Il 19 novembre 2014 sarà ricordato per un blitz in cui in poche ore, la Cassazione ha ridotto a straccio la Giustizia italiana, ripristinando il primato dei cavilli sui diritti fondamentali della persona umana, a partire dalla salute.



La tesi del sostituto Procuratore Generale Jacoviello è stata fatta propria dalla “Suprema Corte”: “è vero che la prescrizione non risponde alle esigenze di giustizia, ma stiamo attenti a non piegare il diritto alla giustizia. Di fronte a questi, il giudice, soggetto alla legge, deve scegliere il diritto”.

Eppure, il PG era consapevole che la strage di lavoratori e cittadini e il disastro ambientale costituiscono un reato che «ha come effetto una serie straziante di migliaia di morti». Il magistrato aveva aggiunto che l'imputato «è responsabile di tutte le condizioni ascritte».
Ma poi, ha trovato il modo di scagionare il magnate svizzero Stephan Schmidheiny.
Dopo di che la Cassazione ha assunto il ruolo antico di “ammazzasentenze”.


E l’imprenditore mecenate, per nulla imbarazzato, ha subito dichiarato: «Ora basta processi ingiustificati».

Ora è prevedibile che i poteri dello Stato cercheranno di correre a tamponare la perdita di credibilità nei confronti delle Istituzioni causata da questa sentenza.

Come ALLCA e CUB, continueremo il nostro impegno e le mobilitazioni fino a quando non verrà cancellata questa sentenza.

Milano, 20.11.2014

 

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