Itam di Pioltello: dopo il 18 luglio partono 55 lettere di licenziamento 

La Itam di Pioltello (130 dipendenti, produce da 30 anni tessuto per costumi da bagno) ha avviato la procedura per licenziamenti collettivi che scade il 18 luglio.
La situazione di crisi del mercato è pesante e le scelte della proprietà hanno contribuito a peggiorare la situazione con decisioni gestionali sbagliate e anche con l’acquisto di materiali scadenti. La Itam di Pioltello dopo 2 anni di cassa integrazione ordinaria consumata troppo rapidamente per assurde scelte aziendali è arrivata al tavolo della Confindustria proponendo prima l’uso della cassa integrazione straordinaria (i lavoratori restano iscritti a libro matricola e perciò dipendenti a tutti gli effetti). Ma non c’erano i presupposti giuridici e a quel punto hanno deciso i licenziamenti collettivi. I lavoratori, le RSU e le organizzazioni sindacali hanno tentato di contestare queste scelte coinvolgendo la popolazione e le istituzioni. Si sono realizzate oltre 20 ore di sciopero, presidi alle portinerie, volantinaggi al mercato e il 7 luglio un rumoroso e partecipato presidio davanti alla Assolombarda con 8 ore di sciopero.
Martedì 13 luglio dalle ore 21 si terrà presso l’aula consigliare del comune di Pioltello una assemblea per decidere le ulteriori iniziative di lotta e la gestione della fase finale della procedura.
Giovedì 15 luglio si terrà presso la Agenzia Regionale per il Lavoro l’incontro per verificare la Possibilità à di un accordo oppure ratificare il mancato accordo.
La vertenza non si concluderà con l’invio delle lettere di licenziamenti e la CUB invita i lavoratori e le lavoratrici ad impugnare i licenziamenti e mette a disposizione il propri uffici vertenze legali (ogni Mercoledì ì dalle 17 in poi in sede a Cassina de’ Pecchi).
La vertenza continuerà sul piano legale e sul piano della lotta si potrà costituire un comitato dei lavoratori licenziati della Itam appoggiato dalle realtà sociali che si rendano disponibili in modo d’affrontare collettivamente la drammatica situazione a cui dovranno far fronte le famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici che si troveranno ingiustamente colpiti dal provvedimento di licenziamento.
La CUB di fronte alla crisi del mercato e dell’azienda (e delle difficoltà in cui ritroveranno anche quelli non licenziati ma senza chiarezza sul futuro) non cambia opinione sui licenziamenti sbagliati e illegittimi.
Si possono usare strumenti alternativi come i contratti di solidarietà che consentirebbero la prosecuzione dei rapporti di lavoro e nei prossimi due anni forse si esce dalla crisi economica. I licenziamenti sono illegittimi e sbagliati perché non c’è un nesso tra quelli che saranno licenziati e la crisi del mercato o il calo delle commesse. Peraltro la Itam in Molise qualche anno fa ha aperto uno stabilimento e incassato fondi pubblici, non ha pagato tutti gli stipendi, ha ottenuto la cassa integrazione straordinaria e .. forse riapre l’attività a settembre.
La direzione ha tenuto atteggiamenti discriminatori verso la CUB, sindacato maggiormente rappresentativo e presente nel CNEL e nella RSU della Itam, infatti non ha voluto dare le informazioni previste dalle leggi rifiutando gli incontri.
La CUB invita i lavoratori e le lavoratrici a continuare le iniziative al fine di far saltare le manovre padronali e i licenziamenti.
Lì, 9 luglio 2004

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