LE PROPOSTE DELLA CUB TESSILI PER I CONTRATTI IN SCADENZA. 


Definire le rivendicazioni a partire dai problemi dei lavoratori. Rivendicare un salario europeo. Lottare contro il precariato e il lavoro nero. Ridurre l’orario di lavoro e aumentare i diritti a tutti i lavoratori. Per la democrazia, elezioni democratiche delle rsu, assemblee vincolanti per decidere sugli accordi. 
La concertazione e la politica dei redditi, portata avanti da cgil-cisl e uil dal 1993 ad oggi, si è rivelata per quello che è : la politica di un reddito solo, quello dei padroni.
Dal 1993 ad oggi i lavoratori hanno perso mediamente l’1% annuo del loro salario, determinato dallo scarto tra l’inflazione reale e quella programmata. 
A questo va aggiunto l’incremento del costo della vita determinato dal passaggio all’euro con tutti gli arrotondamenti al rialzo e gli aumenti determinatisi su prezzi e tariffe. 
Possiamo tranquillamente dire, senza tema di smentita, che dal 1993 ad oggi i lavoratori hanno perso ben oltre il 10% del potere di acquisto del loro salario reale, e ogni giorno che passa fa crescere la perdita in maniera esponenziale. 
Del resto, non a caso, la stessa Banca d’Italia, organo non certo sospettabile di spiccate simpatie per i lavoratori,dichiara che dal 1992 al 2000 le retribuzioni sono diminuite del 5%.
Nel contempo la produttività è cresciuta e le ricchezze prodotte sono andate in una sola direzione, nelle tasche dei padroni e della rendita speculativa. 
I soldi dunque ci sono e devono essere ridistribuiti. 
La questione salariale deve diventare dunque l’asse portante ineludibile di questi rinnovi contrattuali. 
Il governo Prodi e i successivi Governi di centro-sinistra prima e il governo Berlusconi e il centrodestra ora, hanno richiesto e richiedono sacrifici ai lavoratori in nome dell’Europa di Maastricht. 
I lavoratori italiani ,così come gli altri lavoratori europei, hanno solo dato lacrime e sangue per l’Europa , è ora che quest’Europa (quella dei padroni) dia qualcosa a loro!! 
In Europa occorre affermare il principio per cui a uguale lavoro corrisponda uguale salario.
Basti pensare che un lavoratore del settore tessile tedesco, a parità di mansioni, guadagna mediamente 1000 euro in più di un lavoratore italiano e che i salari italiani sono tra gli ultimi dell’Europa, in barba al fatto che il nostro paese appartenga all’elite del G8 , cioè al circolo ristretto dei paesi più ricchi e più potenti del mondo. 
 RIVENDICHIAMO CON FORZA SALARl EUROPEI
-Al primo posto delle piattaforme  per i rinnovi contrattuali poniamo con forza la richiesta di un salario europeo che individuiamo nella misura di € 260 ( pari a circa 500.000 vecchie lire).
Questa richiesta, del resto giustamente avanzata anche da altre categorie, a partire dai lavoratori della scuola, ci consente di porre con la necessaria determinazione la questione salariale sia come strumento di recupero, sia pur minimo e parziale, del salario perso nell’ultimo decennio che come primo momento di recupero, sia pure solo a livello tendenziale, rispetto al salario di altri lavoratori europei, nell’ottica di un allineamento al meglio dei salari europei e dell’apertura di un ragionamento che cominci a porre il problema di una futura contrattazione europea. 
E’ in corso da parte del padronato un feroce attacco teso a ridurre drasticamente e potenzialmente a eliminare tutti i diritti acquisiti dai lavoratori, per arrivare ad avere lavoratori che siano sempre più modellati a uso e consumo delle aziende (massima flessibilità di orario e di mansioni, nessuna garanzia sul posto di lavoro e nessuna certezza sul salario, massima disponibilità a far proprie le esigenze dell’azienda). 
