LA CUB RILANCIA LA MOBILITAZIONE: “LA CRISI NON DEVONO PAGARLA I LAVORATORI”

Milano, 27 maggio 2021 - Per archiviare qualsiasi ipotesi di prolungare il blocco dei licenziamenti è intervenuto direttamente il premier Draghi che ne ha confermato il termine ultimo alla fine di giugno 2021: “Proprio mentre il buon senso e un pizzico di responsabilità sociale imporrebbero che il blocco dei licenziamenti venisse prorogato almeno fino all’uscita dalla crisi innescata dalla pandemia – dichiara Marcelo AMENDOLA, Segretario Nazionale CUB - non ci sarà nemmeno la proroga alla fine di agosto o a dicembre, le due moderatissime proposte del ministro Orlando e di Cgil Cisl e Uil. Confindustria che è riuscita fin qui ad incanalare verso le casse delle aziende circa l’80% dei finanziamenti pubblici erogati dallo Stato dall’inizio della pandemia, ha alzato la voce e Draghi ha scelto di obbedire ai suoi diktat, confermando così la vera natura del “Governo dei migliori””.

“A questo si aggiunge – prosegue Marcelo AMENDOLA – la discussione in corso sulla proposta di alleggerire il codice degli appalti attenuando i controlli previsti nell’assegnazione e nell’esecuzione delle opere pubbliche, liberalizzando il subappalto e reintroducendo le gare al “massimo ribasso” che hanno prodotto solo lavoro precario, abbassamento dei salari e crescita dei profitti.

E’ del tutto evidente che qui non si tratta di semplificare il percorso burocratico nell’aggiudicazione delle gare ma di assegnare e distribuire nel modo più veloce e diretto possibile la montagna di soldi in arrivo con il Recovery Fund, in barba a qualsiasi tutela per i lavoratori e senza alcuna garanzia di trasparenza nell’aggiudicazione ed esecuzione degli appalti pubblici, in un Paese in cui le infiltrazioni della malavita organizzata sono tutt’altro che sconfitte. Lo stillicidio di morti sul lavoro dovrebbero indurre il Governo a varare ben altre misure”.

“Con tali iniziative Draghi e il suo Governo rendono palese – conclude il leader della CUB - quale sia la sua vera natura e di che tipo siano le riforme che il Governo intende attuare. Per questo la Cub ritiene urgente e doveroso rilanciare la mobilitazione non solo contro l’abolizione del blocco dei licenziamenti e la cancellazione del codice degli appalti ma per imporre una nuova agenda: Welfare, pensioni, lavoro stabile, sanità, scuola, trasporti ed edilizia popolare”.

 

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