Sfondate e svuotate le tasche di lavoratori e pensionati con la manovra di 55 miliardi del governo che graveranno per almeno il 75% su lavoratori e pensionati che dovrebbero pagare per tutti la crisi del modello di sviluppo fondato su finanza, competitività e produttività. (prendi il volantino da distribuire)

 

LEGGI LA LETTERA DELLA BANCA CENTRALE €UROPEA indirizzata al GOVERNO ITALIANO

Prendi il volantino da ditribuire nelle fabbriche e negli uffici .zip

 Sfondate e svuotate le tasche di lavoratori e pensionati con la manovra di 55 miliardi del governo che graveranno per almeno il 75% su lavoratori e pensionati che dovrebbero pagare per tutti la crisi del modello di sviluppo fondato su finanza, competitività e produttività.

I ricchi anche questa volta non pagano; banche, finanza e i padroni hanno ricevuto tutti gli aiuti possibili, li hanno intascati e han continuato a fare lo stesso di prima, peggio di prima.
Il 10% delle famiglie si appropria del 45% di tutta la ricchezza del paese.

I principali tagli:
Sanità: ticket di 10 euro per le visite specialistiche, 25 euro per il ricorso al pronto soccorso, 50 euro per le prestazioni di diagnostica specialistica (ecografia, tac)  mettendo a rischio il diritto alla salute per l’imPossibilità à di pagare i ticket ;
Fisco: ridotta la Possibilità à di detrarre le spese dalla denuncia dei redditi ( -5% nel 2013
e -25% dal 2014 )
Pensioni: aumenta l’età pensionabile e si riduce la rivalutazione annua ;
Trasferimenti agli enti locali con riduzione di 7,4 MLD che produrranno tagli alle prestazioni sociali e l’aumento dell’Irpef.
Benzina e tabacchi: aumento delle accise
Pubblico impiego: congelando gli stipendi fino al 2014, licenziando i precari e reiterando il blocco ormai ventennale delle assunzioni, dopo il mancato rinnovo del contratto 2010-2012
Deroga contratti e leggi: è prevista la Possibilità à di licenziare senza giusta causa e di peggiorare, con accordi a livello aziendale, i trattamenti previsti dai contratti nazionali e dalle leggi.

Cub è impegnata a costruire  un percorso di lotta, con al centro un vero Sciopero Generale, con tutte le organizzazioni anticoncertative, per il rovesciamento del modello di sviluppo fondato su  finanza, competitività e produttività, a favore di un sistema fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito e il diritto al lavoro.


Gli obiettivi da mettere alla base della lotta
1.    Introduzione di una patrimoniale (es. 0,10%) sui grandi patrimoni che consentirebbe di evitare i tagli ai ceti popolari, di avviare un circolo virtuoso di riduzione del debito e il recupero di risorse per rendere stabili i lavori precari, migliorare le pensioni e fare investimenti.
2.    Misure drastiche per contrastare evasione fiscale, corruzione, lavoro in nero, infortuni sul lavoro, merci contraffatte, fatturato delle mafie, truffe alla U.E. per le zone depresse (tutto questo vale circa 400 MLD annui, 8 volte la manovra)).
3.    Taglio delle spese per la guerra revocando l’acquisto dei caccia bombardieri F 35 che hanno un costo di 16 miliardi ed eliminare le spese di guerra e quelle  militari in genere che ammontano a decine di  MLD annui.
4.    Potenziare la sanità pubblica, eliminare i ticket spostando le risorse oggi utilizzate per il business della sanità privata.
5.    Tagliare tutti i veri sprechi nella spesa pubblica, le inutili grandi opere, le consulenze, gli stipendi d'oro  le burocrazie politiche inutili, i costi eccessivi della politica e delle clientele.
6.    Parità di diritti e tutela per i lavoratori migranti; diritto all’asilo ai rifugiati in fuga dalle guerre, dalla fame e dalle dittature; permesso di soggiorno per chi ha un lavoro.

E’ ora di mettere le mani nelle tasche di chi ha accumulato ricchezze spropositate, di chi evade il fisco ecc, e le manette ai veri ladri.
Il governo con la manovra è passato all’incasso del Patto per la crescita stipulato il 28 giugno 2011 tra Confindustria e cgil-cisl-uil e ugl.
Patto per la crescita dove i medici sono gli stessi che hanno prodotto la malattia. Un accordo che non a caso era stato salutato con entusiasmo dal ministro delle tasse.
Solo la mobilitazione dei lavoratori con il sindacato di base può impedire che governo, banche, imprese e sindacati complici scarichino sui ceti popolari altri costi della crisi che loro stessi hanno prodotto.
Basta con il massacro delle condizioni di vita dei ceti popolari; il costo della crisi deve essere pagato dai banchieri, dai governanti, dai ricchi introducendo la patrimoniale, dagli evasori fiscali e con il taglio delle spese militari ecc.

Noi lavoratrici e lavoratori revochiamo a banchieri, governi, padroni e sindacati concertativi ogni titolo a rappresentarci e a decidere sui problemi che ci riguardano.
Ci riprendiamo il diritto di decidere.

Milano 24 08 2011

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