Vertenza Alitalia: Il comparto di terra della Compagnia non deve essere liquidato - No alle terziarizzazioni ed alle societàarizzazioni

Vertenza Alitalia: No alle terziarizzazioni ed alle societàarizzazioni

Il Governo deve rinegoziare le condizioni dell’alleanza AZ-AF ed imporre la tutela sia delle attività che dei lavoratori di terra della Compagnia Non è certo una novità l’indiscrezione pubblicata il 18-8-06 sul quotidiano transalpino Le Parisien in merito alla possibile ed imminente annessione dell’Alitalia ad Air France.
Il progetto di “spingere” l’alleanza commerciale tra i due vettori fino alla sostanziale fusione delle due Compagnie è stato uno dei cardini (…una chiave di volta ignorata colpevolmente dalle altre OO.SS.) del Piano presentato da Mengozzi e poi ripreso e perfezionato da Cimoli …con il plauso dell’A.D. di Air France, Spinetta (inserito fin dal 2003 nel CdA dell’Alitalia!) ai licenziamenti-sacrifici-tagli-smembramento subiti dalla nostra Compagnia.
Anche lo scambio industriale su cui si starebbero per accordare il Governo italiano e quello francese non è una novità nella sostanza: oggi (Governo Prodi) secondo il quotidiano Le Parisien sarebbero in ballo l’Alitalia e l’energia (…la vicenda Enel-Suez-Electrabel) mentre ieri (Governo Berlusconi), secondo quanto denunciato il 7-5-04 dal Presidente dell’Aduc, l’Alitalia sarebbe stata scambiata con alcune commesse sulla TAV Lione-Torino-Milano-Venezia-Trieste-Kiev.
CIÒ CHE SOPRATTUTTO MINACCIA I LAVORATORI E IPOTECA IL LORO FUTURO È LA DECISIONE DI LIQUIDARE IL SETTORE DI TERRA DELLA COMPAGNIA: SPEZZETTARLO IN NUMEROSE societàÀ PIÙ O MENO PARTECIPATE AZ PER DISFARSENE IL PIÙ RAPIDAMENTE POSSIBILE.
A tale proposito pesantissime sono le responsabilità à delle 9 sigle che hanno accettato e sottoscritto il 6-5-04 il “riassetto societàario” della Compagnia e la sua privatizzazione.
Enormi le colpe delle 8 sigle che hanno ratificato il 5-10-04 la creazione della Best e della Bad Company, firmando così l’avvio del processo di destrutturazione della Compagnia e di dismissione del comparto di terra dell’Alitalia.
D’altra parte come denunciato dalla Cub Trasporti (vedi Comunicato del 18-5-04 “Air France ordina: 10.000 lavoratori in meno. Alitalia esegue!”) la dismissione del comparto di terra dell’Alitalia è un pericoloso diktat che il vettore francese tenta di imporre alla nostra Compagnia da diversi anni, come si evince dal sottostante stralcio di documento della Compagnia transalpina pubblicato dalla Cub-Trasporti già nell’autunno del 2004:
…“Le reste des synergies serait le resultat de réductions de couts générées essentielment par des économies d’échelle -(mise en commun d’achats de piéces dètachées ou de carburant, services de restauration communs…-. Les autres economies devraient venire de la suppression des doubloons entre le deux companies (centre d’appel et de reservation, systémes informatiques, destinations communes des vols long-courrier, maintenance)…”.
“…Il resto delle sinergie saranno il risultato delle riduzioni dei costi generato essenzialmente dai risparmi di scala – acquisti in comune di pezzi o di carburante, servizi in comune…-. Gli altri risparmi arriveranno dalla soppressione dei doppioni tra le due compagnie (centro prenotazioni, sistemi informatici, destinazioni comuni dei voli di lungo raggio, manutenzioni)…”.
E’ ARRIVATO IL MOMENTO CHE IL NEO-ELETTO GOVERNO IMPRIMA UNA STERZATA A QUESTA PERICOLOSA DERIVA (vedi il comunicato della Cub Trasporti del 9-8-06: “Il Ministro del Tesoro Padoa Schioppa prosegue l’intervento dell’ex-Ministro delTtesoro Tremonti”).
E’ NECESSARIO CHE IL GOVERNO IMPONGA IL RITIRO DEL PIANO DI SMEMBRAMENTO DELLA COMPAGNIA ED INTERVENGA AFFINCHÉ NON VENGA LIQUIDATO IL SETTORE DI TERRA DELLA COMPAGNIA. Un atto doveroso e necessario sia nel caso che arrivi in porto la fusione con Air France sia che la scelta ricada su altri partner (…è dell’ultima ora la notizia di una possibile riconsiderazione del patto con Lufthansa!).

In caso contrario si confermerebbe l’assoluta mancanza di volontà politica di tutelare il futuro del trasporto aereo italiano: sarebbe la cronaca di un pericoloso stillicidio industriale che, attraversando diverse legislature, travolgerebbe l’ennesimo settore strategico dopo aver colpito gran parte del sistema produttivo italiano. Altro che terziarizzazioni e societàarizzazioni delle attività di terra della Compagnia.
Altro che dismissioni!
TUTTO CIÒ DEVE ESSERE FERMATO! Ancor più assurda risulterebbe la cessione delle attività e lo smembramento del comparto di terra se venisse confermata l’ipotesi rivelata dal quotidiano Libero del 19-8-06 per cui il “Governo pensa ad una super holding nella quale far confluire tutte le reti ed i sistemi di collegamento del Paese”.
In tal caso, infatti, la cessione e/o la creazione di societàà più o meno partecipate da AZ nelle attività dell’informatica, del call-center, dell’amministrazione, ecc, rappresenterebbero un regalo a chi vuole già da ora assicurare la propria presenza nella suddetta holding: una pratica affaristica che non promette nulla di buono per i lavoratori…
La Cub Trasporti quanto prima proseguirà il proprio intervento contro il disegno di smembramento e liquidazione del comparto di terra della Compagnia chiamando l’intera categoria alla mobilitazione:
un percorso peraltro intrapreso da tempo e proseguito nell’ultimo periodo nell’informatica, nel call-center e nell’amministrazione (…i primi settori ad essere dismessi!) . con l’avvio delle procedure per l’elezione delle R.S.U (Rappresentanze Sindacali Unitarie) con cui i lavoratori potranno dotarsi di una rappresentanza diretta e realmente democratica.

Roma, 23 Agosto 2006

C.U.B. TRASPORTI

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