudanese, ha dato il benestare. Tutti gli eritrei hanno chiesto immediatamente l’asilo politico al governo locale mentre contemporaneamente scattavano le manette contro coloro che avevo dato inizio “materialmente” alla sommossa a bordo. Il governo sudanese si è trovato di fronte ad un ulteriore problema internazionale da affrontare e soprattutto essendo da tempo sotto mira degli americani considerato un paese “canaglia” non poteva che provvedere all’accelerazione di un processo immediato. Di fatti i quindici che sono stati accusati per il dirottamento sono stati condotti davanti al tribunale penale Khartoum per essere giudicati lo scorso 31 agosto. Il giorno successivo è stata approvata la sentenza di condanna per i 15 a cinque anni di reclusione mentre per i rimanenti eritrei l’Alto Commissariato per i Profughi delle Nazioni Unite sta vagliando se riconoscerli lo status di asilo politico.
1 settembre 2004
                                                  Un lavoratore Eritreo

FaceBook