Ordine del giorno delle segreterie nazionali delle organizzazioni della Cub del 10.09.2011 - Lo SCIOPERO GENERALE va costruito con un ampio fronte sociale per il rovesciamento del modello di sviluppo fondato su finanza, competitività e produttività, a favore di un sistema fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro ed ecosostenibile.

 

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Ordine del giorno delle segreterie nazionali delle organizzazioni Cub
Milano 10-9-2011

Le segreterie nazionali delle organizzazioni della Cub si sono riunite a Milano il 10.09.11. per valutare le iniziative da assumere a seguito della manovra del governo e dare continuità alla lotta, per realizzare un VERO SCIOPERO GENERALE.

Lo sciopero generale va costruito con un ampio fronte sociale per il rovesciamento del modello di sviluppo fondato su finanza, competitività e produttività, a favore di un sistema fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro ed ecosostenibile.

Un momento di sviluppo della iniziativa è costituito dalle manifestazioni di sabato 24 settembre a Milano
ed in altre città come Torino, Roma Napoli Palermo ecc. operando per una la partecipazione sociale più ampia possibile.

In questa direzione va la decisione di rafforzare il lavoro con i 4 milioni di lavoratori migranti, i loro coordinamenti con i quali abbiamo deciso numerose iniziative comprese le manifestazioni del 24 c.m.

Le segreterie nazionali valutano positivamente l’esito dell’incontro del 7 settembre a Firenze con la Confederazione Cobas che ha individuato un percorso di mobilitazione a partire dai livelli locali per dar vita ad ampio movimento sociale capace di contestare il modello di sviluppo che ha prodotto la crisi e  proporre un sistema alternativo.

La Cub aderisce alla manifestazione del 15 ottobre promossa dagli indignatos spagnoli
che porterà in piazza contemporaneamente in tutta Europa numerosi soggetti sociali, sindacali, movimenti contro la pretesa di risolvere la crisi da parte chi l’ha provocata e che ora puntano esplicitamente a scaricarne i costi sui  ceti popolari.

Abbiamo a che fare con una crisi del sistema, del modello capitalistico attuato in questi anni, quello fondato su finanza, competitività, produttività e distruzione dell’ambiente con una tendenza di medio- lungo periodo.

Se questo è vero, per la Cub, è indispensabile accelerare la crescita quantitativa e qualitativa dell’organizzazione e sviluppare percorsi di lotta per cercare di contenere gli effetti della crisi sui ceti popolari e per imporre gli interessi unilaterali della nostra classe.

La priorità della nostra attività deve essere orientata al lavoro di massa con lavoratori (indigeni e migranti) da effettuare con tutti gli strumenti di cui disponiamo (volantinaggio, assemblee ecc.) per orientare, aiutare, i ceti popolari a comprendere le ragioni della crisi e come difendersi nel breve periodo.

 

 Confederazione Unitaria di Base
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