Metalmeccanici : il 6 novembre 2006 Raffaella è stata licenziata perché prolungava la pausa per andare a prendere la figlia di 11 anni all’uscita da scuola.

 
In Italia, in fabbrica vale di più il rispetto della costituzione e il dovere di non abbandonare i minori, la responsabilità à verso i figli o la produzione e l’ordine di servizio o l’accordo sindacale sul nuovo orario anche se l’azione della lavoratrice non procura nessun danno reale?
La eliminazione dal processo produttivo delle donne con problemi di gestione dei figli, della famiglia è la strada per costruire un mondo migliore? L’Europa chiede che ai paesi membri, alle istituzioni, alle associazioni padronali e sindacali che si diano strumenti per favorire l’aumento della occupazione femminile e in questo contesto si può continuare a tollerare licenziamenti che danno l’esempio alla altre donne che nel processo produttivo c’è poco spazio per loro e men che meno c’è n’è quando la scarsità di servizi chiedono alle donne di garantire la crescita dei figli e la cura dei propri cari.
Il licenziamento è stato messo in atto dalla IPC divisione Faip con 180 dipendenti di Vaiano Cremasco (Cr).
A gennaio ’06 con la riduzione della pausa  da 1 ora e mezza a 1 ora veniva proposto un accordo capestro alla lavoratrice che accettava sino alla fine dell’anno scolastico di utilizzare i permessi e la riduzione dell’orario per continuare ad andare a prendere all’uscita da scuola la figlia e riaccompagnarla a casa per non lasciarla in strada.
A settembre il problema si è ripresentato e la direzione ha proceduto con diverse e ripetute lettere di contestazione e sanzioni disciplinari in crescita. Nonostante il nostro sindacato FLMUniti-CUB in appoggio alla lavoratrice abbia dichiarato uno sciopero la direzione ha continuato con altre lettere di contestazione fino al licenziamento. La lavoratrice, è il caso di precisare, non ha parenti nelle vicinanze ed è divorziata quindi è nella necessità di cavarsela da sola. E certamente il licenziamento, la perdita di stabilità economica rischia di incidere sulla loro situazione.
Il sindacato FLMUniti-CUB sosterrà la lavoratrice non solo con le azioni legali con l’obiettivo di farla rientrare al proprio posto di lavoro.
Ma crediamo che la solidarietà verso la donna ingiustamente colpita e le azioni per la soluzione positiva per la lavoratrice debbano essere messe tutte in campo per non dare spazio all’azione dell’ impresa che colpisce una lavoratrice  e dà un segnale negativo non solo all’interno verso i lavoratori e le lavoratrici della azienda, del gruppo ma anche a livello più generale.

Lì, 22 novembre 2006
FLMUniti-CUB
Crema
– via Rampazzini, 12/d - tel. 0373203158 fax 1782268426
Castelleone – via Bressanoro, 66 – 0374 58393

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