Il governo apre alla regolarizzazione? Accolti gli ordini del giorno di maggioranza e opposizione. "Estenderla anche agli altri lavoratori” - Estratto degli o.d.g


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Il governo apre alla regolarizzazione?
Accolti gli ordini del giorno di maggioranza e opposizione.
"Estenderla anche agli altri lavoratori”


Estratto degli o.d.g

La Camera, premesso che:


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Il patto europeo per l'immigrazione invita gli Stati membri a «porre in essere una politica d'integrazione armoniosa, favorendo la partecipazione dell'immigrato alla sfera civica, al mondo del lavoro, all'istruzione, al dialogo interculturale cercando di eliminare ogni diversità di trattamento che risulti discriminatorio per il cittadino terzo»; il Patto europeo per l'immigrazione di giugno 2008 è stato sottoscritto anche dal Governo italiano e propone una gestione dell'immigrazione incentrata sugli obiettivi della prosperità, della sicurezza e della solidarietà, impegna il Governo:
ad operare affinché siano effettivamente rispettati i termini previsti dalle leggi vigenti per il rinnovo dei permessi di soggiorno;
ad adottare misure adeguate a favore di quei lavoratori immigrati colpiti da situazioni di crisi e per i quali i soli sei mesi entro cui trovare un'occupazione regolare dopo la perdita del posto di lavoro precedente rischiano di essere insufficienti, mettendo così a rischio una loro regolare permanenza nel nostro Paese;
a valutare l'opportunità di estendere le procedure di regolarizzazione già previste per colf e badanti dal decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, anche a quei settori dell'economia italiana in cui vi sia un'alta incidenza di manodopera irregolare nonché a quei settori ove la domanda di manodopera di lavoratori extracomunitari sia particolarmente richiesta dalle imprese e, comunque, con particolare attenzione ai settori economici dell'edilizia, agricoltura, terziario, pubblici esercizi e assistenza familiare.9/3778-A/10.Barani, Cazzola, De Luca.

La Camera premesso che:

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la realtà dell'immigrazione del nostro paese è un fatto positivo, strutturale e duraturo se correttamente gestita perché può corrispondere alle necessità della nostra economia, delle nostre famiglie, del nostro welfare; il patto europeo per l'immigrazione invita gli Stati membri a «porre in essere una politica d'integrazione armoniosa, favorendo la partecipazione dell'immigrato alla sfera civica, al mondo del lavoro, all'istruzione, al dialogo interculturale cercando di eliminare ogni diversità di trattamento che risulti discriminatorio per il cittadino terzo»;
impegna il Governo: a valutare l'opportunità di:
 a) adottare ulteriori iniziative normative volte a: estendere la regolarizzazione prevista per colf e badanti dalla legge n.102 del 2009 che convertiva con modificazioni il decreto-legge n. 78 dello stesso anno anche a quei settori dell'economia italiana in cui vi sia un'alta incidenza di manodopera irregolare nonché in quei settori ove la domanda di manodopera di lavoratori extracomunitaria sia particolarmente richiesta dalle imprese e, comunque, con particolare attenzione ai settori economici di cui all'edilizia, agricoltura, terziario, pubblici esercizi e assistenza familiare;
b) aumentare dagli attuali sei mesi ad un anno il tempo necessario per il rinnovo dei permessi di soggiorno per quei lavoratori immigrati colpiti da situazioni di crisi e per i quali i soli sei mesi entro cui trovare un'occupazione regolare dopo la perdita del posto di lavoro precedente rischiano di essere insufficienti, mettendo così a rischio una loro regolare permanenza nel nostro Paese;convocare un tavolo istituzionale sul tema delle truffe a danno degli immigrati nonché a prevedere una normativa in tempi brevi che permetta a questi stranieri di denunciare la truffa subita senza il pericolo di essere espulsi dal territorio italiano;
c) attuare tutte le misure per combattere ogni forma di sfruttamento del lavoro, attraverso una rigorosa applicazione della normativa vigente, in modo particolare dell'articolo 18 del decreto legislativo 286 del 1998 che prevede un permesso di soggiorno per le persone che denunciano i propri sfruttatori prevedendo anche l'introduzione nel nostro ordinamento del reato per grave sfruttamento del lavoro, un'autonoma fattispecie incriminatrice del caporalato, aggravata quando.

9/3778-A/131.(Testo modificato nel corso della seduta) Livia Turco, De Pasquale, Vaccaro.

 

 

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