L'intera Alitalia Servizi deve tornare in Alitalia, questo è ciò che chiedono i lavoratori di AZ Servizi e di Alitalia

 

Ciò è necessario se si intende rilanciare la compagnia e non ridimensionarla per farne una low cost al servizio di questo o quel colosso aereo europeo o extra europeo.  
È L’OBIETTIVO PIÙ IMPORTANTE
DI UNA PIATTAFORMA DI LOTTA CREDIBILE E CONDIVISA

Dopo aver abdicato in maniera vergognosa sulla privatizzazione di Alitalia, i soliti politici e sindacalisti del settore approvano la vendita della compagnia e continuano a dare il loro avallo alla creazione di societàà più o meno partecipate da Az.
EPPURE È CONTRO LA FRAMMENTAZIONE CHE RISIEDE
IL NODO CENTRALE DI QUESTA VERTENZA.

Il “riassetto societàario” è la soluzione individuata da Tremonti, sottoscritta il 6 maggio 2004 da tutte le OO.SS. tranne che dalla Cub Trasporti: una trovata per rendere appetibile la nostra compagnia ad Air France, scaricando il personale di terra (“il piombo nelle ali!”) dal core business di Alitalia.
E’ stata una deriva che ha cambiato completamente lo status di Alitalia, ipotecando l’handling, le manutenzioni, il call center, l’amministrazione, il settore informatico, le merci, ecc., pur di rendere…snella e attraente la nostra Compagnia.
Pesantissime, dunque, le responsabilità à delle organizzazioni sindacali e delle associazioni professionali che hanno condiviso questo disegno, hanno sottoscritto decine di accordi, intese e protocolli sia con l’azienda che con i vari Governi,  fino a diventare, coscienti o meno, sponsor e paladini a tutti gli effetti del ridimensionamento e della frammentazione dell’Alitalia.
Tutto ciò era molto chiaro fin dal 2003 (Berlusconi: “In Alitalia lavorano il doppio dei lavoratori necessari, cioè ci sono 10.000 lavoratori in più!”) con l’unica incertezza sull’improbabile rientro in Alitalia del solo settore delle manutenzioni: una assicurazione che il sindacato ha tentato di spuntare “in extremis” più per garantirsi il ricco portafoglio di tessere ed il monte ore di distacchi sindacali che per dovere di tutela della categoria, ormai interamente abbandonata e sacrificata in nome di fideistiche e ideologiche scelte liberiste e filo-padronali.
E’ invece l’intero progetto di smembramento, di creazione di societàà più o meno partecipate da AZ che dovrebbe essere rimesso in discussione senza quei tentennamenti e quei cedimenti (…firme e firmette!)  delle 9 sigle che hanno pesantemente compromesso l’esito della nostra vertenza.
Solo una mobilitazione straordinaria, incentrata su chiari e qualificanti obiettivi, potrebbe rimettere in discussione il drammatico epilogo in programma per la nostra categoria: servirebbe una determinazione ed una convinzione che finora però non si è mai riscontrata nei comportamenti e nelle scelte effettuate dalle altre OO.SS. durante tutta la vertenza. Questo nonostante la categoria avesse dimostrato sempre la sua disponibilità a partecipare e rilanciare le lotte. Un atteggiamento quello delle 9 sigle che, purtroppo, viene ancora confermato nel mancato accoglimento nella piattaforma di lotta delle istanze dei lavoratori contro lo smembramento.
NON CONTINUARE AD IPOTECARE IL TUO FUTURO
DAI FORZA ALLA CUB Trasporti


ROMA 19-1-07                                                                                 C.U.B. TRASPORTI

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