Questa logica che si è affermata in questi anni, purtroppo anche in parti consistenti del movimento dei lavoratori, solo ed esclusivamente grazie all’opera di concertazione praticata nell’ultimo decennio da cgil-cisl e uil, va completamente ribaltata. 
ABOLIZIONE DEL PRECARIATO
Altro punto
importante per le scadenze contrattuali diventa dunque quello dell’abolizione) del lavoro precario verso la trasformazione di questi tipi di rapporti in rapporti di lavoro a tempo indeterminato
Occorre anche prevedere l’assunzione dei lavoratori delle cooperative da parte dell’azienda appaltante, laddove il rapporto intercorrente si configura come un vero e proprio appalto di manodopera. 
Senza questo passaggi e queste assunzioni questi lavoratori, oltre che essere super sfruttati e sottopagati, saranno sempre soggetti a licenziamenti  e saranno sempre utilizzati dai padroni come massa di manovra contro le rivendicazioni e le lotte degli altri lavoratori. 
RIDUZIONE ORARIO DI LAVORO
Altro punto
qualificante dei contratti dovrà essere quello relativo alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, anche nell’ottica della ripresa della vecchia parola d’ordine del “lavorare meno, lavorare tutti” nel quadro di una più generale e complessiva battaglia contro la disoccupazione, che rappresenta la sacca storica da cui i padroni possono attingere “l’esercito di riserva“ da contrapporre ai lavoratori.occupati e alle loro rivendicazioni. In questo quadro è determinante, al di là delle vertenze contrattuali di categoria, una vertenza generale che contenga al suo interno l’obiettivo del salario sociale per i disoccupati. 
NO ALLO SCIPPO DEL TFR
Per il TFR
(Trattamento di Fine Rapporto) e i  fondi pensioni integrative, va rilevato che sono in corso, con il pieno appoggio di cgil-cisl e uil, erazioni tendenti a rendere di fatto obbligatoria l’iscrizione ai fondi pensionistici  di categoria (che stanno dimostrando in Italia e ancor più all’estero dove sono in vigore da anni, un’assoluta inaffidabilità) e l’utilizzo del TFR come strumento di finanziamento per tali fondi. 
Dobbiamo invece rivendicare che il fatto che il TFR è salario differito del lavoratore e non dell’azienda e come tale deve essere messo a totale disposizione di ogni singolo lavoratore, che deve poterlo utilizzare, senza vincoli di sorta, come meglio crede. 
Le pensioni devono essere garantite dallo stato (i fondi ci sono e le prospettive di tenuta anche, a maggior ragione se si incrementa l’occupazione e si elimina il precariato allargando la base contributiva) e non da fondi integrativi categoriali che in realtà sono solo uno dei modi con cui i padroni si comprano (facendola pagare ai lavoratori) la benevolenza e la complicità di cgil-cisl e uil, affidandogliene (alquanto incautamente, anche dal punto di vista del mercato) la gestione. 
Va quindi ribadito che una eventuale adesione a tali fondi, che peraltro noi sconsigliamo caldamente, deve essere assolutamente volontaria e che il contributo salariale che l’azienda versa per i lavoratori aderenti agli stessi, deve essere esteso a tutti i lavoratori a prescindere dalla loro adesione, come parte integrante e ineludibile del salario. 
Infine va riservata una particolare attenzione ai temi della democrazia sindacale in cui dobbiamo chiedere che nei contratti vengano riconosciuti pari dignità e pari diritti per tutti i sindacati e piena democrazia ,anche all’interno dei cancelli delle aziende, per tutti i lavoratori.
Sulla base di queste considerazioni generali possiamo così schematicamente riassumere i punti della nostra piattaforma per i contratti del settore in scadenza: 
PROPOSTE PER IL RINNOVO DEI CONTRATTI  
SALARIO

