IL REPORTAGE DI CUB RAIL - Dopo 44 giorni di sciopero che ha paralizzato i trasporti ferroviari del paese i macchinisti serbi hanno vinto la loro lotta. Il governo si impegna a far pagare alle Ferrovie dello Stato gli aumenti degli stipendi e a rinforzare la rete ferroviaria. La CUB Trasporti ha seguito passo passo la loro lotta.

Dopo 44 giorni di sciopero che ha paralizzato i trasporti ferroviari del paese i macchinisti serbi hanno vinto la loro lotta. Il governo si impegna a far pagare alle Ferrovie dello Stato gli aumenti degli stipendi e a rinforzare la rete ferroviaria. La CUB Trasporti ha seguito passo passo la loro lotta.

 Lo scorso 24 novembre, dopo 44 giorni di sciopero, i macchinisti serbi hanno deciso di tornare al lavoro dopo che il governo ha promesso di risolvere i problemi con la direzione dell’azienda delle Ferrovie dello Stato Serbo.
Quello iniziato il 10 ottobre è stato il quarto sciopero di quest’anno contro il rifiuto della direzione aziendale di aumentare il salario dei macchinisti e di corrispondere l’indennità kilometrica come stabilito dagli accordi. Va tenuto presente che sei sindacati su sette presenti nelle Ferrovie serbe spingevano per tornare al lavoro. Solo l'Unione Indipendente dei Macchinisti ha sostenuto le richieste degli scioperanti. La tenacia e la determinazione dei macchinisti, che, soli contro tutti, hanno tenuto in piedi uno sciopero autorganizzato, ha creato talmente tanti disagi all’economia serba che il governo ha dovuto impegnarsi a sostenere le loro rivendicazioni di fronte alla dirigenza della sua stessa azienda di Stato!
La tratta Kostajnica – Joavka, nonostante l’azienda abbia cercato di sostituire gli scioperanti con macchinisti in pensione o disoccupati, è di fatto rimasta bloccata per più di un mese, con danni di centinaia di migliaia di marchi per le Ferrovie. Ma le pressioni affinché venissero accolte le richieste degli scioperanti e si mettesse fine allo sciopero a oltranza sono arrivate soprattutto dai magnati dell’industria mineraria, che hanno lamentato la perdita di vari milioni di euro per il blocco delle estrazioni dovute all’eccessiva quantità di materiale stoccato e non consegnato ai clienti. La CUB Trasporti ha da subito appoggiato lo sciopero dei macchinisti serbi e ha contribuito a far conoscere le ragioni di questa lotta.   

IL REPORTAGE DI CUB RAIL

10 ottobre 2011
Inizia lo sciopero autorganizzato di 239 macchinisti serbi della Repubblica Srpska, il terzo nell'anno, dopo negoziati infruttuosi con il Direttore Generale.
I macchinisti si riuniscono in assemblea alle officine Doboj; richiedono il rispetto degli accordi, e l'adeguamento dell'indennità km.
12 ottobre
L'azienda raccoglie macchinisti esterni senza lavoro per sostituire gli scioperanti. L'agitazione viene definita illegale, e viene chiesto l'intervento della polizia contro gli scioperanti. Secondo l'azienda il salario del macchinista è di oltre 1000 marchi, i macchinisti ribattono che guadagnano 600-700 marchi.
13 ottobre 2011
Solo sei macchinisti e tre assistenti viaggiano, sulla tratta Kostajnica - Joavka, il cui blocco ha causato danni di centinaia di migliaia di marchi per le Ferrovie.
I macchinisti scioperanti trascorrono l'ennesima notte a cielo aperto alle officine Doboj per la manutenzione del materiale rotabile.
La societàà lamenta il bilancio in perdita e dice che soldi non ce n'è.
17 ottobre 2011
Pensionati alla guida dei treni al posto degli scioperanti, i quali rimangono concentrati nelle officine Doboj per la manutenzione del materiale rotabile, trasformate in centro di accoglienza temporanea.
27 ottobre 2011
Il Ministro dell'industria, dell'Energia e delle miniere della Repubblica Serba, ?¢eljko Kovacevic invita i macchinisti a fare di tutto per riprendere il lavoro. In particolare le miniere stanno soffrendo il blocco per lo sciopero che dura da 17 giorni ininterrotti. Le Ferrovie serbe RS tentano di ripristinare il traffico in particolare sulla linea ferroviaria Srpska Kostajnica - Javka, che ha causato danni per centinaia di migliaia di marchi bosniaci.
Circa 200 macchinisti hanno annunciato che non torneranno a lavorare fino a quando le loro richieste, che si riferiscono al pagamento dell'indennità kilometrica, verranno soddisfatte. Il direttore delle ferrovie serbe Dragan Savanovic dichiara che le richieste degli scioperanti sono illegali e contrarie al contratto collettivo, ed ha aggiunto che la societàà non pagherà i bonus cje i macchinisti chiedono. I rappresentanti di sei su sette sindacati che operano nel Ferrovie serbe hanno chiesto ai macchinisti di di tornare al lavoro. Solo l'Unione Indipendente dei Macchinisti sostiene le richieste degli scioperanti.
30 ottobre 2011
Alle cinque del mattino la polizia circonda le officine Doboj. Dopo tre ore gli scioperanti vengono evacuati e si radunano nella piazza del municipio. Da questo momento si trovano nei locali del Comune, che fornisce loro pasti caldi ed accoglienza.
1 novembre 2011
Ventiduesimo giorno di sciopero. Il direttore esecutivo Todorovic invita a tornare al lavoro dietro promessa di avvio delle trattative.
Un vice ministro sostiene che le ferrovie serbe perdono ogni giorno perdono 120.000 euro, perchè raccordi e miniere sono fermi.
5 novembre 2011
Il Presidente della Repubblica Milorad Dodik attacca gli scioperanti, minacciandoli di licenziamento se entro lunedì 7 non riprenderanno il lavoro. Ferma risposta del leader del Comitato di Sciopero, Maric: Signor presidente non abbiamo paura dei licenziamenti, ma di perdere la dignità!
8 novembre
L’azienda comunica che riesce a far viaggiare il 60% dei treni merci, mentre è soppresso tutto il traffico viaggiatori internazionale (sostituito con autobus) e locale; le perdite per lo sciopero si stimano ormai sui 50mila MK al giorno. Il braccio di ferro continua. La Commissione disciplinare annuncia un primo licenziamento per il macchinista Milan Pejinovi?ç di Banjaluka.
9 novembre
Un mese di sciopero. I macchinisti in assemblea danno la disponibilità di interrompere lo sciopero dietro il ritiro di tutte le azioni e rappresaglie disciplinari nei confronti degli scioperanti. Nel frattempo sono partiti i negoziati per il contratto, dove dovrebbero trovare risposta le richieste dei macchinisti.
17 novembre
Protesta pacifica a Banja Luka. "Abbiamo fiducia nel presidente della Commissione (nominata per venire a capo della lunghissima vertenza), vogliamo lavorare con dignità e umanità".

 

 

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