IL GOVERNO PRODI PROSEGUE ED ULTIMA LA PRIVATIZZAZIONE DI ALITALIA: UNA DECISIONE VARATA NELLA PRECEDENTE LEGISLATURA E FINALIZZATA DAL NUOVO ESECUTIVO - NO DELLA CUB ALLO SPEZZATINO PRIVATIZZATO - si prepara la mobilitazione dei lavoratori

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IL GOVERNO PRODI PROSEGUE ED ULTIMA LA PRIVATIZZAZIONE DI ALITALIA:  UNA DECISIONE VARATA NELLA PRECEDENTE LEGISLATURA E FINALIZZATA DAL NUOVO ESECUTIVO

Vertenza Alitalia

UNA PERICOLOSA SCELTA CHE RIBADISCE LA VOLONTÀ BIPARTISAN  DELLA POLITICA ITALIANA DI CANCELLARE L’INTERVENTO PUBBLICO NELL’ECONOMIA ED IN PARTICOLARE NEL COMPARTO AEREO

Prosegue la stagione delle privatizzazioni nel nostro Paese ed in particolare nel Comparto Aereo italiano.
Dopo la privatizzazione degli aeroporti italiani (…un caso più unico che raro in Europa!) è la volta dell’Alitalia: quanto prima il Governo Prodi avvierà una sorta di bando pubblico per favorire l’investimento di privati che dovranno acquistare il 30,1% (…e lanciare la conseguente O.P.A.) del pacchetto azionario della ex-Compagnia di Bandiera tuttora nelle mani pubbliche (49,9%).
Sono molti gli esponenti politici ed istituzionali che hanno espresso la preferenza verso acquirenti “italici…” (come se il made in italy fosse una garanzia di rigore, di etica o di estraneità a operazioni di natura meramente speculativa) MA A TUTT’OGGI LA PIÙ ACCREDITATA SEMBRA ESSERE AIR FRANCE, così come è sempre stato negli ultimi 3 anni!
Nonostante la promessa pre-elettorale di avviare, ancor prima di qualsiasi intervento sugli assetti proprietari, il risanamento della Compagnia, il Governo in continuità con il precedente Esecutivo (vedi l’accordo firmato da Fini-Tremonti con le 9 sigle il 6-5-04 sull’avvio della privatizzazione di AZ) decide di ritirare la mano pubblica dall’Alitalia.
Il tutto si fa prima di riuscire a varare un progetto di rilancio della Compagnia e, come promesso, a sterzare rispetto al ridimensionamento nonchè alla frammentazione dell’Alitalia che, invece, restano ancora all’ordine del giorno, come le societàarizzazioni dell’amministrazione, dell’informatica e del call-center, come la vendita dell’handling e come la polverizzazione delle manutenzioni.
Pur tuttavia sono in molti a plaudire alla scelta di privatizzare l’Alitalia: una scelta effettuata dal Governo in assoluta autonomia di giudizio, senza che venisse imposta né dall’Europa né dalle sue regole sulla libera concorrenza. al contrario di quanto affermano falsi profeti e improvvisati esperti!
La UE consente, infatti, investimenti dello Stato a patto che questo si comporti come un imprenditore privato che intende rilanciare la propria azienda e che, quindi, tenta di trarre profitto per il suo investimento di capitale (cosa ben diversa dall’Aiuto di Stato che rappresenta una sorta di intervento a fondo perduto!).
Inoltre, proprio per la sua funzione sociale, sono consentiti tempi più lunghi per il rientro dell’investimento effettuato, in un’ottica di mercato, da un soggetto pubblico!
Peraltro ad Alitalia, oggi, manca solo un serio Piano industriale di rilancio e un management capace non certo la liquidità, il mercato, le professionalità.
- Plaude Montezemolo a nome di Confindustria, auspicando che la privatizzazione dell’Alitalia, e quindi il ritiro della mano pubblica dal ricco mercato del Trasporto aereo italiano, rappresenti il primo passo di una più generale e complessiva manovra finalizzata alle totali dismissioni dei gioielli di Stato.
- Plaude Epifani confermando la totale disponibilità della Cgil a concertare con il Governo-amico-suo quelle scelte che pur senza contenere alcuna garanzia per i lavoratori del comparto non determinano in sé il rilancio del settore e dell’azienda.
- Plaude Bonanni che a nome della Cisl (vedi La Repubblica del 4-12-06) vede nella privatizzazione dell’Alitalia l’occasione per rilanciare l’azionariato dei dipendenti (…magari favorito da qualche rinuncia sugli aumenti contrattuali!) in modo da provare a riproporre un  modello  (in Italia già fallito sul nascere) basato sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende ma anche finalizzato a garantire qualche poltrona nel Consiglio di Amministrazione (come avvenuto in passato in Alitalia e come avviene oggi nei fondi pensione privati) a questo o a quel rappresentante dei lavoratori.
- Plaudono i rappresentanti di questa o quella corporazione che, pur sapendo di essere nel mirino di chi si è già pronunciato “sull’intenzione di tagliare i salari di Assistenti di Volo e Piloti per livellarli alle medie delle altre compagnie italiane”, tentano di far buon viso a cattivo gioco pur di riuscire a garantirsi quelle rendite di potere e quei privilegi.
La Cub Trasporti ritiene che l’Alitalia sia un bene pubblico e tale dovrebbe restare, a tutela dell’interesse collettivo e del rilancio di un settore strategico dell’economia del nostro Paese nonché a difesa delle condizioni dei lavoratori che saranno presto pesantemente colpite dai processi in atto.
Il ricco mercato del trasporto aereo italiano ha le potenzialità per consentire la sopravvivenza ed il rilancio di un vettore come l’Alitalia a patto che si svincoli la Compagnia dal sottobosco di intrecci politico-sindacali-clientelari in cui è precipitata.
Grave ed avvilente è la totale capitolazione culturale e politica delle dirigenze partitiche e sindacali coinvolte in questa vicenda che candidamente ammettono di non essere in grado di saper gestire e tutelare un’azienda pubblica.
Costoro, che ricordiamo essere eletti per operare per il bene collettivo, abdicano alla loro funzione e plaudendo passano la mano ai privati. Vergogna!
Chi oggi sostiene e avalla le politiche di privatizzazione dell’Alitalia, chi oggi addirittura contro il mandato dei lavoratori acconsente alla sua frammentazione e alla nascita di societàà più o meno partecipate da AZ è di fatto difensore di interessi altrui e comunque molto lontani da quelli della categoria.
A TALE PROPOSITO RIVOLGIAMO UN APPELLO A TUTTI I COLLEGHI AFFINCHÈ NON DIMENTICHINO LE ENORMI RESPONSABILITÀ DI QUELLE 9 SIGLE SINDACALI CHE NEGLI ULTIMI 10 ANNI, INVECE DI CONTRASTARE POLITICI E DIRIGENTI AZIENDALI RESPONSABILI DELLO SFASCIO, FIRMA-DOPO-FIRMA HANNO COLPEVOLMENTE SOTTOSCRITTO CON LORO IL PROGETTO DI SMANTELLAMENTO E LIQUIDAZIONE DELL’ALITALIA, DETERMINANDO COSÌ PER LA NOSTRA COMPAGNIA L’EPILOGO EVIDENTE.

Dai forza alle tue idee…iscriviti alla Cub Trasporti


La Cub Trasporti presto indirà una prima MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI ALITALIA
contro la liquidazione, contro lo smembramento della Compagnia e per il ritiro immediato di tutte le cessioni delle attività di terra a partire da quelle già avviate.


Roma 7 dicembre 2006                         
CUB Trasporti
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