SANITA'- Il problema degli arretrati e dei contratti in ritardo di ben 29 mesi nella Sanità privata, Assistenza, Coop. Sociali sono il risultato della pratica concertativa (la politica dei redditi) avviata nel 93 da cgil-cisl-uil con governi e padroni.

 
Gli arretrati e dei contratti in ritardo di 29 mesi nella Sanità privata, Assistenza, Coop. Sociali sono il risultato della pratica concertativa (la politica dei redditi) avviata nel 93 da cgil-cisl-uil con governi e padroni.

Una politica dei redditi rivelatasi infine essere la politica di un solo reddito… quello dei padroni.
 
quindi non solo arretrati, ma consistenti aumenti delle nostre retribuzioni !

Dal 93 ad oggi il potere di acquisto del salario dei lavoratori è notevolmente diminuito e ogni giorno che passa diminuisce ulteriormente. Nel contempo la produttività è cresciuta e le ricchezze prodotte sono andate in una sola direzione, nelle tasche dei padroni e della rendita speculativa.
I soldi dunque ci sono e devono essere ridistribuiti ai lavoratori.
La questione salariale deve diventare dunque l’asse portante dei rinnovi dei i Contratti Nazionali di lavoro a partire da quelli del nostro settore.
Cgil-cisl-uil da mesi affermano che i padroni delle cliniche e delle Case di Riposo si stanno arricchendo alle spalle dei lavoratori e degli Utenti ma in Sanità e Assistenza grazie alla loro politica rinunciataria non si rinnovano i CCNL o quando si rinnovano gli aumenti sono ridicoli e si peggiorano le condizioni di lavoro.

Il giochetto dello sciopero sugli arretrati, serve a preparare l’ennesima svendita sul salario e a tentare di impedire ai lavoratori di cogliere l’elemento centrale della situazione rappresentato dal ruolo negativo svolto dai sindacati tradizionali che hanno da tempo rinunciato ad una politica sindacale di tutela effettiva dei diritti dei lavoratori.

Nonostante tutto molti lavoratori si stanno rendendo conto che quei miseri e tardivi rinnovi dei contratti, sono il risultato di una politica sindacale che produce precarietà, peggiori condizioni di lavoro, scippo dei diritti e che gli arretrati sono solo l’esca avvelenata di questa politica.

Sempre più lavoratori di Sanità, Assistenza, Coop. Sociali si stanno organizzando nella CUB
, per contribuire alla costruzione del Sindacato di Base che assicuri una efficace tutela dei loro diritti.

Rivendichiamo salari europei
Per recuperare il potere di acquisto perso occorre raggiungere i salari europei. In Germania un lavoratore pari mansioni, guadagna c/a 1000 euro in più di uno italiano. I nostri salari sono tra gli ultimi d’Europa. Poniamo quindi con forza la richiesta di € 250 mensili uguali per tutti,

Difesa della salute
Ripristino di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, come previsto Art. 40/41 della Costituzione e art. 9 Legge 300/70 (statuto dei lavoratori), tutela di quei lavoratori che a causa della gravosità del nostro lavoro, hanno riportato problemi che li mettono in condizioni di svantaggio fisico rispetto ad altri. Riconoscimento ai fini pensionistici della gravosità di un lavoro usurante.

Lavoro stabile e tutelato per tutti
Eliminare il lavoro precario. Trasformare i contratti a termine, in contratti a tempo indeterminato per far si che questi lavoratori non siano “perennemente” in prova , ricattabili e senza garanzie.

Re-internalizzare i servizi oggi in appalto (pulizie, mense, ASA, Infermieri e servizi vari)
I servizi in appalto costano di più, rendono meno, spesso sono illegittimi e contro la legge. Il fenomeno è ampio. Chiediamo la ri-assunzione degli esternalizzati da parte delle aziende !

No allo scippo del TFR

Per il TFR è in arrivo dal 1 gennaio, con l’accordo di cgil-cisl-uil, lo scippo a favore dei i fondi pensione. Cub Sanità rivendica la cancellazione del silenzio assenso e che il TFR in quanto salario differito del lavoratore deve essere messo a sua totale disposizione per poterlo utilizzare, senza vincoli di sorta, come meglio crede.

Diritti sindacali

Democrazia nei luoghi di lavoro a partire da quella sindacale e dall’elezione diretta di tutti i delegati delle Rsu senza la famigerata riserva di 1/3 a favore di cgil-cisl-uil, potere decisionale dei lavoratori sulle rivendicazioni, gli accordi e la composizione della delegazione trattante.

Diritto di sciopero
Ripristinare il pieno diritto Costituzionale di sciopero, da un decennio messo in discussione dalle normative volute con forza dalle lobby padronali, ulteriormente limitato delle varie Commissioni di garanzia e vigilanza, spesso scippato anche dalle “regolamentazioni” contenute nei Contratti Nazionali di lavoro o dai vari e ulteriori accordi regionali o aziendali firmati da cgil-cisl-uil.

Milano 23-11-06

 

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