Licenziamenti Océ (BMG Ricordi): conclusa ieri 18 febbraio 2004 in Unione Grafici con accordi individuali la vertenza.


Ancora una volta la direzione con gli incentivi ha trovato il modo per ridurre l’occupazione. Un ultimo lavoratore è ancora in trattativa con gli avvocati. 
Le multinazionali con le esternalizzazioni puntano a ridurre i costi passandosi il lavoro e i lavoratori e poi ad ogni rinnovo si rimettono in discussione da una parte i margini di profitto e i costi e dall’altra, sulla testa dei lavoratori, l’occupazione e le condizioni di lavoro.
Nel caso appena concluso BMG Ricordi ha ritirato in casa il lavoro provocando il licenziamento dei 6 lavoratori. Nel frattempo aveva già assunto dalle liste degli invalidi un giovane meno costoso (a paga base sindacale) e poi probabilmente userà la cooperativa per far fare il lavoro che facevano i 6 licenziati.
Océ B.S. ha, per la prima volta, avviato i licenziamenti collettivi provocando un mese di agitazione, assemblee e per la prima volta era in preparazione uno sciopero di protesta che avrebbe coinvolto tutte due le societàà.
All’ultimo momento comunque ancora una volta con gli incentivi è riuscita a spuntarla coinvolgendo i singoli alla trattativa.
La lezione che dobbiamo trarne: questa volta siamo stati costretti ad entrare in campo all’ultimo minuto con i licenziamenti avviati, già in corso. L’opera di soccorso, le alternative sono difficili all’ultimo momento. In Ocè B.S. nei prossimi mesi sono in scadenza diversi contratti e il rischio di non rinnovare e/o di rinnovi al ribasso non può essere cancellato.
Per queste ragioni è necessario rafforzare e coordinare ad un livello più alto la presenza sindacale con le iscrizioni e con la elezione dei delegati sindacali.
La linea della direzione aziendale è chiara, ed è quella dei licenziamenti.
La Possibilità à di costruire una alternativa passa dai rapporti di forza, dall’unità e dalla Possibilità à di prevenire, di portare avanti la discussione prima che avvenga il patatrac, la rescissione del contratto.
La direzione sceglie la linea di coinvolgere un posto di lavoro per volta e di colpire, di colpevolizzare i lavoratori lì presenti.
Dobbiamo evitare di farci incastrare in questo angolo e discutere a tutto campo e prevedere anche strumenti alternativi: la riduzione d’orario, i contratti di solidarietà e la mobilità da centro a centro. 
La CUB Informazione continuerà le iniziative e si rende disponibile al confronto per trovare la strada migliore per evitare il ripetersi di vicende come questa.
Le gambe su cui può camminare l’alternativa passa dall’impegno individuale e collettivo. 
Dobbiamo aprire un tavolo di trattativa per concordare in tempi brevi le necessarie assunzioni nei siti dove l’organico è carente: Bolzano, Firenze, La Spezia, Vibo Valentia, Comerio (Va). 
Lì, 19 febbraio 2004 
                                                                        CUB-Informazione

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