STIE di Busto Arsizio - Lettera aperta al Sindaco di Busto Arsizio SIAMO UOMINI O CAPORALI? La vicenda dei trasporti pubblici di Busto Arsizio da anni gestito da Stie, a nostro giudizio,  in malo modo, assume sempre più i toni della farsa.

 

Gallarate, 9 luglio 2012

Al sindaco di Busto Arsizio
Gianluigi FARIOLI

Agli organi di stampa
Ai lavoratori STIE

Oggetto: lettera aperta al Sindaco di Busto Arsizio Gianluigi FARIOLI

                                                 SIAMO UOMINI O CAPORALI?

La vicenda dei trasporti pubblici di Busto Arsizio da anni gestito da Stie, a nostro giudizio,  in malo modo, assume sempre più i toni della farsa.

Abbiamo avuto modo di denunciare a tutti, lei compreso, i disservizi, la grave condizione dei mezzi a pregiudizio persino della sicurezza e talvolta in violazione del Codice della Strada. Abbiamo sollevato il problema delle intimidazioni nei confronti dei conducenti costretti dall’azienda a condurre mezzi assolutamente non idonei. Un anno fa abbiamo interpellato perfino la Polizia Locale e pur sapendo di un suo intervento nulla è cambiato.
L’incendio di un Bus il 26 maggio scorso è solo l’ultima prova di una mancanza generalizzata di manutenzione.

Stie da parte sua, dopo aver strumentalmente esternato disinteresse nella gestione del servizio, minacciando più volte di abbandonarlo - cittadini e lavoratori compresi - senza mai farlo davvero, dopo aver ottenuto continui finanziamenti pubblici, continua a gestire sempre nello stesso pessimo modo il trasporto pubblico di Busto, portando a casa solo e semplicemente rendite di posizione. Non contenta, continua ad attribuire, anche pubblicamente, la responsabilità à dei disagi e dei guasti ai conducenti, imputando loro anche una cronica disaffezione all’azienda ed al lavoro.

Stie ora si appresta a far pagare lo scotto della mala gestione ai lavoratori attraverso la disdetta dei contratti che potrebbero aggravare le condizioni di lavoro e diminuire gli stipendi, ed ai cittadini attraverso il taglio dei servizi.

Che senso ha giustificare il taglio dei servizi con la disaffezione dei cittadini al trasporto pubblico, quando il servizio pubblico non soddisfa minimamente le loro esigenze in termini di qualità, capillarità, certezza e sicurezza di un servizio essenziale come quello del trasporto? Che senso ha la disaffezione dei lavoratori ad un’azienda che mantiene se stessa e i suoi dirigenti con i soldi pubblici, disprezzando e non valorizzando il suo patrimonio più importante, i lavoratori?

Il servizio di trasporto pubblico è servizio essenziale, definito tale anche da leggi dello Stato e costa alla collettività tantissimi soldi. Le politiche dei Governi, passati e presenti, concentrano i loro tagli agli enti locali che incidono pesantemente sui servizi essenziali.
E allora l’amministrazione comunale prenda una decisione una volta per tutte. Se in nessun modo trova i soldi per gestire il trasporto pubblico lo blocchi definitivamente, dia un’opportunità di lavoro diversa agli addetti e cessi questo calvario. Che senso ha girare soldi pubblici ad un privato per pagare i loro dirigenti senza essere in grado di “offrire” un servizio adeguato? Tanto vale riprendersi il servizio, utilizzare risorse umane interne al Comune per dirigere l’azienda e offrire il miglior servizio possibile ai cittadini senza guadagnarci sopra, unico scopo del privato.

Crediamo, quindi, che sia venuto il momento di fare il Sindaco di una Città degna del proprio nome. È venuto il momento che il Sindaco sia più coraggioso come richiamato anche da un ex dirigente Agesp,  quando il servizio era migliore e costava meno. Signor sindaco, intervenga subito a protezione dei cittadini, del servizio e dei lavoratori che lo svolgono. Non è proprio più il momento di proteggere speculazioni, rendite e posizioni.

È venuto il momento che lei, signor Sindaco impedisca a questi caporali di fare gli uomini e agli uomini, cittadini e lavoratori, di essere trattati come tali.

Distinti saluti
Claudio Signore
Antonio Ferrari

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