I l fatto non sussiste: assolti 57 autoferrotranivieri di Trieste accusati di interruzione di pubblico servizio

Giovedì 13 marzo, si è conclusa la vicenda giudiziaria che vedeva indagati dalla Magistratura Triestina, 57 autoferrotranvieri dipendenti della Trieste Trasporti Spa, che erano stati accusati di interruzione di pubblico servizio, a seguito della protesta attuata il 2 e il 3 gennaio del 2001, che aveva causato il blocco totale del trasporto pubblico locale della città di Trieste per due giorni consecutivi.

Oggi dopo oltre due anni, di comprensibile preoccupazione tra i lavoratori – che rischiavano di essere condannati fino ad un anno di carcere - è stata emessa la sentenza definitiva, nella quale viene ribadita l’assoluta infondatezza della tesi sostenuta dall’accusa.

Il Giudice Dott.ssa Barresi, ha addirittura ritenuto superfluo, procedere all’interrogatorio dei testi indicati dalla difesa degli indagati ed ha inoltre respinto la richiesta del Pubblico Ministero Dott. Milillo, che chiedeva comunque un’assoluzione, poiché convinto che il fatto non costituiva reato.

Accogliendo la richiesta avanzata dal collegio dei legali della difesa, IL MAGISTRATO HA ASSOLTO GLI INDAGATI CON LA FORMULA PIU’ AMPIA, PREVISTA DAL NOSTRO ORDINAMENTO GIUDIZIARIO, PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

La sentenza odierna sancisce in modo inequivocabile, il fallimento del tentativo di criminalizzare le lotte dei lavoratori e le Rappresentanze Sindacali di Base non possono che esprimere grande soddisfazione, per l’esito del processo, che già costituisce un segnale inequivocabile nei confronti di tutti quei soggetti che a livello locale così come a livello nazionale, pensano ancora di poter utilizzare la Magistratura per reprimere le proteste e le giuste rivendicazioni dei lavoratori.

Le RDB-CUB rivendicano l’impegno profuso nel corso dell’intera vertenza, che ha saputo coinvolgere tutti gli autoferrotranvieri italiani con ben due scioperi e con altrettante manifestazioni nazionali di solidarietà, che sono state organizzate unitariamente assieme alle altre Organizzazioni Sindacali di Base Italiane, che hanno voluto così sottolineare l’alto livello di attenzione che le stesse attribuiscono alle tematiche della difesa del diritto di sciopero e più in generale alla difesa dei diritti del mondo del lavoro, che sempre più spesso vengono posti in discussione dalle controparti datoriali e governative.

Le RDB-CUB ritengono doveroso rivolgere un pubblico plauso alla Magistratura triestina, che con l’odierna sentenza ha dimostrato chiaramente di aver compreso le ragioni della protesta degli autoferrotranvieri, che non era finalizzata a creare un danno alla cittadinanza, quanto a rivendicare il rispetto delle norme legislative e contrattuali che la societàà di trasporto aveva deliberatamente disatteso dopo la completa privatizzazione.

Le RDB-CUB si augurano che Trieste Trasporti SpA, ma anche le altre aziende italiane di trasporto pubblico, sappiano far tesoro dei fatti accaduti a Trieste, in modo da evitare che gli errori già commessi, possano ripetersi, cercando nel contempo di migliorare, il livello e la qualità delle future relazioni sindacali, così che in un clima più costruttivo e produttivo, possano venir evitati i disagi alla cittadinanza e garantito il diritto alla mobilità per tutti gli utenti.

Trieste, 13 marzo 2003

R.d.B-CUB

Federazione Trasporti F.V.G.



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