scioperoCUB Scuola Università Ricerca sciopera e scende in piazza - Il 14/11/12 sciopero e la mattina corteo da largo Cairoli per cancellare l’aumento dell’orario di lavoro a 24 ore, restituire posti di lavoro, salario e scatti di anzianità, assumere a tempo indeterminato tutti i precari su tutti i posti disponibili e respingere il DDL ex Aprea.

CUB Scuola Università Ricerca sciopera e scende in piazza

Domani sciopero e la mattina corteo da largo Cairoli per cancellare l’aumento dell’orario di lavoro a 24 ore, restituire posti di lavoro, salario e scatti di anzianità, assumere a tempo indeterminato tutti i precari su tutti i posti disponibili e respingere il DDL ex Aprea.
 
Milano, 13 novembre 2012. “Domani sciopereremo e la mattina saremo in corteo per cancellare l’aumento dell’orario di lavoro a 24 ore, restituire posti di lavoro, salario e scatti di anzianità, assumere a tempo indeterminato tutti i precari su tutti i posti disponibili e respingere il DDL ex Aprea” rende noto CUB Scuola Università Ricerca, domani in piazza a manifestare, con appuntamento in largo Cairoli, a Milano, alle 9.30.
 
L’organizzazione di base della scuola sottolinea che questo attacco si inserisce in un contesto in cui i  docenti sono già penalizzati dal blocco del contratto e degli scatti di anzianità che minaccia di protrarsi fino al 2017.

“E’ anche vero che la mobilitazione dei docenti e degli studenti in  tutta Italia ha costretto il Governo sul punto dell'aumento orario a  24 ore a un passo indietro, che comunque attende di essere confermato dal parlamento” proseguono i vertici di CUB Scuola “ma non crediamo comunque che l’articolo 3 verrà cancellato dalla Legge di stabilità senza danno per la scuola. E la scuola statale italiana non può sopportare altri tagli: se sprechi ci sono, son quelli voluti da un’Amministrazione delirante, che ad esempio, si avvia ad investire in un concorso ingiusto svariati milioni di euro”.

L’organizzazione inoltre giudica inaccettabile il progetto di legge Aprea sul riordino degli organi collegiali che riduce gli spazi  di democrazia ed autodecisione interni alle scuole.


“Siamo stanchi di una classe politica che mira unicamente alla distruzione della scuola, e di ogni importante servizio pubblico e sociale, ricorrendo al pretesto dell’emergenza della crisi e dei vincoli di bilancio” concludono i rappresentanti di CUB Scuola “e domani saremo in piazza con i nostri studenti e con altri lavoratori per ribadire che la pessima scuola che ci vogliono offrire è una premessa per la pessima societàà che stanno costruendo”.

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