Sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio è stato pubblicato il testo del decreto sostegni bis del mese di maggio.

Si scopre che all’art 41-bis viene inserito il seguente capitolo che modifica ( nei fatti cancella) il decreto dignità sui contratti a termine

All’art 19 del decreto legislativo 15 giugno 2015 n 81 ( il decreto dignità) … sono apportate le seguenti modificazioni dopo il comma 1 è inserito il seguente:


“1.1. Il termine di durata superiore a dodici mesi, ma comunque non eccedente ventiquattro mesi, di cui al comma 1 del presente articolo, può essere apposto ai contratti di lavoro subordinato qualora si verifichino specifiche esigenze previste dai contratti collettivi di lavoro di cui all’articolo 51, ai sensi della lettera b -bis ) del medesimo comma 1, fino al 30 settembre 2022”»

Questo cosa significa
Significa che da qui in avanti i contratti a termine possono essere prorogati, fino a 24 mesi senza causale fino al 30 settembre 2022. Non solo si dà la possibilità, attraverso i contratti di lavoro o aziendali, di consentire di stipulare nuovi contratti a termine di durata superiore a 12 mesi anche con lavoratori che con la stessa azienda abbiano già avuto contratti a termine per 2 anni. Si potrebbe coì arrivare a 3 anni di contratti a termine senza causale.
Facile prevedere che questi accordi peggiorativi possano essere fatti, come già spesso avviene, attraverso i ricatti sull’occupazione.

Si tratta di un vero e proprio golpe in quanto non era mai stato annunciato.
Si scopre poi che la modifica era stata proposta da un emendamento di tutti i partiti di governo e opposizione tranne Leu che adesso dicono di avere avuto l’intenzione di limitare l’uso dei contratti a termine.
Quello che c’è scritto però è esattamente il contrario.
In realtà tutto questo sta nella logica che è insita in questo governo, di liberalizzare il mondo del lavoro e i licenziamenti a scapito dei lavoratori. Quello che vuole Confindustria che non a caso ha apprezzato.

In questi giorni si sta discutendo anche della modifica degli ammortizzatori sociali e non vorremmo, date le premesse, che in agosto si verifichi qualche altro pateracchio.

La cub è contraria a questo stato di cose e continuerà la lotta contro la precarietà e i licenziamenti e per questo ha già proclamato lo sciopero generale il 18 di ottobre.


Legnano agosto 2021 CUB LEGNANO


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