Antisindacale il rifiuto da parte dell’azienda di operare la trattenuta sindacale mediante l’istituto della cessione del credito (art.2160 C.C.). Sentenza della Corte di Cassazione a Sezione Unite del 24 novembre 2005 n.28269.

Antisindacale il rifiuto da parte dell’azienda di operare la trattenuta sindacale mediante l’istituto della cessione del credito (art.2160 C.C.). Sentenza della Corte di Cassazione a Sezione Unite del 24 novembre 2005 n.28269.
La sentenza 24 novembre 2005 n.28269 della Corte di Cassazione a Sezione Unite risolve definitivamente la questione del diritto dei lavoratori ad iscriversi al sindacato di base mediante l’istituto della cessione di credito.
La Corte tra l’altro sottolinea che il referendum del 1995 ha lasciato in vigore il primo comma dell’art.26 dello statuto dei lavoratori che protegge i diritti individuali dei lavoratori concernenti l’attività sindacale per quanto attiene, in particolare, alla raccolta dei contributi, la cessione di quote della retribuzione costituisce una modalità di esercizio di detti diritti.
Il rifiuto del datore di lavoro di darvi corso opera una compressione dei diritti individuali e di quelli del sindacato.
La Corte precisa che l’inadempimento del datore di lavoro che incide sull’attività sindacale in senso proprio, concreta in tutti i casi condotta di attività antisindacale, senza che possa in alcun modo rilevare la fonte dell’obbligo medesimo.
In conclusione con la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite si ripristina il diritto del lavoratore a scegliere il sindacato a cui aderire e si pone fine, almeno sulla questione dell’iscrizione, al pesante tentativo operato dal padronato di discriminare il sindacato di base e di favorire i sindacati concertativi.

Roma aprile  2006

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