·       aumento di € 260 uguale per tutti come primo momento di recupero di salario reale rispetto ai danni provocati dalla concertazione e come primo momento di una battaglia per il salario europeo 
LOTTA AL PRECARIATO
·       trasformazione degli attuali contratti a termine in contratti a tempo indeterminato
·       stipula di contratti a termine solo in caso di stagionalità o commesse eccezionali, alla scadenza verifica del turnover e  trasformazione in  tempo indeterminato
·       conversione dei contratti di  formazione lavoro  a scadenza in contratti a tempo indeterminato
·       apprendistato durata massima 18 mesi, limite di età per l’assunzione a 19 anni
·       limitazione del lavoro temporaneo (interinale) alle alte professionalità;
·       co.co.co fatto salve le alte professionalità, trasformazione in rapporto di lavoro dipendente. 
RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI SALARIO

·       riduzione a 35 ore per tutti dell’orario settimanale,
·       32 ore settimanali per le attività più disagiate , a partire dai turnisti
·       abrogazione degli articoli contrattuali relativi alla flessibilità d’orario
·       forme di orario ridotto e flessibile in funzione della cura dei figli o per problemi di particolare gravità
·       Possibilità à di periodi di riposo sabbatico per i lavoratori con la conservazione del posto (per studio, recupero psico-fisico, problemi familiari, ecc… 
LAVORO STRAORDINARIO E NOTTURNO

·       Introduzione del riposo compensativo da effettuare nell’arco del mese con il pagamento della maggiorazione prevista dal ccnl.
·       limite massimo annuale di 70 ore individuale di straordinario volontario e  giustificato
·       ripristino del divieto al lavoro notturno per le donne
·       maggiorazione al 60%  del lavoro notturno
·       orario elastico di almeno trenta minuti al giorno  in entrata e uscita
·       part-time: aumento della % di utilizzo  e senza vincoli  di autorizzazione aziendale 
TFR  E PENSIONI INTEGRATIVE
·       piena Possibilità à di utilizzo, senza limitazione alcuna, del tfr, da parte del lavoratore;
·       versamento della quota salariale equivalente a quella versata dalle aziende ai fondi pensionistici categoriali per tutti i lavoratori, quindi anche per i non aderenti in busta paga
·       assoluta volontarietà dei lavoratori per l’eventuale adesione ai fondi pensionistici integrativi di categoria (il lavoratore deve espressamente richiedere l’eventuale adesione e non dare l’eventuale disdetta) 
DEMOCRAZIA SINDACALE E DIRITTI DEI LAVORATORI

·       uguali diritti e pari dignità per tutte le ooss. presenti nelle aziende, a prescindere dal ruolo di firmatari o meno del ccnl
·       diritto all’indizione di assemblee in capo al singolo delegato rsu
·       diritto di tutte le oo.ss. e a ricevere i contributi sindacali attraverso la trattenuta in busta paga
·       riconoscimento delle rsu quali agenti contrattuali aziendali ed eliminazione della quota “protetta” del 33% riservata ai firmatari del ccnl nelle elezioni
·       diritto dei lavoratori all’informazione gratuita su tutte le vicende contrattuali, distribuzione gratuita del testo del ccnl
·        voto vincolante dei lavoratori sia in fase di presentazione di piattaforme per il ccnl che in fase di approvazione di un eventuale accordo
·       Possibilità à per i lavoratori di riunirsi in azienda al di fuori dell’orario di lavoro
·       norme sanzionatorie del ccnl in caso di atteggiamenti aziendali lesivi della liberta’ e della dignità dei lavoratori
·       diritto alla conservazione del posto in caso di malattia
·       controllo della mobilità selvaggia all’interno delle aziende, vincolandola a parametri certi (la mobilità deve essere giustificata da situazioni non prevedibili e perlomeno giornaliera)
·                 maternità anticipo del 100% a carico dell’azienda
·       malattia pagamento del 100% del salario dal primo giorno   
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