Hanno reagito con provocazioni pesanti i burocrati stipendiati dalla CGIL che oggi sedevano "nella loro proprietà" ossia la loro sede di via Vaccari, staccando i manifesti di protesta affissi dalla CUB.

 

 

Già perchè se fino a poco tempo fa era inconsueto che un sindacato manifestasse davanti alla sede di un altro sindacato, oggi questo non stupisce più di tanto: i sindacati confederali sono lontani dal lavoratori, firmano assieme ai padroni e ai governi accordi penalizzanti e antidemocratici (come il testo unico sulla rappresentanza) e soprattutto, pur avendo i numeri, non protestano più; non lo hanno fatto contro la Legge Fornero che ha scippato le pensioni a milioni di lavoratori pubblici e privati, non lo hanno fatto neanche in questi giorni che il premier Renzi ha deciso di dimezzare i permessi e i distacchi di cui solo loro beneficiano, sintomo questo che per loro le cose non cambieranno più di tanto, visto che negli anni si sono trasformati in vere e proprie aziende di servizi.
Oggi abbiamo fatto un appello ai lavoratori e delegati interni alla CGIL, in dissenso con i loro vertici, affinchè si affiancassero alla nostra giusta protesta: l'accordo sulla rappresentanza seppellisce in modo definitivo ogni espressione di dissenso, fa fuori le minoranze anche interne al loro stesso sindacato, il diritto di sciopero e di protesta di fatto vengono fortemente ridimensionati.

 Oggi la segretaria provinciale CGIL Marina Bergamin è stata costretta a dare delle spiegazioni apparentemente tranquilizzanti sulla stampa sulla bontà di questo accordo: la nostra protesta davanti alla loro sede deve averli innervositi e scossi non poco. È vero non è un bel segnale per loro che i lavoratori protestino davanti alle loro sedi sindacali.


CUB Vicenza Via Napoli 62
 

FaceBook